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Presentazione
L’arte
di Patrizia Simionato viene da lontano. Affonda le sue radici negli
studi artistici iniziati nell’adolescenza, prosegue con una
carriera lavorativa in ambito scenografico a contatto con un ambiente
internazionale che apre gli orizzonti, approda oggi ad un linguaggio
maturo che spazia dalla scenografia alla produzione più personale
e intimista delle pittosculture e del bassorilievo.
In questo ambito, quello più propriamente e liberamente artistico,
la ricerca espressiva porta con sé le esperienze passate e
le rinnova dall’interno attraverso simbologie e contenuti moderni
e personali. La serie più recente dei bassorilievi mostra una
padronanza tecnica che ha ascendenze classiche, sia nella lavorazione
della materia sia nel trattamento della forma, che riflette un preciso
bisogno di purezza, di semplicità, di sublimazione. Bassorilievi
raffiguranti figure umane o ritratti che portano in primo piano lineamenti
di volti senza tempo, richiamano nella loro levigatezza e nella sintesi
compositiva le figure idealizzanti di Tamara de Lempicka, con riferimenti
altrettanto forti anche alla plastica canoviana. Le linee suggeriscono
profili armoniosi di figure che non appartengono ad un’epoca
precisa e in questo bisogno di scavalcare la dimensione del tempo
si sente il desiderio di un’arte che possa essere universale
e rappresentare, più che una forma, un’idea. Alcuni dettagli,
tracce che si negano alla più netta evidenza e si celano all’interno
dell’opera stessa come messaggio, guidano alla lettura più
completa e più profonda dell’opera, ricordando in ciò
le più moderne teorie semiologiche sull’opera d’arte,
per le quali un’opera è costituita da più livelli
di lettura, quello della forma, quello del contenuto e quello del
simbolo. Ed è proprio in questo terzo livello che si colloca
il significato più profondo dell’opera di Patrizia Simionato.
Tutto il suo lavoro, inteso come creazione – tanto grafica che
scultorea – trova nella ricerca simbolica la sua ragione d’essere,
mescolando o meglio intrecciando forme reali con contenuti onirici,
memorie collettive e scritture personali. Il risultato è l’opera
d’arte la cui aura sta nella forza con cui riesce a trasmettere
il suo significato a chi la osserva e può così porsi
sulla sua stessa lunghezza d’onda. I bassorilievi della Simionato
possiedono nella loro raffinata eleganza una forte energia, che si
propaga nello spazio al di fuori dell’opera riempiendo l’ambiente
di partecipazione commossa. Anche i colori (spesso monocromi) che
rivestono l’opera rispondono a questo bisogno di comunicare.
Di dare cioè risalto alla forma stimolando la percezione di
qualcosa d’altro che si cela all’interno. Il colore è
sempre importantissimo nell’opera d’arte, perché
fonte di completezza – formale e simbolica – dell’opera
stessa.
La spirale, i sette raggi, le forme geometriche diventano il linguaggio
cifrato con cui l’artista comunica il proprio intimo pensiero
riuscendo a dargli una forma precisa, sublimata e idealizzante, che
è quella della figura. Il continuo gioco tra modernità
e classicità porta in primo piano anche il necessario confronto
con la fotografia, abbastanza chiaro nei ritratti e nel “taglio”
particolare che di essi ci propone. Un confronto anche con il mondo
coreografico della moda, con quello della scenografia (evidente nel
continuo bisogno di scambio fra opera e spazio circostante) e delle
installazioni, che arricchiscono l’opera e la portano lontano.
Lucia Majer |
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