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Stralci di Presentazioni
Giovanni
Colacicchi 1956:
... I suoi procedimenti sono rapidi e conclusivi, dettati solo dalle
sue interiori esigenze. Non c'è caso che egli addolcisca o
levighi il suo modo di fare, per obbedire ad esterni fini dì
piacevolezza. La sua pittura è aspra, talvolta anche spiacevole;
ma sempre ne scaturisce un'immagine viva, un carattere...
Franco Solmi 1967:
... Sotto le corpose, sanguigne scorrerie del pennello che impasta
materia densa e brumosa, tagliata qua e là dalla luce improvvisa
in un rosso violento o di un verde penetrante, si avverte la presenza
di grigi nebbiosi, lividi, a volte svariati in un bianco lattiginoso
che furono caratteristici della pittura milanese degli anni cinquanta...
Aurelio Natali 1967:
...Sono immagini tagliate con classica semplicità, essenzializzate
senza giungere mai all'abrasione del tessuto descrittivo, rese solide
da un energica strutturazione, in particolare indicheremo, in questo
senso, i paesaggi di Firenze dove la composizione appare completamente
staccata da ogni reminiscenza vedutistica. Il colore vi è sempre
denso, di tonalità bassa, una ventata autunnale piena di penosa
mestizia; qua e là ecco però accendersi, acquistare
riverberi verde azzurri che danno al quadro una improvvisa dilatazione
fantastica.
Luciano Bianciardi 1970:
...è uno dei pochi pittori che sappiano vantarsi con tanta
schiettezza delle cose che fanno. "Questo quadro e' bello no?"
ti dice il Furio, e tu provati a negarglielo! E' capace di darti,
come si dice dalle nostre parti, una labbrata...
Gianni Gavazzini 1976:
...una passione che lo conduce a identificare l'urgenza della pittura
con il corso tumultuoso dell'esistenza; una passione imperiosa che
ha istigato l'artista a seguire gli impulsi di una ciclica chiamata,
da Piombino a Milano, poi al rientro in Toscana e ora di nuovo a Milano
e v'è da essere certi che non vi sono altre ragioni, in queste
migrazioni, al di fuori della pittura (e ciò equivale a dire,
per Furio, le ragioni della vita)...
Mario De Micheli 1979:
...Egli è un pittore toscano, inserito in una tradizione che
va da Viani a Rosai, è un pittore che dipinge con vigore, con
impasti densi, con colori profondi, qua e là accesi da bagliori
e combustioni. La sua è una pittura tesa risolutamente alla
rappresentazione. Ha spessore e risonanze, una sua virile austerità.
In altre parole, è una pittura di sicuro e stretto valore espressivo.
Giorgio Seveso 1983:
...non è soltanto un'adesione naturalistica, un effetto di
gusto per il paesaggio che lo muove quanto invece (e si sente), una
sorta di ritrovamento affettivo, di scavo e ricerca su materiali emotivi
della memoria.
Piero Del Giudice 1996:
... Si tratta di luoghi dipinti dove di continuo interviene la memoria
("qui ho fatto il boscaiolo con mio padre","su questi
sentieri ho camminato per giorni e anni dal paese alla macchia"
,"in queste colline ho visto i soldati morti nelle trincee scavate"),
la memoria che diventa narrazione. E si tratta di luoghi più
vasti, di luci vivide per il temporale appena passato che accendono
i colori, tramonti che rendono cupo il carminio delle colline basse,
venti di mare che contrastano nei cieli tumultuosi all'orizzonte coi
venti di terra, sequenze splendide, senza tempo, delle colline dell'alta
Maremma, accensione fisica, gestuale, del paesaggio, del fogliame
della boscaglia, della fitta macchia. |
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"Campolungo 3"
oil- 75x100 
"Cappotto di Dinardo"
oil - 70x50 
"Fioridicardo 2"
oil - 65x80
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