Presentazione
Le
opere dell'artista Mantelli sono di qualità quasi scultorea
e comprendono una serie di tele ad olio monocrome o astratte ed epitaffi,
opere semplicemente eccellenti, originali.
Nella tela le malte sono lavorate in modo che l'artista percorra una
strada tutta personale per ridefinire il rapporto superficie-materia,
è la strada della totale invenzione, della creazione assoluta
e spontanea, dove la scritta del nome, la data di nascita e di morte
è immutabile nel tempo, universale, mentre il ritratto vero
e proprio rispecchia quel preciso momento che non ci sarà più.
Il nome rimarrà sempre quello è il personaggio viene
ricordato nel suo completo ciclo vitale e rinterpretato nelle epoche
successive divenendo immortale nella memoria delle persone.
Leggere il nome ci riporta al suono, la grafia del nome è una
composizione segnica armonica o disarmonica che manda messaggi nel
guardala.
La superficie della tela si interrompe in rilievi e rientranze che
si accentuano a secondo della luce. portano il segnano di gesti precisi,
sicuri con le spatole.
Nei monocromo ad olio invece i segni sicuri dell'artista sono lasciati
dai pennelli.
Sono quadri che alcuni critici possono considerare non arte, per l'apparente
facilità cui sembra possibile rifarle, in realtà vanno
lette sotto l'ottica della semiotica, dell'idea-concetto, è
importante il volume dato dalla materia, che è contenuto nello
spazio in tutte le sue dimensioni.
Nei monocromo e astratti usa il colore come una materia da plasmare,
per uscire dalla tela e cercare sempre la dimensione del volume.
L'arte concettuale indica una corrente artistica che dà maggior
rilievo al concetto, al procedimento mentale piuttosto che all'oggetto
artistico.
La sua concezione di arte è di rifiutare l'identificazione
del lavoro dell'artista con la produzione di un qualsiasi oggetto
di più o meno rilevante qualità estetica, e ritiene
che l'essenza dell'arte sia invece nel concetto che precede e conforma
l'opera.
Ritiene che la forma e le tecniche tradizionali non sono superate
nell'arte ma tutto ormai è stato fatto e sperimentato, c'è
soltanto da esprimere la propria arte e libertà derivata dal
background culturale dell'artista.
Note biografiche
Miria Mantelli nata a Castiglione del Lago (PG) il 12 Giugno del 1961,
ha frequentato il liceo scientifico a Montepulciano (SI), si è
laureata in architettura presso l’Università degli Studi
di Firenze con una tesi di disegno e rilievo con il prof.re Marco
Dini.
Ha frequentato un corso tenuto dal prof.re Gianni Pettena, architetto
radicale conosciuto a livello internazionale per le sue performances,
con il quale ha approfondito degli studi riguardo l’architetto
utopico tedesco Hermann Fisterlin.
Ha fatto un stage col prof.re Egidio Mucci di strumenti e tecniche
della comunicazione visiva, diventandone assistente volontaria, occupandosi
della teoria semiotica generale e applicata a fotografia e pubblicità,
arte e progetto.
E’ stata allieva dei prof.ri Remo Buti, Guido Venturini e Stefano
Giovannoni, fondatori della mitica King Kong production, con i quali
ha realizzato un progetto di un edificio unifamiliare il cui plastico
è stato esposto nel 1986 alla 17esima Triennale di Milano,
nella sezione "Progetto Firenze" per la mostra "Le
città immaginate" curata da Adolfo Natalini, anche lui
suo prof.re, e in seguito in altre mostre internazionali di architettura
tra le quali l'esposizione a Costantinopoli.
Le correnti pittoriche da lei preferite sono il cubismo di Pablo Picasso,
il futurismo, l’astrattismo di Emilio Vedova e Jackson Pollock,
l’arte concettuale e spaziale di Lucio Fontana. Nelle sue opere
possiamo osservare una rielaborazione personale degli artisti da lei
preferiti. Come ritrattista espressionista è stata pubblicata
nel catalogo Mondadori di Arte Moderna del 1994.
Le sue opere sono degli epitaffi di persone importanti che hanno lasciato
un segno nella storia del ‘900 per i quali la tecnica usata
è un insieme di malte diverse lasciate acrome.
Con la tecnica ad olio invece, realizza quadri monocromo e astratti.
I suoi lavori sono estremamente essenziali, ognuno ci vede ciò
che ci vuol vedere, i sentimenti e il carattere dell'artista devono
trasparire nel processo creativo dell'opera che è carica di
connotazione emozionale o storica.
Si avvicina all'espressionismo astratto concettuale e al movimento
spaziale: "L'Artista Spaziale non impone più allo spettatore
un tema figurativo, ma lo pone nella condizione di crearselo da sé,
attraverso la sua fantasia e le emozioni che riceve e che nell'umanità
è in formazione una nuova coscienza, tanto che non occorre
più rappresentare un uomo, una casa, o la natura, ma creare
con la propria fantasia le sensazioni spaziali."
E’ stata invitata a molte mostre e all’Expò Universale
di New York.
Adesso risiede a Campagnano di Roma, dove si trova il suo atelier.
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