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Omaggio a Virgilio
Guidi
SULLA LINEA DELLA RICERCA PITTORICA CHE IDENTIFICA NEL COLORE E NELLA
FORMA OGNI SUA RAGIONE UMANA ED ESTETICA
Non appare difficile, a chi visita questa decima rassegna d'arte di
San Martino di Lupari, individuare le motivazioni cui si è
ispirata, anche nel solco di una sua tradizione che dura ormai da
vent'anni.
Lo stesso «Omaggio a Virgilio Guidi» vuole essere emblematicamente
un punto ideale attorno al quale, pur nella diversissima coesistenza
di artisti appartenenti a generazioni tra di loro lontane e a modi
espressivi quanto mai differenti, l'intesa, se non proprio la convergenza,
può essere raggiunta.
Un'intesa derivante dalla convinzione che la speculazione estetica
nell'artista nasce dal continuo raffronto con la storia (soprattutto
con quella del proprio tempo, dove si estrinsecano le aspirazioni,
le inquietudini e le tensioni esistenziali più dirette e perentorie)
e che essa cerca i modi del suo tradursi individuando nel colore la
dimensione della luce; nello spazio e nel tempo quella dell'organizzazione
e della scansione delle forme all'interno del loro limite bidimensionale;
e infine la traduzione dei contenuti etici e sociali, delle tensioni
connesse alle relazioni con la contingenza che opera (e fa sentire)
il distacco tra la dimensione fisica del colore e dello spazio-tempo,
nonché il suo tradursi in dimensione metafisica, senza mai
porsi al di fuori degli strumenti tradizionali.
Evidentemente nell'arco ampio di presenze e di esperienze da confrontare
e non da contrapporre emergenti in questa rassegna, ho cercato di
dar posto ad artisti nelle cui opere mi è parso di individuare
la traduzione in termini linguistici, di un pensiero che si fa immagine.
Ma ciò avviene senza che gli artisti ricorrano alle sperimentazioni
dell'«arte povera», alle «citazioni», alla
ricerca analitico - concettuale, alla disinvoltura di chi programmaticamente
rivisita opere ed artisti del passato o di lui contemporanei quasi
implicitamente ammettendo l'incapacità di confidare nella propria
fantasia, nella propria intelligenza e nel proprio «mestiere»
per inventare un'immagine e dar vita a un pensiero che gli appartengono.
Ciò avviene inoltre al di fuori della declinazione dei modi
della «trans - avanguardia» e di quanti «anacronisti»
s'impegnano a dare un assetto alla loro visione tentando di puntellarla
col reinventare modelli appartenenti a un passato rinascimentale,
manieristico, barocco, neoclassico ovvero romantico definitivamente
concluso e comunque tale da non consentire alla sensibilità
e alla civiltà culturale del nostro tempo di rivisitarla con
esiti positivi e tali da garantire l'autenticità di un'espressione
che rappresenta lo spirito, l'essenza (o quantomeno lo specchio) di
un'epoca più o meno remota e conclusa.
Per quanto concerne l'«0maggio a Virgilio Guidi», devo
precisare che nelle mie intenzioni avevo prefigurato la presenza di
venti-venticinque opere che, partendo dalla «Madre che si leva»,
del 1921, dalla «Donna delle uova», del 1923 e dal «Tram»,
sempre del 1923, documentassero assieme con le «Venezie»,
le «Figure», gli «Incontri» e le «Figure
nello spazio» degli Anni Trenta e Quaranta, il lento abbandono
del Maestro delle sue precedenti ferme strutture neo- quattrocentesche
per prediligere il loro graduale dissolvimento in una tonalità
registrata dalla luce quasi evanescente; che documentassero i trasalimenti
e le tensioni dello spazio-luce, come si verifica nei dipinti del
decennio 1950-1960, e infine le angosce esistenziali e le meditazioni
simbolico-filosofiche delle opere dell'ultimo ventennio, dove le figure
nello spazio, le apparizioni, gli incontri, le ansie cosmiche riconfermassero
la forte e coerente tempra di un maestro, i cui ritmi creativi erano
sempre commisurati ai ricorsi dell'esistenza e del quale il colore
aveva perduto ogni limitazione legata al tempo, per farsi luce e spazio
dell'animo.
Tale proposito, venuta a mancare la possibilità di ottenere
il prestito di molte delle opere sopra citate di proprietà
di musei e gallerie nazionali d'arte contemporanea, è tuttavia
parzialmente realizzata grazie alla sensibilità dimostrata
da alcuni collezionisti privati amici, che hanno aderito all'invito
di prestare alcuni dipinti di Guidi di loro proprietà, dipinti
eseguiti dal 1940 al 1982.
Virgilio Guidi, nato a Roma nel 1891, è morto a Venezia il
7 Gennaio di quest'anno.
La mostra accoglie opere di una decina di maestri, che qui ringrazio
pubblicamente per aver risposto al mio invito, sulla cui importanza
nelle vicende artistiche italiane di questi ultimi quarant'anni mi
sembra del tutto superfluo dire.
Molti di essi sono stati promotori e comunque protagonisti di alcuni
dei movimenti più vitali della cultura figurativa del nostro
Paese, da «Corrente» al «Fronte Nuovo delle Arti»,
dal realismo socialista all'informale segnico e materico.
Ad essi vanno aggiunti venticinque artisti, compresi quelli operanti
nell'area vicina a San Martino di Lupari, già affermati ovvero
in via di affermazione, anch'essi invitati.
Ne viene fuori un panorama articolato di artisti delle Tre Venezie,
della Lombardia, della Toscana, delle Marche, del Lazio e della Sicilia
appartenenti a generazioni diverse ed esprimenti linguaggi, modi espressivi
ed esperienze dalle radici quanto mai diversificate, ma ciascuno dalla
personalità ben definita e riconoscibile, compresi i giovani
sul filo dei trent'anni qui presenti.
Alla fine mi è parso opportuno rappresentare la scultura, invitando
con una dozzina di opere Simon Benetton, un artista oramai nel pieno
della sua maturità linguistica e impegnato in questi ultimi
anni a concepire le sue sculture secondo modalità e valori
architettonici del segno plastico librato nello spazio.
Uno spazio inteso in questi Anni Ottanta in senso architettonico e
tale da stabilire un rapporto colloquiale di integrazione tra il prodotto
d'arte e l'ambiente naturale ovvero urbano nel quale è destinato.
SALVATORE MAUGERI
Novembre 1984 |
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Virgilio Guidi " Angoscia "
1958 
Virgilio Guidi "Volto di donna"
Informazioni
Tratto dal Catalogo: "X Rasegna Nazionale Biennale
d'Arte Contemporanea - M.Pettenon"
S.Martino di Lupari (PD)
Chiesa Storica
25 novembre - 16 dicembre 1984
testi di:
Salvatore Maugeri, Mario Pettenon.
Artisti presenti:
Gastone Breddo, Remo Brindisi, Giorgio Celiberti, Armando Pizzinato,
Gina Roma, Ernesto Treccani, Carmelo Zotti;
Mario Romano Albanese, Vittorio Bisaglia, Simon Benetton, Olimpia
Biasi, Leo Borghi, Vinicio Boscaini, Giovanni Cappelli, Mario
De Poli, Rosanna Forino, Giancarla Frare, Oscar Fuga alias Mendoza,
Imer Guala, Enzo Indaco, Gianni Longinotti, Francesco Maniscalco,
Sebastiano Milluzzo, Adriano Pavan, Walter Piacesi, Walter Pregnolato,
Ulisse Salvador, Carlo Scarpari, Enrico Schiavinato, Anna Tondo,
Galeazzo Viganò, Lorenzo Viola, Luigi Voltolina. |
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