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Presentazione
Luigi
Capizzi è stato allievo di Vasco Bendini e Venino Naldi all'Istituto
d'Arte di Bologna e di Walter Lazzaro all'Accademia di Belle Arti.
Inizia ad esporre nel 1971 ed è presente in varie manifestazioni
artistiche.
Gli anni settanta sono rappresentati da una serie di opere realizzate
con tecniche a collage, a spray e fotografiche (Il ciclo della sfera).
Ha una attività di fotografo d'arte soprattutto negli anni
ottanta e in tale ruolo ha realizzato le fotografie per i cataloghi
delle mostre 'Arte Africana', 'Porte e serrature Dogon e Bambara'
e 'La scultura della Nigeria Centro Orientale' a cura di Beppe e
Denise Berna (Bologna, Galleria del Vicolo Quartirolo 1979-80-81);
'La Forma Selvaggia' (Milano, Galleria Mandala,1983).
Inoltre come fotografo ha partecipato a 'Un percorso per Alice'
(Bologna, Galleria Fotografis 1978) e al premio fotografico 'Clic
Clicquot' 1992 (segnalato per la sezione 'Still Life'). Ha realizzato
la copertina del libro 'I Fratelli delle nuvole:nel 2025…'
di B. Solet (ed. Medusa 1979).
Ha creato la scultura 'Elica' per lo spettacolo 'L'elica flessibile'
di Ezio Cuoghi a Palazzo Massari di Ferrara (1995). Ha partecipato
con progetto e scultura a 'Open arte a perdere' a cura di Valerio
Dehò, nello Spazio Cultura Navile di Bologna (1993-1994).
Luigi Capizzi e i Materiali
Il lavoro trentennale di Luigi Capizzi persegue una costante ricerca
di materiali: l'artista li organizza con metallo e legno; usa lastre
d'acciaio a specchio, lampade o luci al neon che abbina o inserisce
nel legno, materiale organico vivo, il quale subisce una lenta modificazione
per effetto di lavorazioni quasi alchemiche, che lo trasformano
in ferro arrugginito o calce viva.
Sui pannelli l'intrecciarsi di fili tesi in superficie contrasta
con lo sfondo di acciaio lucido o illuminato da lampade, simbolo
della moderna tecnologia.
Sono questi gli elementi che caratterizzano le opere di Capizzi
che alludono alle tensioni dell'uomo antico e contemporaneo.
(Carla Augellil)
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