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Presentazione
"Un
dubbio, bravo! In me c'è un'oscillazione."
Con questa scritta fuori dello studio al piano terra sito in Piombino
Dese il pittore, scultore, poeta Roberto Marconato si potrebbe definire
in molti modi: versatile, geniale, poliedrico.
Tutto, per lui, è arte.
Anche un piccolo giocattolo rotto del figlio.
La bellezza dell'arte sta proprio nel saper valorizzare il semplice
oggetto prelevandolo dalla naturale funzione cui era stato destinato,
sublimandolo ed innalzandolo ad oggetto esclusivo.
«Lo scrittoio» in rete plastificata visibile ad ogni
visitatore, vuole avere proprio questo significato.
La vecchia macchina per scrivere rotta e inutile è stata
sigillata eternamente nella fitta gabbia.
Una provocazione umoristica, come tè piccole gabbie contenenti
sassi, gomme, pezzi dì macchinette distrutte e distribuite
alla gente come invito al sorriso e alla riflessione.
La «filosofia del recupero» contraddistingue in maniera
inequivocabile tutta la vita artistica di Roberto Marconato.
Dare valore al rifiuto che prima pur sempre una cosa utile o divertente
era: guai disprezzarlo!
Coerente fino in fondo, nello studio di Piombino Dese, uno scantinato
dove Roberto pensa, produce e inventa regna un caos ordinato.
L'Ossimoro non riesce a rendere quello che l'occhio umano può
scoprire e la mano toccare.
L'Armata Brancaleone, un raggruppamento di 30 vecchie antenne disposte
su basamenti in ferro rappresenta la confusione dell'etere, il potere
disumano che inginocchia l'uomo spingendolo a giocare perversamente
con il proprio telecomando.
Dalla scultura alla pittura il passo è breve, necessario.
I colori fissi, ricercati, esaltano labbra schiuse, volti senza
volto, occhi vitrei, mani e dita sole che si intrecciano in sensuali
trame, anelli di potere.
Non sono semplici simbologie di un artista, ma la vita, la sua vita.
«Tutto quello che ho - scrive Roberto Marconato in un epigramma
- è fatto di sogni, ma anche i sogni hanno un corpo: prima
o poi vedrò la realtà».
Giuseppe Ceccato |
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Opera 1154/A "per definire un rapporto non servono dettagli
particolari nè ironiche espressioni, ma solo la coscienza di
capire il gesto"
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