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Davide Sarasini

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  Presentazione

Davide Sarasini - Particolare Opera Il nostro artista è partito da un figurativo alquanto stilizzato e dalla forte carica simbolica, assecondata sia dalla tematica, sia dalle scelte cromatiche. Tali peculiarità, unitamente alla densità materica, che il pennello agglomera e stende alla ricerca di una significanza in primo luogo interiore, costituiscono la premessa della straordinaria produzione attuale, ispirata alla vicenda letteraria e soprattutto umana di Ignazio Silone.

Mi fabbricai da me un villaggio, col materiale degli amari ricordi e dell’immaginazione, ed io stesso cominciai a viverci dentro… Non è facile in età matura, tornare nei luoghi dell’infanzia, se durante l’assenza il pensiero non se n’è mai distaccato, se in quei luoghi, da lontano, si è continuato a vivere avvenimenti immaginari.
Il paese mi parve immutato… Non so perché, all’entratami colse un’improvvisa paura, con un doloroso stringimento di cuore… Avrei voluto tornare indietro, fuggire. Ma … un alito di vento mi portò un buon odore di pane fresco, che mi intenerì e rassicurò.

Dai due passi tratti da “uscita di sicurezza” e da vari altri derivati dalle opere di Silone, nei quali il ricordo si fonde col rimpianto e con un doloroso senso di distacco e, insieme, con l’aspettativa del ritorno e coi timori e le speranze che ne sono inscindibile componente, scaturisce l’dea-guida della mostra, tutta imperniata sulla visione di un paese, che può essere Pescina dei Marsi, il luogo nativo dello scrittore, o Fontamara, così come egli la ricostruisce coi materiali memorialistici dell’infanzia e della prima giovinezza, un paese comunque la cui immagine gli era rimasta fissa nella mente, che Sarasini vede a volo d’uccello, in un’insolita prospettiva tale da abbracciare cielo e terra, o rievoca negli elementi costitutivi, le abitazioni in primo luogo, tanto che la casa, nella sua forma più consueta, un parallelepipedo sormontato da un tetto a punta, costituisce nelle tele una sorta di logo estetico creativo.
Dalla lezione di Silone il nostro artista trae la linfa per opere assai raffinate, tutte imperniate sul continuo rimando fra dato letterario e sua reinterpretazione, o meglio reinvenzione in chiave personale, sulla spinta di emozioni, che si traducono in una ricerca espressiva, che è anche creazione di tecniche e “rese” materiche di assai efficace impatto visivo.
La materia scabra e pulsante, densa di umori, dai toni prevalentemente bianchi, grigi, neri, ma anche azzurri, verdi, senape, crea atmosfere liriche sempre più rarefatte , risultando nel contempo percorsa da energie e fremiti, in cui lo spessore figurale, con precisi riferimenti al reale, diviene occasione per orchestrare un proprio racconto esistenziale, singolarmente in sintonia con quello di Silone.
La tecnica, che è sperimentazione e continua evoluzione, si fa creazione, dandoci segni che, nella nervosa rapidità ed incidenza, emergono dalla tela e nel contempo sembrano fenderla: un rilievo, dunque, che è anche scavo, in fondi variamente trattati con basi di colore e con sovrapposizioni di stucco, calce, agglomerati, tempere, tratti realizzati con oli in stick.
Ne derivano affascinanti effetti di velature, note di colore o stesure che intendono equilibrare le masse, o, a seconda dei casi, accentuare il dinamismo, suggerire la profondità, focalizzare l’immagine, e sempre “comunque” colpire, coinvolgere, “provocare”, suscitare un sentimento e insieme simboleggiarlo.
La casa di luca I e II, Ricordo della casina I e II, Case grigie e nere I e II, Gregge di casupole nere, Un povero cristiano, contrada dei passeri, La parte più antica dell’abitato, Il paese, Il caseggiato di S. Andrea, Il paese della sua anima, I giocolieri del nulla, Casupole, Casette povere, Senza titolo, Miseri alveari, declinano con significativa varietà e con rimarchevole forza emotiva e strutturale il motivo-guida, la casa, che pur nella sua semplicità o addirittura povertà è comunque ricovero, approdo caposaldo esistenziale.
In La minestra, Trinità floreale, Le vigne, la sempre più accentuata sintesi compositiva, per cui il segno si fa quasi notazione stenografica, si coniuga perfettamente con la pregnanza dei pensieri a cui le immagini si ispirano.
Del tutto poetica la tela derivata da “La pena del ritorno”: la trattazione ormai informale potentemente esprime il magma dei sentimenti, il tumulto delle emozioni che si accompagnano al ritorno.
Colpisce il ritratti di Silone, che riassume, nella palpabile tristezza, la nota dominante del mondo più intimo dello scrittore, come del pari il cristo commuove per la drammatiche essenzialità, per il motivo delle braccia, la cui estensione e tensione sembrano suggerire il peso del corpo sottostante.
Se gli scritti di Silone sono improntati soprattutto alla sofferenza o al malinconico abbandono, in Sarasini , forse per la sua giovane età, molto più ampie sono le aperture alla speranza, alla fiducia, come traspare dall’uso frequente di colori luminosi, chiari, avvolgentiin cui talora spicca il “fuoco” del rosso.

Se Silone, poi scrive, in “uscita di sicurezza”: Non vedo altra via, all’infuori della libertà dell’arte, per porre, davanti alla coscienza degli uomini problemi che a essi altrimenti sfuggono e renderli edotti di una immagine di loro stessi più complessa di quella che giornalmente ritrovano allo specchio. Non c’è da stupire se anche gli artisti figurativi si sono ritirati dalla rappresentazione di una realtà che a ogni sguardo penetrante si rivela come mera apparenza e abbiano creduto di salvarsi creando per sé un mondo a parte, di pure forme. Ma il risultato? Le loro astrazioni hanno aggiunto un nuovo tratto all’immagine nichilista dell’epoca e i migliori tra essi sono diventati giocolieri del nulla, in realtà la schietta vocazione pittorica di Sarasini e gli esiti attuali della sua ricerca ispirativi, figurale, tecnica, che in questa mostra sono sotto gli occhi dei visitatori, suonano asmentita del pessimismo siloniano e attesa la giovane età, che già abbiamo rimarcato, dell’artista fanno ben sperare su ulteriori, significativi sviluppi.

(Flavia Bugani)
 

Davide Sarasini - Opera
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