Le Reti di Pierotti
"In
questa serie di lavori colore e trame tessili interagiscono verso
una rivelazione delle connessioni che legano macrocosmo e spazio interiore.
Nei vari momenti creativi, sempre tra concettuale e visionario - le
energie delle strutture reticolari evocano i colori attraverso bagliori,
profondità, squarci di scenari.
Come corde di uno strumento musicale, fanno vibrare apparenti seduzioni
visive di notti, tempeste, spiagge. ramure nel vento, magma stellare,
segnali ultrasensoriali e archetipici, immanenze del cosmo e della
religiosità, atmosfere epocali.
L’espressione concettuale talora fa emergere ambigue forme plastiche,
intrise di bagliori aurorali o nordici, migranti dalla virtualità
all’oggettività.
Non a caso la prima grande mostra di queste opere in Italia col titolo
“Le trame di Ermione” (alla Versiliana1999 di Pietrasanta,
dedicata al ‘900 e a D’Annunzio) riceveva, proprio per
le sue suggestioni epocali, il vivo plauso di Vittorio Sgarbi.
Il riciclo strutturale-funzionale dell’objet trouvé,
non certo nostalgico-minimalista, diviene qui un atto di connaturata
scelta espressiva. Nell’atelier di Pierotti, tra reti, trame
tessili, tessuti, cuoi e materie plastiche - elaborati e fusi nel
colore e nei trattamenti con granulature, gessi, pigmenti base - gli
elementi del riciclo si fondono nel progetto artistico come catalizzatori
della carica emozionale."
Fabio Tedeschi - 2006
Solid Dreams: tra colore e senso tattile
"In questa serie di lavori il colore e i tessuti plasticamente
consolidati (spesso provenienti dal riciclo) affondano o fuoriescono
come getti, pieghe, nodi e sipari, incidendo e compenetrando il fondo
stesso della tela, fino a coinvolgere talora nell’evidenza dell’opera
anche parti del telaio interno. Strutture e colori scandiscono, nella
calma apparente di una bomba inesplosa, ritmi trattenuti, incrociati
e penetrati da conturbanti apparizioni di forme plastiche trattate
a chiaroscuro e ad essenziali frottages, tra pittura e senso tattile.
Tutto conferisce un’impressione di musica atonale: il tempo
si ferma in un dormiveglia scandito dai rilievi tra le squillanti
superfici dei colori fondamentali, o le quasi – monocromie dei
bronzi, dei grigi aurorali, dei banchi nordici: un mix che ha posto
Pierotti all’attenzione della critica e del pubblico europeo.
Dalla forte impostazione plastica è nata la proposta di esporre
questa serie di lavori anche ai non vedenti, concretata in due importanti
mostre nazionali, a Carrara (Chiesa del Suffragio - 2005) e a Monza
(Certosa di Agliate – 2006) tenute in collaborazione con l’
U.I.C. e con vivo successo di pubblico, di critica e dei media."
Artes – 2007
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