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Natale Salvatore Bonfiglio
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  Presentazione

Natale Salvatore BonfiglioCome molti altri artisti figurativi, Bonfiglio ha inizialmente posto il suo interesse sul ritratto, nella fattispecie di donne. Idealmente possiamo suddividere il suo operato in cinque fasi: 1. Ritratti e doppi ritratti; 2. Pittura astratta; 3. Mani; 4. Figure; 5. Fiori.
Le prove più “remote” appartengono al periodo luglio-dicembre 2004, quando i suoi dipinti erano essenzialmente dei monocromi con accensioni di luce, che possono dipendere dal chiarore della pelle o da un’improvvisa cromia che contrasta con l’economia dell’opera [le accensioni di luce possono dipendere o dalla pelle del soggetto ritratto, splendente e quasi bianco, o dalla giustapposizione di tinte chiare e scure che rendono ancora più lucente la cromia della figura. Già all’ottobre-novembre 2004 risale una figura che in luce traccia il cammino artistico successivo: non esiste più una linea di contorno, il colore è libero di occupare ogni spazio della tela, può uscire liberamente fuori e uniformarsi all’ambiente. La fase in questione è però ancora acerba, senza un percorso pittorico da seguire o a cui “sottostare”. È di poco posteriore la serie dei campi fioriti (opera prima, dicembre 2004), in cui macchie di colore più o meno definite invitano ad osservare in modo attento il soggetto che si ha di fronte. In diversi casi la pittura effettivamente si sfalda, assumendo tinte sfumate, in altri casi è più meticolosa e attenta.
Già da ora si possono sottolineare i due punti fermi dell’artista: la filosofia dell’opposto e la capacità di pensare all’ultimo quadro come miglioramento di quello che lo precede, perché l’ultima opera risulta dalla somma di quelli che sono stati realizzati cronologicamente prima. Così, “bello” e “brutto”, definito e indefinito, monocromo e policromo, piccolo e grande costituiscono solo alcuni binomi opposti rintracciabili nelle sue opere. In questa “unione dei contrari” anche la tecnica utilizzata e i supporti pittorici giocano un ruolo essenziale. Olio, acrilico, polvere di porpora, juta e tela si differenziano in un unico quadro o si uniscono tra loro. L’artista a tal proposito prende le mosse dalla scuola psicologica denominata Gestalt (forma), che si sviluppò in Europa a partire dal 1912 grazie a Wertheimer, Koffka e Kohler, e agli italiani Kaniza e Musatti. La frase più rappresentativa di questo approccio teorico è: “il tutto precede le parti, che assumono significati diversi a seconda del tutto di cui sono parti”. Il particolare (il singolo elemento visivo) da solo ha un suo significato che cambia quando viene messo in relazione ad altri elementi con il quale comporre un “tutto”, un’unità che, nella sua forma finale, assume il suo vero significato. Bisogna quindi mettere in relazione fra loro i particolari per vederli alla luce della loro unitarietà.
Ma forte è anche l’influenza del grande pittore irlandese Francis Bacon (Dublino 1909 – Madrid 1992), di Egon Schiele (Tulln sul Danubio 1890 – Vienna 1918) e Gustav Klimt (Baumgarther 1862 – Vienna 1918), rappresentanti della Secessione viennese, nonché dell’italiano Alessandro Papetti (Milano 1958).
Dr. G. Gallinaro


Note biografiche

Salvatore Natale Bonfiglio è un’artista come pochi. La sua pittura si origina non da un percorso artistico, ovvero da un’istruzione liceale o accademica; è quello che si definisce un autodidatta.
Nato a Siracusa il 25 dicembre del 1970, dopo gli studi scientifici si iscrive alla Facoltà di Psicologia presso l’Università degli Studi “La Sapienza” di Roma, dove si laurea nel 1997. Nel 2005 termina il dottorato in Psicologia presso l’Università di Pavia. Attualmente è Professore di Psicologia Generale e Psicologia della Comunicazione presso l’Università di Pavia.
Il suo personale interesse verso l’arte si attua solo intorno al 1995. Da quell’anno e fino al 1998 la produzione artistica di Bonfiglio si compone prettamente di disegni a matita. Si può definire questo periodo propedeutico per gli esiti successivi. Sono del 1998 le prime opere realizzate con le tecniche a olio e ad acquerello. Sintetizzando, quattro anni di incessanti prove, poi nulla o quasi fino al 2004.
Dr. Gianni Gallinaro
 

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www.bonfiglio.info
 
 
 
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