Subliminismo.
Autenticità dell’essere, relazione con l’Ente,
l’opera come media
"Per
Subliminismo intendo la ricerca d'autenticità e di oggettività
dell'essere, raggiungibile attraverso la visione da scoprire secondo
il suo significato strutturale (subliminale).
L'importanza di mettere in relazione la nostra psiche con quella di
tutto ciò che ci circonda, significa affacciarsi alla realtà
più intima e coinvolgente.
Quest'esperienza, ci porta alla acquisizione della coscienza della
nostra autenticità e dell' oggettività del nostro essere,
liberandoci da tutto ciò che potrebbe altrimenti opprimerci
(effetto liberatorio dell'arte).
Per Subliminale intendo la problematica della visione (da non confondere
con l'immagine, vedi psicoterapia Gestalt), e la pittura a questo
punto non rappresenta più un'immagine da interpretare, ma una
visione da scoprire. Quindi ci si può chiedere in che relazione
é quello che si vede con quello che si percepisce come significante.
Non parlerò del concettualismo (che considero ormai decadente),
anche se quasi tutti gli artisti lo fanno.
Preferisco partire della definizione dell'opera d'arte come media
attraverso il quale è possibile superare un semplice concetto.
Ho visto troppo spesso le gallerie d'arte contemporanea vuote, e
gli artisti ripetersi. Mi sento costretto ad inventare qualcosa
di diverso che potrebbe corrispondere maggiormente alle problematiche
attuali.
Colgo una risposta più consona alle nuove esigenze nella
collocazione all'aperto, nelle opere ambientali, dove la relazione
con lo spazio e con l'attualità si coglie più facilmente.
Le ricerche nell'ambito pittorico mi hanno spinto ad invadere lo
spazio, ad uscire dagli schermi della "video art" o semplicemente
dalle cornici dei quadri, e cercare qualcosa di nuovo, prestando
meno attenzione a strumenti troppo usati come le "istallazioni"
e gli "happening".
L'oggetto delle mie ricerche è lo spazio inteso come Ente
nel quale si realizza lo stato della realtà (status - validità
nel tempo). Relazione spaziale significa un riferimento oggettivo
allo stato delle cose e alla loro realtà concreta e potenziale
(Ente è tutto quello che c'è, ma anche tutto quello
che potrebbe essere).
La relazione con il mondo degli eventi fenomenici nello spazio-tempo
meriterebbe di essere riscoperta (anche se l'espressione artistica
lo fa con dei mezzi semplici, o addirittura con del materiale riciclato).
Se l'anima è parte dell'Ente, si può attribuire anche
allo spazio una certa funzione psicologica. La "casistica"
degli eventi coincide con l'intelligibilità dello spazio,
e forse non basta più un semplice riferimento, come fa il
concettualismo.
Le visioni percepite diventano immagini attraverso una ricomposizione
strutturale degli stimoli più significativi ("Gestalt"),
ma il compito dell'arte è anche quello del superamento del
suo stesso concetto, permettendoci di relazionarsi con l'incredibile
bellezza della realtà oggettiva, che alla fin fine è
quanto costituisce la nostra conoscenza."
Uros Sitar (Laikos)
Note biografiche
Uros Sitar, nato a Ljubjana, Slovenia, il 1.01.1962.
Negli anni '80 approda al movimento artistico della Transavanguardia
piemontese, in cui porta avanti il tema della trascendenza.
Successivamente la ricerca artistica lo spinge a sperimentare nuovi
approcci teoretici e stilistici della definizione dell'opera d'arte.
Nelle ultime opere affronta la problematica della relazione fra
il Soggetto e l'Ente, rapporto inteso come unico, da cui cerca di
comprendere il significato strutturale dell'essere.
Attualmente vive a Firenze.
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