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Presentazione
Come
molti altri artisti figurativi, Bonfiglio ha inizialmente posto il
suo interesse sul ritratto, nella fattispecie di donne. Idealmente
possiamo suddividere il suo operato in cinque fasi: 1. Ritratti e
doppi ritratti; 2. Pittura astratta; 3. Mani; 4. Figure; 5. Fiori.
Le prove più “remote” appartengono al periodo luglio-dicembre
2004, quando i suoi dipinti erano essenzialmente dei monocromi con
accensioni di luce, che possono dipendere dal chiarore della pelle
o da un’improvvisa cromia che contrasta con l’economia
dell’opera [le accensioni di luce possono dipendere o dalla
pelle del soggetto ritratto, splendente e quasi bianco, o dalla giustapposizione
di tinte chiare e scure che rendono ancora più lucente la cromia
della figura. Già all’ottobre-novembre 2004 risale una
figura che in luce traccia il cammino artistico successivo: non esiste
più una linea di contorno, il colore è libero di occupare
ogni spazio della tela, può uscire liberamente fuori e uniformarsi
all’ambiente. La fase in questione è però ancora
acerba, senza un percorso pittorico da seguire o a cui “sottostare”.
È di poco posteriore la serie dei campi fioriti (opera prima,
dicembre 2004), in cui macchie di colore più o meno definite
invitano ad osservare in modo attento il soggetto che si ha di fronte.
In diversi casi la pittura effettivamente si sfalda, assumendo tinte
sfumate, in altri casi è più meticolosa e attenta.
Già da ora si possono sottolineare i due punti fermi dell’artista:
la filosofia dell’opposto e la capacità di pensare all’ultimo
quadro come miglioramento di quello che lo precede, perché
l’ultima opera risulta dalla somma di quelli che sono stati
realizzati cronologicamente prima. Così, “bello”
e “brutto”, definito e indefinito, monocromo e policromo,
piccolo e grande costituiscono solo alcuni binomi opposti rintracciabili
nelle sue opere. In questa “unione dei contrari” anche
la tecnica utilizzata e i supporti pittorici giocano un ruolo essenziale.
Olio, acrilico, polvere di porpora, juta e tela si differenziano in
un unico quadro o si uniscono tra loro. L’artista a tal proposito
prende le mosse dalla scuola psicologica denominata Gestalt (forma),
che si sviluppò in Europa a partire dal 1912 grazie a Wertheimer,
Koffka e Kohler, e agli italiani Kaniza e Musatti. La frase più
rappresentativa di questo approccio teorico è: “il tutto
precede le parti, che assumono significati diversi a seconda del tutto
di cui sono parti”. Il particolare (il singolo elemento visivo)
da solo ha un suo significato che cambia quando viene messo in relazione
ad altri elementi con il quale comporre un “tutto”, un’unità
che, nella sua forma finale, assume il suo vero significato. Bisogna
quindi mettere in relazione fra loro i particolari per vederli alla
luce della loro unitarietà.
Ma forte è anche l’influenza del grande pittore irlandese
Francis Bacon (Dublino 1909 – Madrid 1992), di Egon Schiele
(Tulln sul Danubio 1890 – Vienna 1918) e Gustav Klimt (Baumgarther
1862 – Vienna 1918), rappresentanti della Secessione viennese,
nonché dell’italiano Alessandro Papetti (Milano 1958).
Dr. G. Gallinaro Note biografiche
Salvatore Natale Bonfiglio è un’artista come pochi. La
sua pittura si origina non da un percorso artistico, ovvero da un’istruzione
liceale o accademica; è quello che si definisce un autodidatta.
Nato a Siracusa il 25 dicembre del 1970, dopo gli studi scientifici
si iscrive alla Facoltà di Psicologia presso l’Università
degli Studi “La Sapienza” di Roma, dove si laurea nel
1997. Nel 2005 termina il dottorato in Psicologia presso l’Università
di Pavia. Attualmente è Professore di Psicologia Generale e
Psicologia della Comunicazione presso l’Università di
Pavia.
Il suo personale interesse verso l’arte si attua solo intorno
al 1995. Da quell’anno e fino al 1998 la produzione artistica
di Bonfiglio si compone prettamente di disegni a matita. Si può
definire questo periodo propedeutico per gli esiti successivi. Sono
del 1998 le prime opere realizzate con le tecniche a olio e ad acquerello.
Sintetizzando, quattro anni di incessanti prove, poi nulla o quasi
fino al 2004.
Dr. Gianni Gallinaro |
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"Attenti a voi" 
"Padre bambino"
"Tango"
Contatti
Per contattare l'Artista o per richiedere informazioni sulle
opere presentate in questa pagina: e-mail
www.bonfiglio.info
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