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Prefazione
E' stato mio intento, nello scrivere questa STORIA DELL'ARTE, dare
un quadro piano, lucido e completo (nei limiti imposti dallo spazio
e dalla destinazione dell'opera) del meraviglioso svolgimento dell'arte
italiana, dai timidi conati della pittura cemeteriale sino alle correnti
più vicine a noi.
L'intento storico primeggiava, come di dovere, essendo il mio libro
rivolto anzitutto ai giovani, che devono trovare in esso una guida
cronologica e topografica esatta e chiara, per orizzontarsi nell'arduo
dedalo delle correnti e degli stili, delle personalità e delle
opere.
Ciò fatto pensai che in vibranti e fresche coscienze fosse
facile destare l'amore per la bellezza, tenendole a contatto con un
ricco materiale figurativo e in pari tempo guidandole con una introspezione
dell'opera d'arte, che non fosse aridamente storica o dottrinalmente
estetica, ma che spingesse lo sguardo oltre il velo dei colori e dei
marmi, nell'anima dei creatori della bellezza.
La mia modesta fatica cerca pertanto di lucrare i frutti delle tre
correnti critiche, la storica, l'estetica e la psicologica, senza
arrendersi alle lusinghe gelose di ognuna di esse, lusinghe a cui
si deve, nell'indagine del bello, l'imperversare di tanta aridità
o di tanta retorica.
Ma siccome non v'è struttura che non poggi nella rude terra
o nel masso, per lanciarsi verso la luce, cosi ho dato al mio libro
una severa base di date e di fatti.
Specialmente nella prima parte ho inteso iniziare i miei lettori al
metodo storico e tecnico, romperli alle classificazioni che si fondano
sugli elementi cronologici, formali o stilistici, abituarli a leggere
nelle linee della facciata di una chiesa o nei simboli di un mosaico
paleocristiano, come si legge in un libro.
Onde il lettore potrà notare, sul principio, un'obbiettività
prudente e una tendenza alla enunciazione di fatti, anzi che al commento
estetico e coloristico.
tendenza che diviene meno accentuata, man mano che si prosegue nella
materia, finché l'autore, sicuro di parlare a lettori che già
posseggono l'utènsile pratico e scientifico, si permette di
dirigere sul- l'opera d'arte con pari intensità la luce serena
della loro ragione e il raggio della loro sensibilità commossa.
Se avrò anche solo in parte adempiuto a questo compito difficile,
mi parrà dolce la fatica durata per offrire ai giovani questo
libro, che esalta una delle glorie immortali del nostro Paese.
G. EDOARDO MOTTINI
Gennaio 1929.
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Pesto
Il Tempio di Cerere 
Roma, S.Maria in Trastevere,
La Natività di Gesù (1291),
mosaico absidale di Pietro Cavallini
Informazioni
Tratto dal Libro: "Storia dell'Arte Italiana"
di G.Edoardo Mottini
Edizioni Scolastiche Mondadori
Milano
1946 |
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