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Carlo Tosin

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Carlo TosinL'Originario poetico di Carlo Tosin

"L'astrattismo poetico" di Carlo Tosin è visibile ad occhio nudo nelle sue opere e viene colto fra le pieghe delle lacerazioni, emersioni, compressioni, tensioni, linee curve, la complessità delle tragedie contenute nelle avversità della nostra esistenza che viene trasportata sulla tela.

"L'originario poetico" che si legge nei lavori di Tosin costituisce il baricentro della sua arte astratta e diventa il termine principale di riferimento della sua dialettica artistica.
Questo ricercatore tenta costantemente di individuare prima e raffigurare poi, con le sue opere, la poesia della vita (nel bene e nel male) cioè l'evento contenuto nell'originario poetico e che lui ha volto in due direzioni: quella della primitivitè (arte povera) e quella dell'espressione grafica di cui è maestro senza ombra di dubbio, attraverso l'analisi di espedienti segnici, del senso che essi danno allo spazio e del modo di misurarlo e riempirlo, del modo di concepire il vuoto e il pieno, del modo di sondare l'interiorità, l'uso consapevole del linguaggio gestuale, del concetto per il quale il mondo artistico costituisce e rappresenta un luogo puro e poetico.

Nella ricerca dell’originario poetico, che dovrebbe costituire il contenuto dell'opera d'arte, Carlo Tosin passa attraverso varie esperienze per arrivare al recupero del "gesto totale", un gesto musicale, anche se la pittura non può essere trasformata in suono e viceversa, e il pittore usa il colore per darle voce.
Così Tosin vagheggia il ritorno all'essenzialità, alla primitività, all'archetipo e all'originario quali dimensioni ideali da vivere e quindi da proporre a modelli di vita per poterle infine recuperare prima che l'uomo, nel suo cammino verso il raggiungimento di non si sa quale meta, smarrisca il senso primigenio del suo "essere uomo", senso cercato anche da Kandinskij, quando afferma che se un artista usa mezzi "astratti" non significa che sia un artista "astratto"e si addice anche a Carlo Tosin che, come pittore, è più concreto di ogni altro figurativo.

Nella sua opera si intuiscono lo stimolo e la tensione della creatività, per sforzarsi a rendere visibili le sensazioni, le emozioni che l'artista prova nell'atto di creare.
Nell'opera di Carlo Tosin lo spazio diventa un "sistema funzionale" strutturato in volumi, superfici, distanze e segmenti estetici.
L'opera di questo artista si presenta in fondo come il racconto di una favola antica quanto il mondo, i cui personaggi principali, la materia e l'antimateria, ovvero il bene e il male, si combattono senza posa , ma la coerenza dell’artista le fronteggia senza difficoltà.
Dal 1986 al 2004 Tosin studia, attraverso la sua pittura, le "densità spaziali" e i "Totem", fino alle "Contaminazioni" del 2005.

Eraldo Di Vita

 
Carlo Tosin - Opera
"Interferenze"
2008
Carlo Tosin - Opera
"Contaminazioni"
2005
Carlo Tosin - Opera
"Totem"
2004
Carlo Tosin - Opera
"Contaminazioni"
2005

Carlo Tosin - Opera
"Totem"
2004
Carlo Tosin - Opera
"Interazioni"
1987

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