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Prefazione
“Il
Barocco” avrebbe potuto essere un titolo breve ed efficace per
questo nuovo volume della Serie, se il nome “barocco”,
libero dai significati sfavorevoli e tal ora dispregiativi che ancora
da taluni si attribuiscono ad esso, potesse assurgere a denominare
tutta l'arte dei due secoli XVII e XVIII dai suoi prodotti più
modesti alle massime e più geniali espressioni.
Nel dubbio, abbiamo preferito limitarne il significato alla indicazione
puramente cronologica del periodo nel quale si manifestano le forme
d'arte che il nostro volume si appresta a trattare.
Ciò soprattutto per un sacro timore di stendere involontariamente
il benché minimo velo d'ombra sulle “meraviglie”
architettoniche di un Bernini, di un Borromini, di un Guarino Guarini,
di uno Juvara e di un Vanvitelli; oppure sulle dinamiche sculture
dello stesso Gian Lorenzo, di Alessandro Algardi, o sui sorprendenti
vivacissimi stucchi siciliani del Serpotta; o, infine sulle sublimi
manifestazioni pittoriche che vanno dal Caravaggio al Magnasco, al
Piazzetta, ai Tiepolo, ai Longhi, al Canaletto, ai Guardi.
Basta, infatti, accennare soltanto ad alcuni grandi nomi per sentirsi
pervasi da un senso di rispetto e di ammirazione verso questi due
secoli di intensa produttività artistica in cui uno spirito
nuovo, anche se a volte retorico, spinge l'arte a tentare nuove vie,
quelle dell'effetto e della sorpresa, e da al genio l'avvio a liberarsi
da ogni vincolo accademico per espandersi in una libertà di
fantasia e d'invenzione non mai vista prima d'allora.
Naturalmente in questo dilagare di opere e di pensiero, v'è,
come in tutti i periodi della Storia, anche il meno bello e il meno
convincente, ed è opera delle personalità più
modeste.
Si può dire che l'arte del cosiddetto periodo barocco sgorga
e fluisce dal precedente secolo senza soluzione di continuità,
attraverso forme manieristiche e neocinquecentesche, esplode nel Seicento
e si espande e sublima nel Settecento per arrestarsi quasi improvvisamente
alla frattura neoclassica.
Qui si arresta anche la materia del nostro volume.
Essa ci viene descritta da Giuseppe De Logu, Direttore dell'Accademia
di Belle Arti e docente di Storia dell'Arte nell'Istituto Universitario
di Architettura di Venezia, benemerito e autorevole studioso al quale
il Touring esprime la sua più cordiale e viva gratitudine.
I lavori redazionali, come sempre accuratissimi, sono stati dalla
Direzione del Sodalizio affidati come negli scorsi anni all'apposito
Ufficio “Conosci l'Italia” diretto dal dott.
Federico Antonini, che si è valso dell'opera del redattore
Luigi Isnardi in particolare per la scelta, la paginazione e il commento
didascalico della parte illustrativa fuori testo.
Sergio Gazzone ha eseguito i disegni inseriti nelle pagine del testo.
Il presente volume conduce la trattazione della Storia della civiltà
artistica del nostro Paese ormai fino all'inizio dell'Arte Moderna,
alle soglie del secolo scorso.
Non è però nostra intenzione di proseguire senza soste
nell'argomento artistico: col prossimo anno ci proponiamo di inserire
a scopo di variazione almeno un volume di soggetto diverso, volume
che con ogni probabilità sarà dedicato al Folklore.
E ci auguriamo che il nuovo argomento incontri il favore di tutti.
FERDINANDO REGGIORI
Presidente del Touring Club Italiano
8 novembre 1965
nel LXXI Anniversario della Fondazione del T.C.I.
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"Soffitto Barberini"
di Pietro da Cortona
1639
Informazioni
Tratto dal libro: "L'arte nel Seicento e Settecento
- Il periodo del Barocco e del Rococo"
Collana "Conosci l'Italia" vol.X
Ed. Touring Club Italiano
Milano - 1966 |
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