Schegge impazzite
alla ricerca
dell’Armonia della Vita
Architetto
e artista, un binomio che spesso identifica la creatività contemporanea.
Basta pensare alla Biennale veneziana di Architettura e coglierne
l’importanza e la necessità nel nostro nuovo millennio
per questo ramo della Creatività Artistica. Thanhoffer sviluppa
tale attenzione su linee prospettiche e in movimento che, costruite
digitalmente, trasmettono il senso di oppressione e di ansia affrontando
tematiche ecologiste ed ambientali di rilievo.
“Estrazione del Re Petrolio” o “Il finto buco dell’ozono”
sono titoli che specificano meglio il suo interesse , ma che in ogni
caso ci mostrano opere che avrebbero un impatto visuale di forte rilevanza
sia per gli scioccanti colori utilizzati sia per le vorticose linee
in cui sono inseriti.
La pittura digitale permette di utilizzare contrasti e cromatismi
particolarmente acidi e suggestivi, osando dove è difficile
nella pittura classica. Thanhoffer ci offre prospettive traumatizzanti
e vorticose in cui, noi spettatori, siamo travolti e trascinati, dando
sfoggio della sua conoscenza professionale sulla parte tecnica della
progettazione architettonica.
La pittura lo affascina e il colore lo stimola a queste ardite sperimentazioni
in digitale, avendo a disposizione programmi di elevato livello professionale
con cui gestire al meglio la “manualità” della
pittura al computer.
Attraverso questi lavori esce da alcuni schemi, ma nello stesso tempo
ne affronta altri con cui misurarsi e sfidare la scienza esatta di
cui si occupa giornalmente. Osa, Enrico, lasciando le leggi della
matematica e della fisica, e si abbandona ad equilibrismi ed a turbinanti
vortici, in cui sono l’emozione e l’indignazione a prendere
corpo e colore.
Le tele che ne nascono sintetizzano pienamente uno degli sviluppi
tematici della Rassegna, legandosi al disagio ed all’ansia della
vita caotica e sregolata delle grandi città. L’ossessivo
rincorrere il tempo e il sentirsi in costante pericolo per la mancanza
di fonti energetiche o di fonti vitali, quale l’aria e l’acqua
sul pianeta, trasforma le ore e i minuti in affannose corse, in salite
e discese imprigionanti, in vortici di cui non siamo più padroni.
Queste sensazioni e questi pensieri dominanti dell’uomo moderno
sono le costanti di ogni sua opera in cui in tutto o in parte tutti
ci possiamo specchiare. Il saper rendere tali ossessive emozioni in
modo così “realisticamente vicino”, fanno del nostro
architetto, un ottimo “messaggero di un allarme generale”
per l’Uomo.
Ottimo mezzo l’arte per mettere in risalto problematiche esistenziali
e generali, cui l’artista fa solo da portavoce o “strillone”
per le notizie da prima pagina! Riesce così a farci vedere
la nostra Vita come schegge impazzite in cui regna il Caos poiché
manca l’Armonia con tutto ciò che ci circonda in Natura.
Enrico Thanhoffer si offre al pubblico quale comunicatore e come Uomo,
che utilizzando le nuove tecnologie nell’arte, riesce a far
giungere a tutti in modo immediato e diretto la denuncia di questo
Mal-Vivere odierno.
Francesca Mariotti
2008
Note biografiche
Nato a Como nel 1965, dove tuttora risiede, ultimo di cinque figli,
resta orfano di padre all'età di nove anni, evento che segnerà
per sempre la sua vita, impara così l'arte di “arrangiarsi”,
lavora per mantenere i suoi studi (cameriere, facchino, lavapiatti,
attacchino di manifesti, distributore di pubblicità, garzone,
ecc.).
Nel 1988 vince un concorso pubblico, entra a lavorare al Ministero
delle Finanze di Milano, riesce a portare a termine i suoi studi e
si Laurea in Architettura presso il Politecnico di Milano, nel frattempo
insegna informatica e disegno ai ragazzini down.
Consegue poi presso la Oikos University un Master post-laurea in Progettazione
Esecutiva.
Nel 1995 vince un altro concorso pubblico, diventa Tecnico del Comune
di Como, ma dopo breve tempo trasforma il contratto a tempo pieno
in contratto a part-time, vuole aver tempo per disegnare.
Nel 2004, finalmente, apre il proprio studio professionale, si dimette
dal Comune, e inizia l'attività professionale in cui si occupa
di architettura e dello studio dell'immagine.
Il 21 settembre 2007 assume il nome d'arte "Munico" e nel
2009 fonda lo studio di Arte e Architettura “Il Munico”.
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"Uomo"
50x60, 2008 |
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"The false hole in the ozone
layer"
45x70, 2008 |
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"Giullare"
50x70, 2008 |
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"King Oil mining"
50x50, 2008 |
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"Dog conte"
2009 |
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"Vesuvio"
28x38, 2009 |
Contatti
Per contattare l'Artista o per richiedere informazioni sulle
opere presentate in questa pagina:
e-mail
www.munico.it |
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