Il gioco c'è
e si vede
Fin
dal primo approccio con le opere di Giovanna Garbuio si legge il proposito
ludico, giocoso e divertente dell’intervenire sulla tela colorando.
Dietro i suoi personaggi e dietro le sue tele si legge la fortissima
convinzione che la fantasia non sia prerogativa sola dei bambini ma
un diritto/dovere cui non si può rinunciare mai; la certezza
che nella forza espressiva dell’immaginazione, ci sia prepotente
quel potere vitale della magia che permette di conservare intatta
(anche a novant’anni) la capacità e il desiderio di andare
oltre la realtà delle cose per vedere ciò che si nasconde
dietro ad essa (a quarant’anni suonati lei crede ancora fermamente
all’esistenza di Babbo Natale e ne ha le prove!).
Le sue tele si trasformano agli occhi di chi le vuole vivere quali
emozioni, intuizioni, idee, pensieri, sogni colorati.
I suoi lavori hanno chiarissima matrice onirica, immaginifica, fantastica,
ma mai finta, falsa, ingannevole.
E’ testimonianza evidente di ciò l’enfasi descrittiva
che trae origine dal mondo dei cartoons e dei fumetti, sempre reinventati
in chiave “Pop”.
Disegna, compone, scompone e ricompone colorando, impaginando il tutto
per suggestionare la fantasia e la percezione deformata dello spazio/tempo/forma.
E' la fantasia che cammina e che trascina con sé e trasforma
in colore gli oggetti dell’ ispirazione reale. E’ la verità
presente nella fantasia.
Gli elementi e i personaggi diventano ricerca di un’ energia
positiva della forma, vista come lo sgorgare di emozioni, di memorie,
di idee e di pensieri, che si rendono leggeri attraverso il colore,
manifestandosi come attimi, del più ampio scorrere, muovere
e cambiare della vita. (Coloro ergo sum!)
Ogni oggetto, ogni elemento visibile rappresenta parte dei sentimenti
e delle emozioni umane in generale e dell’artista in particolare,
volte a rappresentare le esperienze più positive e fantastiche
che della vita stessa sono l’essenza. Quindi la rappresentazione
di pezzi di esperienza persi e recuperati attraverso l’arma
della fantasia, dell’immaginazione, piccoli posti da favola
profondamente reali perché proiezioni del proprio desiderio
e del proprio vissuto reinterpretato in chiave pop molto colorata.
Ma non c'è solo gioco scherzoso e allegro e disimpegnato. Nelle
rivisitazioni dei grandi maestri troviamo ironia, intesa anche qui
come capacità di giocare anche con le cose serie, con le cose
da grandi, sdrammatizzando e dissacrando le opere originali senza
perdere il grande rispetto che esse meritano, ma invece cercando,
trovando e dando voce all’essenza positiva che è presente
in ogni realtà.
Cenni biografici
Giovanna Garbuio è nata a Trieste il 13 settembre 1967 da genitori
veneti, regione alla quale fa ritorno dopo pochi mesi di ossigenazione
marina. Subisce da subito il forte fascino di Topolino, Mafalda e
Asterix il Gallico, cerca soluzioni per una vita al di là della
banalità, organizzando uno sciopero con sit-in all’asilo.
Prosegue gli studi alla scuola elementare statale di Guarda Alta,
senza riuscire mai aprendere tutti 10 in pagella; per frequentare
poi la scuola media Statale Dante Allighieri di Montebelluna, raggiungendo
la licenza media nei canonici tre anni, con la votazione di OTTIMO
(gasp!)
Consegue la maturità (si fa per dire) al Liceo Classico Manara
Valgimigli di Montebelluna (TV) nel 1986 e dallo stesso anno frequenta
l’ambiente poco convenzionale della facoltà di architettura
di Venezia (IUAV), dove si laurea nel 1993 senza calcio e senza lode.
Intraprende la dura strada della professione (architetto), ma sempre
con lo spirito (e a volte anche la matita, dato che ormai per progettare
si usava solo il computer) immerso nella realtà colorata dei
cartoons! Nel 1995 si sposa con il coloratissimo Lori, che da policolor
diventa decisamente nero quando una boccetta di colore acrilico pieno
si rovescia inspiegabilmente sul tappeto persiano (regalo della suocera)
del soggiorno (la pulitura costò 260.000 lire!)!
Negli anni mettono al mondo tre terribili bambini anch’essi
molto colorati. Il suo atteggiamento quasi sempre positivo di fronte
alle varie situazione della vita è l’ingrediente principale
dei suoi quadri fatti di pensieri e colori, un po’ per gioco
un po’ per scherzo, con l’intento di portare nella quotidianità
un po’ della spensieratezza e dell’irresponsabilità
dei cartoons e di Peter Pan.
I suoi scarabocchi (come ama definirli) non sono altro che un pasticcio
tra personaggi naïf e pop art dissacrante in cui l'ottimismo
e la semplicità sono gli ingredienti principali.
…Ah dimenticavo: a 40 anni suonati crede ancora fermamente nell’esistenza
di Babbo Natale (e ne ha le prove) e il suo eroe preferito è
sempre Paperinik!
Mostre
Esposizione permanente c/o Kronos, Montebelluna (tv)
31/10/2006 – 30/11/2006 personale c/o Sport Lab, Crocetta del
montello (tv)
10/11/2007 – 23/12/2007 collettiva con Alessandra Cardi c/o
Villa Correr Pisani, Montebelluna (tv)
Premi
5° posto primo concorso Artantis con il quadro “omaggio
a De Chirico – Love Song” acrilico su tela 70x100
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