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Il Cinquecento
Come
per la religione, la politica, il pensiero filosofico e scientifico,
così per l'arte il Cinquecento è un secolo altamente
drammatico, pieno di contrasti: dalla trasformazione di tutti i valori
nascono le idee sulle quali si fonda la struttura culturale dell'Europa
moderna. È il secolo delle “riforme”.
La riforma protestante costringe la stessa Chiesa cattolica a rivedere
le proprie strutture e la propria condotta: la religione non è
più rivelazione di verità eterne, ma ricerca ansiosa
di Dio nell'anima umana; non più obbedienza ad un'autorità,
ma scelta che implica la responsabilità dell'individuo davanti
a Dio.
Analogamente, la nuova scienza non è più sapienza tramandata
e fondata sull’autorità delle antiche scritture, ma indagine
nel vivo della realtà intesa come problema sempre aperto.
La politica non è più l'affermazione di una gerarchia
di poteri derivanti da Dio, ma lotta di forze in cerca di un provvisorio
equilibrio.
Anche l'arte non è più contemplazione e rappresentazione
dell'ordine del creato, ma inquieta ricerca: della propria natura,
dei propri fini e processi, della propria ragion d'essere nel divenire
della storia.
Perché specchiare nella forma artistica la forma dell'universo,
se questa è ignota ed è oggetto, essa stessa, d'indagine?
Perché ammirare la divina armonia del creato, se Dio non è
là, ma nell'interiorità della coscienza, nella tensione
dell'anima che lotta per la propria salvezza? Il grande problema è
ormai la condotta umana: l'atteggiamento rispetto a Dio e la disciplina
della vita religiosa, il metodo della ricerca e dell'esperienza scientifica.
Anche l'arte, nel suo farsi, è un modo di comportamento: e
la definizione del suo processo, del suo attuarsi come arte e del
suo concorrere come tale al fine ultimo della salvezza spirituale
appare non meno importante che l'oggetto della rappresentazione artistica
stessa.
Il pensiero che il Cinquecento sia il secolo classico per eccellenza
risale a Giorgio Vasari, che lo enuncia nelle sue Vite degli artisti,
pubblicate nel 1550 …
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Giulio Carlo Argan
Estratto da:
Capitolo primo
Il Cinquecento
pag. 3 |
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Veronese "Venezia in trono con la Giustizia e la Pace"
(1575-77)
Tela, m.2,50 x 1,80,
Venezia, Palazzo Ducale, soffitto della sala del Collegio
Informazioni
Tratto dal libro: "Storia dell'Arte italiana"
- Volume 3
di Giulio Carlo Argan
Sansoni Editore, Nuova Spa - Firenze
I Edizione 1970 - XIV ristampa 1984 |
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