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Presentazione
"Alizeh
è come un vento leggero che si muove là dove soffia
l'ispirazione, è la brezza di mare e di terra che esplora le
due direzioni seguendo il giorno e la notte": può essere
questa la presentazione più vera dell'artista Alizeh, al di
là del suo curriculum accademico (corsi di pittura, laurea,
master, etc).
Pittrice di origine veronese, di profonda cultura umanistica, Alizeh
vive tra Verona e Parigi.
Privilegiare lo sguardo, intrecciando le suggestioni della pittura
e della storia dell'arte (da David Hockey a Mario Schifano, da Franz
Marc e il Blaue Reiter a Olivier Debré) con il cromatismo inimitabile
della natura, è la sua poetica.
Eppure la sua è una pittura che ha origine da un'ebbrezza d'interiorità,
da uno scavo nel profondo, dall'affiorare di un immaginario inconscio
che, mai cupo o incombente, si lega alla memoria sotto il segno dell'incanto
e della naturalità.
Tutte le opere qui presentate sono tecniche miste, dimensioni 10x15,
della serie "Palinsesti", eseguite nel 2003.
Note critiche
L'arte di Alizeh nasce da un sedimento interiore: oscilla tra la scrittura
e l'impronta.
E' un "andar per tracce" (è questo il titolo di un
suo gruppo di opere) sulla scia di un respiro interno; è apertura
all'inatteso, colore che prende forma nel silenzio delle cose come
una ierofania, brivido silenzioso che accompagna il gesto sempre nuovo
di stendere il pigmento sulla superficie (dal formato cartolina all'intera
parete, non contano le dimensioni). E' identità rivelata nel
passaggio oltre la soglia dell'io, nel varcare i confini dal conscio
all'inconscio.
E allora anche quelli che potrebbero sembrare scenari reali, denotati
naturalisticamente, puri "phaenomena" registrati a colpi
di pennello, sono invece - per dirla con Jung - emergenze d'ombra,
fluenze d'anima, approssimazioni di soglia, interfaccia mai risolte
tra interiorità e ciò che del mondo esterno ha filtrato
l'archivio della memoria.
Palinsesti, insomma (per citare il titolo di un'altra serie di opere
di Alizeh), riscritture dell'immaginazione, che spaziano tra il ricordo
e l'invenzione, tra la scoperta carica di novità e il riconoscimento.
Nascono così le montagne incantate, i fiumi sotterranei, le
cascate, le distese innevate: come scenari del possibile, dettati
da uno stato poetico dello sguardo, resi vivi dalla forza che sprigiona
il gesto nel farsi puro colore. "E' - quella di Alizeh
- un'arte che, anche quando va oltre la fluenza astratta, approda
a una figuralità solo apparente. I titoli attribuiti alle opere
contribuiscono a creare l'illusione, a perpetuare il gioco che si
svolge sul crinale sottile tra richiamo alla realtà e astrazione.
Si tratta di un abstrahere che indica primariamente l'attitudine a
cogliere, "trar fuori" da un insieme alcuni elementi di
maggior interesse, sintetizzando l'immagine nei suoi tratti salienti.
E tra questi elementi Alizeh privilegia il colore". (E. B.)
Più che il segno, dunque, l'impronta, la luce, la campitura
cromatica, la vibrazione del colore -con le sue consonanze e dissonanze-
la pennellata che si assomma all'insieme, il fantasma dell'ombra.
Nell'insieme si delinea un cammino in cui l'unico vero paesaggio,
misterioso e seducente, è quello della pittura, la cui verità
- nell'infinita varietà delle soluzioni- è quella di
essere un'avventura nell'avventura senza pari che è la vita.
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"Il rosso e il grigio" 
"Cascata" 
"Ghiacciai 1"
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e-mail
www.alizeh.it
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