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Presentazione
Francesco Orefice è un autentico protagonista del nostro tempo.
Un tempo che egli suscita con la solidità e la corposità
delle sue figure e dei suoi paesaggi.
Un tempo che egli sente e vive intensamente e che, con fresca ideatività
e morbidezza tonale, traduce, racconta tra leggenda e realtà.
Una pittura forte, con una vena di simbolismo capace di destare una
suggestione di immagini vibranti.
Orefice introduce nelle sue opere una certa fermentazione di penetrante
originalità dalla quale colore e spazio, prendono respiro,
esprimendo i caratteri di una raffinata tecnica compositiva.
Una pittura dal linguaggio sempre improntato alla coerenza e mai alla
forma retorica.
Una pittura che, nella specifica caratterizzazione dei contenuti ambientali,
si fa autorevole portavoce di ansie e di attese.
(Rino Boccaccini - L'Eco di Ferrara - Ferrara 1977)
... “La pittura di Francesco Orefice che definiamo
onirica pur entrando nel suo Realismo Sociale, è costruita
con oggetti familiari, ma compongono un rituale che è insieme
nevrosi e magia.
Essi costituiscono la struttura rappresentativa della coscienza.
L’ambizione di questa pittura è quella di dilatare fino
a un punto di astrazione concettuale gli oggetti assunti a pretesto
del racconto.
Le sue opere sono tecnicamente di alta levatura ad affrontare una
tematica impegnativa dove è palese una cerebralità filosofica
con aperture che propongono inquietanti interrogativi.
Nello spazio, dove solitudine e malinconia coprono l’infinito,
brandelli di umanità surreale viaggiano senza tempo e senza
meta.
Realtà che hanno perso ogni forma usuale pur conservando la
materia tradizionale, oggetti e ricordi che indicano alla riflessione
su un domani abbastanza vicino.
Nei quadri di Orefice il colore, libera e spontanea materia di espressione,
si aggruma in materia luminosa e illuminante, vibrante e varia in
perenne divenire”.
(Mario Domenico Storari - Cesena 1978)
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Nelle opere di Francesco Orefice una serie di paesaggi portano, al
visitatore il sole, le luci, il respiro e la poesia della terra calabra;
calore prospettiva,tagli dei quadri, che a guardarli ti portano sugli
immensi orizzonti che lo spazio delimitato dalle cornici parrebbe
escludere, fanno di ogni opera un racconto, un canto, cioè
il dolce tormento che è nelle cose dalla cui rafferenza, restituisce
un sorriso di delizia.
Quadri di grande impegno come un paesaggio dilatato in un mondo infinito
che domina una delle pareti lunghe, o tele di di minima dimensione
dove sono fermati motivi con felice resa compositiva che fanno della
pittura di Orefice una varietà di toni e voci da essere impressionanti
ed allietati.
Siamo dinanzi ad un pittore che esalta la vita per quanto nella vita
è amore, commozione, musica.
La pittura del maestro calabro-campano arriva al cuore di tutti.
(Enzo Angiuoni - Verso il Futuro - Avellino 1976)
... “Potremmo definire ancora questo pittore un poeta:
poeta che colora poesie sulle tele e che partendo dalla Terra trasloca
per il Cosmo.
Gli artisti autentici del resto tentano il cielo, tengono soprattutto
ad “estrarsi” (almeno nei loro momenti ispirativi, perché
del resto sono uomini) da ciò che è solamente terreno;
interessi, commercialismo, pensieri contigenti ed inevitabili della
loro esistenza, imposizioni sociali, ecologici, partitici, ecc….
Anelano a rinnovamenti più sostanziali ed eccelsi.
Questi come il nostro “protagonista”, sono gli uomini
ispirati per eccellenza, uomini che fanno dell’arte veramente
con risultati evidenti, tangibili, di un certo assodato valore.”
I Protagonisti della pittura europea contemporanea
(Nino Scalisi - Campobasso 1978) Biografia
Nasce a Sperone (AV) nel 1943, vive e lavora a Catanzaro Lido.
Si diploma presso l’Istituto d’Arte di Avellino e si iscrive
all’Accademia di Belle Arti di Napoli che frequenta per alcuni
anni sotto la guida del Maestro Brancaccio.
Abilitatosi all’insegnamento di Disegno e Storia dell’Arte,
negli istituti superiori e disegno nelle scuole di primo grado, legato
alle tradizioni meridionali, accetta l’insegnamento in provincia
di Catanzaro dove aveva trascorso alcuni anni della sua fanciullezza.
Impossibilitato a frequentare l’Accademia, negli anni successivi,
frequenta per due anni i corsi liberi del nudo, sotto la guida del
Maestro Pileggi, presso l’Accademia di Catanzaro di recente
istituzione.
Su sollecitazione di intenditori ed amici pittori esordisce con una
mostra personale a Messina nel 1975.
Conosce durante l'esposizione il poeta e critico Nino Ferraù
che oltre ad incoraggiarlo a proseguire l’attività espositiva
gli dedica una critica mettendo in risalto le sue doti personali.
Realizza numerose mostre personali e collettive.
La sua opera artistica non si limita alla sola pittura, ma comprende
attività teatrali ed artistiche extracurriculari, svolte con
il coinvolgimento di un nutrito gruppo di allievi soprattutto disagiati,
ottenendo premi nazionali coronati da lusinghieri successi.
Si interessa di fotografia amatoriale ed è stato delegato provinciale
F.I.A.F. della provincia di Catanzaro.
Su invito partecipa a rassegne nazionali e internazionali conseguendo
numerosi premi e riconoscimenti per meriti artistici.
Dal 1982 non ha più partecipato a rassegne a premi. Successivamente
si abilita all’insegnamento per i Licei Artistici e gli Istituti
d’Arte.
Negli anni settanta collabora con la Galleria d’arte “L’ANGOLO”
e successivamente, unitamente ad un appassionato d’arte, fonde
e dirige il Centro Diffusione Arti Visive “LA SFERA”.
E’ socio di diversi centri culturali ed è socio fondatore
dell’Associazione Culturale GipsoArt "F. Jerace" di
Catanzaro di cui è stato anche presidente.
E’ membro di diverse Accademie Nazionali. |
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"Al chiar di luna"
olio su tela 50x70 - 2002 
"Le radici della vita"
olio su tela 50x60 - 1999 
Natura morta"
olio su tela 60x60 - 2003
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