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LIBERAZIONE DELL'AMORE
II cammino che consiste nel velare un modo permanente, è anche
un modo di giocare con gli aspetti del visible e dell'invisible.
Ma si tratta soprattutto di collegare il sogno con la realtà,
il mitico con la storia, il suddetto con il detto.
Di fronte ad una società in cambiamento, anche l'amore è
in cambiamento e la sua espressione è liberata i tutte le sue
forme, l'amore ordina il mondo disordinato ed indifinito della sessualità
primitiva, in una società che credo debba evolversi.
(Rosario Marrero) Presentazione
Oggi più che mai si pone il problema del rapporto fra "noi"
e "gli altri", il dialogo interculturale che in una società
multirazziale e multiculturale resta però solo una mera eccezione,
un evento ancora raro, laddove invece impera la chiusura e la diffidenza,
la difesa di presunte "purezze".
Se oggi abbiamo capito che, nonostante o proprio a causa del network
planetario, ciò che si produce non è solo su un certo
piano una generale omologazione, ma un moltiplicarsi, un esplodere
delle differenze, diventa chiaro che il vero problema è nella
coesistenza dei molti, dei diversi.
Di più la coesistenza è possibile solo in quanto disponibilità
allo scambio e alla contaminazione.
Le culture, infatti, non sono dati naturali, fissità biologiche
o archetipi intoccabili, ma hanno la natura di "work in progress",
processi incessanti di costruzione / decostruzione.
Che questo sia ciò che succede in realtà lo hanno testimoniato
da sempre le attitudini espressive dell'uomo, le arti in sostanza,
nelle loro più diverse accezioni.
Senza andare lontano basta pensare al jazz, alle sue radici, all'emblematica
odissea della musica negra dall'Africa all'America all'Europa, da
un ritmo ancestrale alle più diverse declinazioni dell'attuale
cultura giovanile internazionale.
Restando nell'ambito delle arti figurative giova ricordare l'influsso
che le culture extraeuropee hanno esercitato nell'arte contemporanea
dal cubismo alla transavanguardia.
Forse che non sono accostabili le esperienze del "gruppo Gutai"
con quelle dell'informale e dell'happening?
Non è forse vero che in "Fluxus" abbiano potuto coesistere
e fondersi veramente in una comune operatività oriente ed occidente.
Europa ed America?
In questo contesto si deve leggere il complesso delle opere di Rosario
Marrero, che sono anch'esse frutto di contaminazione.
Se il "genius loci" che ne determina l'humus è quello
locale, quello di Santo Domingo dove è nata e cresciuta e più
in generale la cultura sudamericana, evidente nelle architetture e
nelle simbologie cui allude, la sostanza pittorica risente di quella
tendenza neoespressionista che è emersa di recente nell'occidente
europeo insieme all'interesse per il mito.
La pittura di Marrero si fa densa non solo nella materia, ma anche
nel tessuto linguistico che drammaticamente contiene la tensione fra
i contrari sia a livello contenutistico che formale.
I suoi quadri raccontano le peripezie del geometrico e dell'informe,
della luce e dell'oscurità, del sole e della luna, mettendo
in scena e ripetendo ancora una volta, seppure in maniera differente,
l'universalità mitica dell'uomo e del cosmo.
(Tiziano Santi) Biografia
Rosario Marrero nasce in Santo Domingo.
Si laurea in architettura nel 1989 all'Università autonoma
di Santo Domingo e si diploma in "arti plastiche" alla Scuola
Nazionale di Belle Arti.
Nel 1989/90 insegna disegno artistico e progettuale. Dal 1992 inizia
a viaggiare per l'Europa.
Attualmente vive e lavora a Parigi in Francia. |
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"Affranchir les limites" 
"Dans la peau de la passion" 
"Fête de pasion"
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