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Presentazione
Il
lavoro di Martinazzi si può inserire in quella ricerca di chi
tenta di rendere visibile ciò che non appare, di tradurre in
immagini ciò che si sente o si percepisce.
In una prima fase (anni '65 - '68) realizza questo intento con tenui
colori ad olio sviluppando progetti abbozzati con carboncino.
Ma per fare ciò non necessariamente si deve partire dalla tavola
bianca, si può partire da immagini esistenti già costruite
o riprese dalla realtà, poichè "ciò che
é può essere altro" se si riesce a vedere con occhi
nuovi anche il già noto, intuendo altre immagini da ottenere.
Da qui, alla ripresa dell'attività nell'86, scaturisce l'impiego
di tecniche nuove: il trasferimento con diluente da rotocalco su cartoncino
o l'uso della macchina fotografica per la fotopittura (fino al '90),
l'impiego della copiatrice per la serie Copier + pastelli (fino al
'97), il lavoro di decolorage e graffi + sovrapittura fatto su fogli
tolti da riviste o magazines, l'attuale uso del computer per elaborare
immagini.
Le opere risultanti, in questi casi, partono tutte da un preesistente
reale, conoscibile, che però diventa altro: un'emozione vissuta
e raccontata, dove segni e colori della suggestione iniziale più
o meno concorrono alla formazione delle nuove immagini costruite e
queste, alla fine, possono sollecitare emozioni anche al visitatore
che, con una sua cultura, le leggerà.
Se l'intento dell'autore si realizza. Biografia
Leonardo Martinazzi - Chiari (Brescia) 1939
Dal 1961 inizia ad esporre in collettive; la sua prima mostra personale
si svolge con successo ad Anversa in Belgio, seguita nel 1968 dalla
mostra a Brescia presso l'A A B.
Seguono alcuni anni in cui l'autore abbandona l'attività pittorica
per dedicarsi all'impegno politico e sindacale nell'industria in cui
lavora, con una sola apparizione nel 1971 al premio "Soragna"
della grafica.
Nel 1985 riprende a dedicarsi alla pittura; nell'anno successivo,
insieme ad altri artisti bresciani e mantovani costituisce il gruppo
"Esprit de Finesse" trovando le stesse necessità
di ricerca di un nuovo linguaggio che dà senso alla propria
"visione interiore".
Il sodalizio esaurirà la sua attività nel 1992, dopo
7 esposizioni svolte.
Dal 1989 l'autore si dedica a tempo pieno all'attività pittorica.
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Reflexion 2
23x33 - 1998 
La corsa e l'impronta
23x32 - 1997 
S.T.
28x40 - 2001
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