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Teorema / Teoremino
Diciamolo
subito: l’incontro con Teorema E' ben più sconcertante
che quello con Teoremino. Se Teoremino è un bimbo mai nato,
lo è infatti in presentia, grazie al rapporto simbiotico con
la madre, che pur non partecipando al processo artistico – che
è tutto del piccolo -, gli da un corpo e una voce.
Ma Teorema è tutta un’altra storia, Teorema è
il sogno di Teoremino che ci avverte: … da grande diventerà
farfalla e il mio nome sarà Teorema... Teorema spazierà
e ricercherà nuove forme di espressione nascerà TeoremArt...
un flashback... e sono ancora piccolo.
Teorema insomma è il destino del piccolo che si sogna trasformato
in esso, come la farfalla taoista di Queneau a cui non basta il Je
pense, donc je suis cartesiano:
Secondo un celebre apologo cinese, Chuang-tze sogni di essere una
farfalla; ma chi dice che non sia la farfalla a sognare di essere
Chuang-tze?
Cosa possiamo dunque imparare da questa strabiliante coppia di artisti
che in realtà sono uno solo – e per di più mai
nato ? Rispondere non è poi così difficile: possiamo
re-imparare la nostra età fondamentale, quella dello sviluppo,
osservandola nel processo creativo e nei progetti di Teoremino e proiettarci
nel suo esperimento artistico più eccitante: pensarsi nel proprio
futuro, nell’artista, in absentia, Teorema.
E non è poco.
L'amico Arco. Per piacere,
disegnami una pecora…
Nota intorno al Progetto Spaziale di Teoremino
(2001-2006)
Tornato da un viaggio a Londra, reso particolarmente piacevole dalla
possibilità di guardare dalla finestra, smaltata di bianco
in un tempo anteriore al nostro, il giardino della casa di Barrie,
ho avuto l’ulteriore piacere di conoscere il lavoro di un artista
stupefacente, sotto molti punti di vista: Teoremino.
Qui non dirà nulla di lui, se non che, non essendo mai nato,
difficilmente potrà invecchiare. Quello che invece può
fare, e fa, è viaggiare nello spazio, riportando a volte l’immagine
di un allieno, oppure – con la stessa facilità - un meteorite
o un nuovo mondo, tutto da esplorare. E se non è già
arrivato all'asteroide B 612, non è detto che prima o poi non
lo faccia.
Quello che Teoremino chiede, con quella capacità di richiedere
la nostra attenzione che solo i bambini hanno, è di abbandonare
per un istante la ferrea legge di gravità e innalzarci con
lui. Ci chiede di partire per un mondo che non sappiamo già,
perchÈ fatto di sorprese che – come ogni sorpresa che
si rispetti – vanno sapute aspettare. Occorre mettersi in ascolto
del piccolo artista, e lui ci parlerà.
Per quelli poi di noi, e siamo tanti temo, che non hanno così
spiccate qualità da poter volare, Teoremino ha portato dallo
spazio il suo album fotografico, almeno per poterci mostrare cosa
perdiamo lassù: 180 immagini strabilianti di meteoriti che
paiono – all’occhio del profano – sassetti incontrati
per caso ed ingranditi, di alieni che sembrano stranamente avere qualcosa
di familiare e di mondi nuovi che sembrano essere nati dentro un cassetto.
Perchè, come il piccolo dice qualche volta ai ‘longhi’
che si sforzano inutilmente di capire:
L’incomprensibile alle volte lo incontriamo non quando abbiamo
letto troppo poco ma ”troppo tanto”…
Del progetto spaziale poco altre cose si possono aggiungere.
Se non le nostre fantasie creative…
Se avete cuore, occhi e mente altro non vi serve. |
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