Presentazione
L’arte
di Alberto Montoreano, riversata sulla tela, risiede nel mostrarci
qualcosa d’inusuale: sempre lontano dalla realtà, ma
sfiorandola con incanto e suggestioni; a volte neo-realiste e altre
vicine al surrealismo. Le sue opere fedelmente legate all’automatismo,
sono piene di scioltezza di movimenti, e l’aspetto più
notevole è che si possono trovare sempre nuovi personaggi,
nuove visioni e sorprese, e per scoprire il suo mondo, bisognerebbe
osservare i suoi dipinti diverse volte.
Cercando di spiegare le
sue opere, Montoreano ci dice... “Dipingere è per me
una sorpresa: plasmando le immagini mi entusiasmo, mi eccito, mi
sorprendo e qualche volta finisco emozionandomi. E parlo di “sorpresa”
dato che, all’ iniziare, non immagino mai, cosa può
nascere dopo. A volte comincio pensando al cielo come a un saggio
maestro. In lui si trovano le diverse forme e colori dei conflitti,
degli incontri e dei malintesi, delle passioni, delle paure e delle
allegrie; equivochi e insinuazioni, tutto ciò che è
tremendo, abbondante, fugace, effimero, e soprattutto l’impensato
e il sorprendente.
Quando apprezzo quello che creo, è la fine di un’opera
e mi sento invaso da una sensazione di sollievo e conforto. Solo
in quel momento visualizzo chiaramente la mia gioia ed i miei amori.
Altre volte mi sento liberato da incubi o sogni, da minacce o timori.
La sorpresa non mi abbandona quando continuo ad osservare l’impensato
del risultato. Quello stupore continua ad accompagnarmi e rappresenta
il mio vero piacere...”, dice Montoreano.
“Probabilmente, se analizziamo con attenzione le linee ed
i contorni che vengono con il sogno, lo spettro ottenuto ha l’aspetto
fantasmagorico che offrono i dipinti di Alberto Montoreano. C’è
qualcosa in esse di dionisiaco, di pungente, di Goya con
i suoi eserciti di miserabili e del Marc Chagall dei primi
giorni del Dadaismo. Mettere in luce preoccupazioni, dolori, sensazioni,
paure, allegrie, può mostrare quelle figure talvolta “poco
prolisse”, talvolta sorprendenti.
La frenologia ha creduto che le virtù dell’uomo si
riflettessero nel viso: l’uomo terribile doveva offrire perciò,
una sembianza tanto orribile quanto il personaggio che trascinava
dentro. Al surrealismo, incline al grottesco ed all’ automatismo,
non era estranea la bestiale convinzione che presuppone un male
congenito e certa predisposizione innata.
Il grottesco, esaltando e alterando certe angolature della realtà,
è stato vicino alla frenologia, e a tutto quello che rappresenta,
così come ai terrori romantici ed agli aspetti satirici.
Il grottesco distorce cose e situazioni; di più l’espressione
che il profilo, pertanto ci porta a vedere buona parte delle angosciose
ore che ha attraversato l’era contemporanea.
Possiamo aggiungere che con la qualità squisita delle sue
pennellate e la sua straordinaria padronanza del colore, Montoreano
ha avuto il merito di rafforzare queste ipotesi.
Le sue figure risultano intraducibili per la logica corrente. Sono
oniriche e fantasmagoriche come ai tempi della Bella e la Bestia.
Un doppio essere che esce di notte e vive di giorno, ma che all’improvviso
si impossessa delle notti e dei giorni di Alberto Montoreano”,
racconta Arturo Zamudio
Alberto Montoreano è nato a Buenos Aires, Argentina. Fotografo
di successo, Montoreano ha scoperto la pittura quando diventa discepolo
di Victor Chab nella sua scuola di automatismo astratto. |
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