| |
Prefazione
In un mondo tutto ripiegato sugli aspetti concreti e tangibili del
reale, fattosi sordo alle cose dell'anima e dello spirito, queste
immagini d'arte vogliono riportare un alito di vita più tersa
e più alta, in cui ciascuno ritrovi il proprio vero respiro
e l'autentica misura di sé.
Presunzione? Forse.
Ma ci aiuterà a salire negli spazi spirituali, con la sua inarrivabile
efficacia, questo mezzo espressivo che è la pittura, di cui
vorremmo cogliere il superiore messaggio in questa rassegna sacra.
La parte introduttiva e di commento è trascurabile: un sottile
filo conduttore.
Lasceremo che le immagini ci sorridano e ci diano gioia; non agli
occhi soltanto per una suggestione visiva, ma all'anima tutta per
un segreto e profondo riportarci alle realtà più alte.
Tutto quello che ci tocca, tutto quello che ci esalta, i doni di bellezza
che ci sono offerti e di cui Dio ci ha lasciata intatta la valutazione,
suggeriscono all'anima, pur con toni sbiaditi e linee confuse, valori
assoluti e infiniti al di là di questa terra di limiti e di
tempo che fugge.
Poiché Iddio si serve di tutte le cose — della grandezza
di quelle che a noi paiono piccole come della piccolezza di quelle
che riteniamo grandi — per avvicinarci alla Verità, il
cui germe è intero nelle grandi e nelle piccole.
Incantevole e fragile, fra tutti i doni umani, la bellezza.
A una sola creatura fu offerta piena e incorruttibile: quella creatura
ha nome Maria ed è rimasta l'immagine della perfezione esemplare
che poeti e pittori hanno sognato e inseguito.
Nell'attimo stesso in cui Dio la pensò, così alta la
volle da renderla intangibile e incontaminata per sempre.
Preservata dall'ombra d'origine che tutti accomuna, piena di grazia
e di bellezza, Ella ignorò ogni elemento di dissoluzione che
ferisce la nostra carne precaria.
La bellezza perfetta del suo corpo è in diretta connessione
con la sua pienezza di grazia: appunto perché senza peccato.
Maria è l'immagine intramontabile della giovinezza, l'espressione
privilegiata dell'umanità, in cui tutti amiamo rispecchiarci
con quella nostalgia di purezza che è al fondo e al vertice
del nostro essere uomini.
Attesa lungo il cammino dei secoli, prefigurata nelle donne dell'Antico
Testamento che rifulsero per virtù, vissuta nell'ombra di una
povera esistenza e pur discesa da stirpe regale, Maria incantò
con la sua fisionomia spirituale — commovente capolavoro di
Dio — prima che col suo volto, i cultori della bellezza di tutti
i tempi.
L'angelo del Signore, nel grande annuncio, di quella bellezza svelò
in certo modo il segreto quando, dopo aver salutato Maria piena di
grazia, sottolineò il motivo primo, la radice essenziale della
sua perfezione, precisando : «Dominus tecum». «II
Signore è con te» : questa la ricchezza vergine e profonda
di Maria.
Quando Dio è possesso dell'anima, ogni cosa è nell'ordine;
anche quello che è perituro risplende, affrancato dalla caducità:
la bellezza non è più il fiore che avvizzisce, la nuvola
che si discioglie, il solco sulla sabbia che il vento cancella: partecipa
anch'essa della inalterabilità di Dio.
Gli artisti di tutti i tempi immaginarono quel volto sconosciuto e
bellissimo su cui Dio fermò lo sguardo, quel corpo perfetto
che ne fu dimora, quell'anima in cui Dio trovò ospitalità
prima ancora che l'incarnazione si compisse.
Contemplarono nel silenzio della meditazione e della concentrazione
quell'immagine di donna che nessuno vide.
I soli che avrebbero potuto fissarne i lineamenti non li tramandarono.
Una gentile credenza contestabile e tardiva vorrebbe che Luca fosse
il primo pittore della Vergine : la notizia risale al sesto secolo,
testimoniata dallo storico ecclesiastico Teodoro il Lettore, secondo
cui l'imperatrice Eudossia avrebbe fatto dono della venerata immagine
alla cognata Pulcheria.
Nessuna documentazione rigorosamente storica: la pietà e la
fantasia attribuirono tuttavia al pennello di Luca parecchi ritratti
della Vergine; l'iconografia stessa rappresentò più
volte l'Evangelista nell'atto di fermare le sembianze di Lei.
Ma, forse, ci si riferisce al redattore sensibile e accurato del terzo
Vangelo, al pittore squisito dell'infanzia di Gesù e di tanti
atteggiamenti delicatamente femminili, solo perché egli ebbe
la suprema ventura di attingere le più gelose confidenze dal
tesoro dei ricordi di Maria.
Dovette ascoltare immediatamente dalle sue labbra i particolari del
mistero consumato nella sua carne e inviolato per lunghi anni nascosti;
da Lei dovette apprendere le linee di quella vicenda redentrice cui
la Madre partecipò con una relazione unica.
Per questo seppe illuminarne il volto, riga per riga, così
che un'immagine spirituale ne sorgesse: non una figura umana, non
fattezze terrene, ma la fisionomia spirituale di Maria delineata con
la nitidezza di un capolavoro.
...
(Lidia Villa) |
|

Vincenzo Foppa "Madonna col Bambino e Angeli" 
Antonello da Messina (1430-1479) "L'Annunciata"
Palermo, Galleria Nazionale
Informazioni
Tratto dal Libro: "Pittori della Madonna - Nel
'300 e nel '400"
Testi di Lidia Villa
Edizioni CMD
Milano |
Video & DVD Services
Servizio
video & DVD: Documentari, Video Artistici, Spot & Commercials,
Video Aziendali, Istituzionali, Formativi ed Informativi.
>> approfondisci |
Mostre Gratuite in Rete
Arte.Go
offre, dal 1994, grandi opportunità per tutti gli Artisti:
uno spazio gratuito in cui poter pubblicare le proprie opere,
iniziative e servizi per l'Arte. >>
approfondisci |
|
|