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Presentazione
“Ci
sono 29 pattinatori nella pista di Wallman, ora, che girano da soli
o in coppia in questa forte anonimità. Alla finestra un viso
assente guarda, guarda, e guarda, guarda e guarda. E il potere della
ragione e dei sentimenti profondi sembra serva solo a ingannarmi”
Joni Mitchell
D’acqua in ghiaccio, di ghiaccio in acqua. I più spartani
pensano che la vita sia tutta qui. Se l’acqua è uno svolgimento,
il ghiaccio ne è il suggello.
La fotografia di Maurizio Cintioli ha spesso lo scrupolo di miscelare
il proprio oggetto e i propri soggetti, confondendoli ad arte.
Accade con “On the rocks”, una raccolta di scatti nei
quali le persone sembrano sfuggirci sfocandosi nel bianco del ghiaccio.
Un bianco lucente che d’un tratto ci pare mai visto. Cromaticamente,
l’esperimento è necessario quanto avanzato.
Dopo anni di colori accesi prettamente occidentali, si sente spirare
da levante una corrente dalle tinte chiare, essenziali.
Capace di farsi leggere indifferentemente come mistica o solo refrigerante.
E se il cinema – visto che siamo in vena di similitudini –
è l’acqua che scorre, cinema rei, la fotografia è
l’acqua scorsa, irrigidita in lastre di ghiaccio a riempire
la stiva della memoria.
Non sorprenda, dunque, l’attenzione di Cintioli per il ghiaccio,
poiché il ghiaccio è l’elemento in natura più
vicino a rappresentare la persistenza dell’arte fotografica.
Ora, per un assennato ammiratore di Ansel Adams, per un osservatore
dall’occhio ancora corruttibile, per un disincantato cultore
del ritratto (al quale spesso preferisce scatti meno inquirenti),
per un amico che a proposito di genti irrequiete ti dice quello che
ogni vero fotografo dovrebbe dire, ovvero “io non giudico”,
insomma, per tutte queste persone insieme che rispondono a un solo
cognome, “On the rocks” pare quasi una tappa inevitabile.
In cui la luce furtiva, talvolta intimidita dell’obiettivo ci
regala un pensiero non privo di una certa amarezza: il ghiaccio come
radice e destino. Note biografiche
Maurizio Cintioli nasce nel 1964. Vive e lavora a Roma. Opera e sperimenta
nel campo fotografico da circa 20 anni. Ha esposto e pubblicato lavori
in mostre personali, collettive e su diverse riviste. La sua collaborazione
con la casa editrice Leconte lo ha portato a firmare numerose copertine
della rivista “Storie” e dei libri della collana “Trovatori”.
Per la casa di moda Lancetti ha realizzato il libro di grande formato
a tiratura limitata “Il sarto pittore” e alcune immagini
pubblicitarie. Per i principali gioiellieri della capitale ha realizzato
brochure e depliants. Collabora con l’agenzia fotografica Newimage.
Nel febbraio 2006 espone in una mostra personale presso la galleria
ZUMA di Torino, il suo lavoro “On the rocks”.
Negli ultimi anni la sua produzione si è soffermata sugli aspetti
artistici della fotografia, passando da una rappresentazione oggettiva
della realtà ad una visione concettuale.
La trasformazione del suo modo di intendere la fotografia si completa
con il passaggio alla tecnologia digitale che segna l'attuale evoluzione
del suo linguaggio visivo. Sue opere fanno parte di collezioni private.
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