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Testo critico
Nette corrispondenze animano le opere di Sateriale: bellezza e armonia,
colorismo e proporzione, contaminazione e purismo.
I suadenti influssi magrebini e presahariani, vissuti dall'artista
per anni, si riflettono sulle superfici smaltate, mentre l'Oriente
affiora nei profili e nei ritratti delle Armonie, bianche silhouette
femminili che caratterizzano angoli intimistici o paesaggi notturni.
Ottimismo puro e progressivo? Banali esternazioni di stati d'animo?
Nulla di più sbagliato. Da ogni particolare si avverte una
sottile inquietudine: le braccia si alzano e si avvolgono attorno
al capo pensoso. L'Armonia è assorta e rimarca un disagio latente
e quasi ossessivo: un nastro nero o rosso si avviluppa come la congerie
di pensieri con la quale ciascuno di noi è abituato a convivere.
Ma Sateriale non si accontenta e procede nell'approfondimento soggettivo
con un procedimento inverso. Riproduce infatti contesti immaginari
che chiama 'fondali dei miei pensieri', quasi che nel reticolo meandriforme
delle proprie dinamiche interiori si annidassero altre speranze e
inquietudini. E le ardite coloriture, su cui si ergono con stupefacente
plasticità i reticoli, ci danno modo di ideare infiniti altri
mondi possibili. La donna è riuscita a comunicarci il proprio
mondo, a farci conoscere meglio una parte di noi stessi.
Roberto Russo, 2005 Biografia
Raffaela Maria Sateriale, nata in Svizzera da genitori italiani nel
1964, mette a frutto nelle arti figurative una passione innata e l’esperienza
accumulata in anni di attività creativa ed imprenditoriale
nel settore della moda.
Determinante per lo sviluppo dei suoi stilemi artistici diventa la
residenza pluriennale in Tunisia, che la mette a confronto con gli
illimitati paesaggi magrebini e presahariani.
Il ritorno in Italia nel 2002 sancisce una maturazione dei linguaggi
pittorici della Sateriale, che si tramuta in mostre ed eventi espositivi
realizzati nel territorio livornese e toscano. Il suo presunto ‘eclettismo’
non è altro che la voglia interminata di ricreare e riscoprire
le più recondite dinamiche dell’io femminile.
L’intimo riscoperto diventa così il leit motiv della
produzione che si articola in grandi volti cesellati con lo smalto,
bianche ed anonime silouhette di donne immerse in contesti di matissiana
memoria, visioni immaginifiche, foto ritoccate ed inserite in delicati
frames dipinti; infine video ed installazioni che ripetono all’infinito
particolari del mondo femminile.
Roberto Russo, Marzo 2005 |
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Trittico "Il Caffè" - 1
Fotografia digitale elaborata al computer e successivamente
dipinta a smalto
Anno 2004, cm 50x35 
Trittico "Il Caffè" - 2
Fotografia digitale elaborata al computer e successivamente
dipinta a smalto
Anno 2004, cm 50x35
Trittico "Il Caffè" - 3
Fotografia digitale elaborata al computer e successivamente
dipinta a smalto
Anno 2004, cm 50x35
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