Presentazione
Il
nuovo per il nuovo non gli interessa, la sua è una ricerca
a tutto tondo nella sensibilità dell'animo umano, la pittura,
la fotografia, la musica interagiscono e si compenetrano in una forma
d'arte integrata, retaggio di percorsi effettuati nel suo vivere.
Oggi è così, la pittura formale, ovvero quella da cavalletto,
prende sempre maggiore respiro da una interpretazione plurisensoriale
ed interattiva. Le strade che conducono alla perfezione stilistica,
non alla bellezza, si badi bene, la bellezza è concetto estremamente
personale; in atre dobbiamo ricercare tutto ciò che ci porta
all'armonia. Come ci insegna Benedetto Croce, l'armonia è codificata,
quindi eguale per tutti; la bellezza no e tendenzialmente non ci interessa.
Infatti cos'è la bellezza? È bella la Lunja di Modigliani?
No, ma è l'icona della perfezione e dell'amore; le Demoiselle
di Picasso? E la Danse di Matisse? Cosa sono se non la perfezione,
cosa sono se non un urlo di gioia per avere trovato la via? Andrea
Benetti è un po' tutto questo, una ricerca continua, senza
alibi né scopiazzauture, Andrea Benetti è solo se stesso;
in un mondo ormai egocentrico e di difficile interpretazione egli
va cercando la propria interiorità in modo del tutto personale,
seguendo il fil-rouge, non non uscendo mai dalla propria etica interiorità.
Formalmente un puro, egli si avvia sulla strada della consapevolezza
artistica verso quel luogo in cui regna sovrana l'intuizione e la
fantasia. Ogni uomo segue la propria utopia, la insegue, a volte la
trova, è l'utopia della perfezione, è l'utopia della
creazione; l'uomo aspira alla divinità poiché è
creatore; creatore di immagini e sensazioni. Ecco perché diviene
artista, ecco perché questo mondo così silenzioso, ed
a volte esoterico, gli da quella facoltà che altrimenti è
impossibile, la creazione.
È qui che l'uomo si fa Dio, o, per lo meno, si avvicina a lui.
Un uomo per tutti, il grande Michelangiolo, che non dipingeva uomini,
forme o volumi, dipingeva degli ancestrali, non terreni, la perfezione.
Oggi diviene sempre più raro imbattersi in uomini e donne che
abbiamo l'ardimento di percorrere la ventosa e ripida strada dell'arte,
il dejà-vu è onnipresente, ma ogni tanto accade, queste
sono perle spesso uniche che vivono nell'ombra e spesso nella solitudine
pur di riuscire a salire quella strada. Ce ne sono ancora, vivaddio,
e nel loro silenzio esplorano e vivono, ce ne sono ancora.
Andrea è uno di loro. Ecco il motivo per cui egli è
persona preziosa, è un onesto, non bara mai al gioco dell'arte,
ecco perchè la Musealità inizia a cercarlo ed a collezionarlo.
Roberto Sabatelli
Direttore Pinacoteca Amedeo Modigliani
(Follonica - Italia)
Note biografiche
Andrea Benetti è nato a Bologna il 15 gennaio del 1964.
Dopo aver frequentato il Liceo Artistico Statale di Bologna, dapprima
opta per proseguire gli studi presso l’Accademia di Belle Arti
di Bologna, poi muta repentinamente idea, per lanciarsi nel mondo
della musica.
Nei primi anni ’80, come tastierista e cantante, forma un gruppo
dal nome “Eat Exotical”, che ottiene un discreto successo
nello scenario della New Wave bolognese. Tra i componenti della band
ingaggia come corista Angela Baraldi, che diverrà poi cantante
professionista, partecipando e vincendo il premio della critica a
San Remo, per proseguire poi come attrice di successo, nel ruolo di
protagonista del film “Quo Vadis Baby”, di Gabriele Salvatores.
Nonostante Benetti sia completamente lanciato nel mondo della musica,
non abbandona mai il mondo dell’arte pittorica, ma ormai la
strada creativa da lui intrapresa è quella musicale.
Nella seconda metà degli anni ottanta è tra i primi
a Bologna a specializzarsi nella musica digitale, creata con l’ausilio
del computer e dei campionatori e, nel corso degli anni novanta, ha
suonato e collaborato con Alan Sorrenti, Grazia Verasani (cantante,
scrittrice e sceneggiatrice), Frank Nemola ( arrangiatore e attuale
trombettista di Vasco Rossi), Riky Rinaldi (attuale produttore musicale
e leader degli “Aeroplani Italiani”).
Nel biennio ’93-’94, con Gianfranco Basile, ha composto
musica per diverse campagne pubblicitarie, realizzate per spot televisivi
e radiofonici (Moto Malaguti, Credito Romagnolo, Beghelli, Girmi,
ecc.). Uno spot creato con la sua musica è approdato in nomination
a Cannes, per il premio internazionale della pubblicità (spot
della “Moto Malaguti” per il motociclo denominato “Centro”).
Nel 2005 riprende la sua passione mai sopita per la pittura e realizza
la sua prima mostra personale in centro a Bologna, per tutto il mese
di aprile 2006, presso la St’Art Gallery.
Il titolo della mostra è “Piccolo vocabolario delle definizioni
sospese”, nella quale egli scelse di non trattare un unico tema,
ma di spaziare sui tanti temi di attualità sociale, che vanno
dalla spiritualità, alla politica, dall’ambiente, allo
psicosomatismo.
Per Benetti vi è un filo conduttore in tutto ciò, ovvero
l’amore per lo studio della storia del ‘900.
Egli possiede, infatti, un archivio con oltre trecento documentari
di storia del XX secolo ed una infinità di libri, sempre sullo
stesso tema.
Sarà infatti questa sua passione a fargli intuire immediatamente
l’importanza storica delle stragi dell’11 settembre; egli
raccoglierà, fin da subito, oltre 75 quotidiani nazionali ed
internazionali, riportanti la tragica notizia in prima pagina.
Dal 2004, iniziò ad ideare, dopo aver letto parecchi libri
sul tema, una mostra composta da undici gigantografie delle prime
pagine internazionali di quell’infausto giorno, intervallate
da quattro opere pittoriche, realizzate in collaborazione con Lanfranco
Di Rico (teologo ed insegnante di religione); realizzò anche,
con Nicola Roversi (montatore televisivo ed assistente di scenografia
all’accademia di Belle Arti di Bologna), un cortometraggio dal
titolo “New York 848”, della durata di 3’20’’.
Il filmato è una raccolta delle immagini delle stragi, elaborate
e montate artisticamente e riprodotte a ciclo continuo su un monitor,
incastonato all’interno di una scultura a forma di parallelepipedo
irregolare, realizzata quest’ultima con Lanfranco di Rico.
La suddetta mostra, in ricordo delle Vittime dell’11 settembre
2001, si è tenuta in centro a Pescara, dal 4 al 12 gennaio
2007, presso il Museo delle Genti d’Abruzzo, patrocinata dalla
Provincia e dall’assessorato alla cultura del Comune di Pescara.
L’inaugurazione è avvenuta alla presenza di numerosi
rappresentanti della cultura pescarese.
Nel giugno 2007 è stata acquisita nella collezione permanente
della Pinacotena Nazionale Amedeo Modigliani di Follonica una sua
opera dal titolo “Il ciclo della vita”.
Nel luglio 2007 è stata acquisita nella collezione permanente
del Museo di Arte Italiana in America, sita presso l’ambasciata
italiana in Costa Rica, una sua opera dal titolo “Estate”.
Attualmente sono in corso altre acquisizioni nelle collezioni permanenti
di alcuni musei, situati in Nuova Zelanda, Spagna, Stati Uniti, Costa
Rica. |
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"Estate"
mastici, siliconi e grassi da imbarcazione su tela
2007, cm 50 x cm 70

"Il ciclo della vita"
corde, plastica, legno, metallo,
tempera e acrilici su legno
2005, cm 100 x cm 65
"Tramonto sul lago"
olio su tela
2007, cm 30 x cm 20
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