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Presentazione
Esercitando
un forte controllo su una manualità certamente esuberante,
Marco Minto comunica la visione di una accattivante e dinamica modalità
espressiva, che si presenta come un paesaggio irriconoscibile ripreso
dall'alto, seguendo la motivazione di scrittura che mira alla luce,
all'ombra, al contrappunto, e che produce linee di confine tra una
partitura e l'altra del quadro. I suoi sono lavori che si legano alle
vicende dell'arte contemporanea, le cui problematiche e modalità
tecniche si radicano in una rivoluzione che parte dal secondo dopoguerra,
con la cancellazione della figura non più rappresentabile,
dopo il lungo sonno della ragione che aveva connotato le vicende storiche
appena trascorse.
Nelle opere di Minto il confine tra la realtà e la forma negata
è labile e messo persino in discussione, come se il problema
della riconoscibilità sussistesse comunque come memoria frammentata.
Il suo cromatismo appartiene a un lirismo informale di grande suggestione,
che rivela una cauta sottrazione del reale allo spazio della tela,
una sorta di sospensione dell'immagine fra le maglie allusive della
trama coloristica. In questo intreccio spaziale di eventi tangibili
egli è quanto mai incalzante, poiché conduce l'osservatore
al reperimento delle visioni che consegnano all'impressione ottica
un percorso mentale ancora in parte riconoscibile. Ogni lavoro di
questo artista si manifesta come atto poetico di comunicazione, dove
la misura della sua registrazione del reale esorbita lo spazio materiale
della tela e quello psicologico della comprensione immediata, lasciando
aperte molteplici possibilità interpretative.
In questa nostra contemporanietà dove prevale in arte una concettualità
che rifugge dal soggettivismo, Marco Minto persiste in una scelta
ancora legata alla partecipazione emotiva, preferendo proiettarsi
nei colori di una naturalità ancora possibile.
Andrea Dipré
Cenni biografici
Marco Minto nasce a Mestre (VE) il 23 febbraio 1974.
Fin da piccolo sente forte dentro di sé l’indomabile
attrazione verso l’arte, passione che l’accompagnerà
durante la sua crescita e che lo spingerà ad allontanarsi dalla
sua città e dai suoi affetti.
Autodidatta e in costante ricerca di nuove suggestioni, appena ventenne
ha già le idee molto chiare: viaggiare, esplorare, conoscere…Farsi
acuto osservatore del mondo, dei suoi lati più affascinanti.
Girovago in cerca di idee, di colori, di forme...
Per prima arriverà l’America, con la sua realtà
caotica ed esagerata, le sue metropoli folli e dispersive...Una cascata
di immagini, di volti, di tendenze...Una folla in costante trasformazione,
un movimento frenetico e impazzito...New York, Los Angeles, Las Vegas
rappresentano per Minto i primi passi, i primi approcci verso una
pittura informale, astratta, frutto di impressioni che di getto vengono
materializzate su una tela tramite un’incontro irregolare di
colori, il crearsi improvviso di sfumature in una miscela di passione
e immaginazione, istinto e suggestione.
Di ritorno in Italia sentirà l’esigenza di trasferirsi
a Roma, dove completerà la sua formazione. Qui inizierà
a collaborare con importanti gallerie e ad apparire in programmi televisivi
incentrati su argomenti artistici, in cui presenterà i suoi
quadri ottenendo unanimi consensi.
La pittura surreale di Marco Minto persiste nella ricerca del nuovo,
precedendo verso una continua evoluzione, nella costante voglia di
rinnovarsi di tela in tela.
Attualmente vive tra Roma e Venezia accompagnato nei suoi viaggi
dalla moglie e dalla loro bambina che seguono con entusiasmo ogni
suo successo.
La storia di Minto è quella di un ragazzo come tanti altri
che ha fatto dell’amore per l’arte uno stile di vita,
pronto a seguire una forte passione ovunque l’avesse condotto,
dotato di uno spiccato talento che oggi ne fa una delle più
promettenti promesse del panorama nazionale e internazionale.
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"Ricordi d'infanzia"
70x50, olio su tela

Senza Titolo
90x60, tecnica mista
"L'imperfetto"
70 x 50, olio su tela
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