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Percorsi 1984-2004
L'Originario
poetico di Carlo Tosin
"L'astrattismo poetico" di Carlo Tosin è visibile
ad occhio nudo nelle sue opere e viene colto fra le pieghe delle
lacerazioni, emersioni, compressioni, tensioni, linee curve, la
complessità delle tragedie contenute nelle avversità
della nostra esistenza che viene trasportata sulla tela.
"L'originario poetico" che si legge nei lavori di Tosin
costituisce il baricentro della sua arte astratta e diventa il termine
principale di riferimento della sua dialettica artistica.
Questo ricercatore tenta costantemente di individuare prima e raffigurare
poi, con le sue opere, la poesia della vita (nel bene e nel male)
cioè l'evento contenuto nell'originario poetico e che lui
ha volto in due direzioni: quella della primitivitè (arte
povera) e quella dell'espressione grafica di cui è maestro
senza ombra di dubbio, attraverso l'analisi di espedienti segnici,
del senso che essi danno allo spazio e del modo di misurarlo e riempirlo,
del modo di concepire il vuoto e il pieno, del modo di sondare l'interiorità,
l'uso consapevole del linguaggio gestuale, del concetto per il quale
il mondo artistico costituisce e rappresenta un luogo puro e poetico.
Nella ricerca dell’originario poetico, che dovrebbe costituire
il contenuto dell'opera d'arte, Carlo Tosin passa attraverso varie
esperienze per arrivare al recupero del "gesto totale",
un gesto musicale, anche se la pittura non può essere trasformata
in suono e viceversa, e il pittore usa il colore per darle voce.
Così Tosin vagheggia il ritorno all'essenzialità,
alla primitività, all'archetipo e all'originario quali dimensioni
ideali da vivere e quindi da proporre a modelli di vita per poterle
infine recuperare prima che l'uomo, nel suo cammino verso il raggiungimento
di non si sa quale meta, smarrisca il senso primigenio del suo "essere
uomo", senso cercato anche da Kandinskij, quando afferma che
se un artista usa mezzi "astratti" non significa che sia
un artista "astratto"e si addice anche a Carlo Tosin che,
come pittore, è più concreto di ogni altro figurativo.
Nella sua opera si intuiscono lo stimolo e la tensione della creatività,
per sforzarsi a rendere visibili le sensazioni, le emozioni che
l'artista prova nell'atto di creare.
Nell'opera di Carlo Tosin lo spazio diventa un "sistema funzionale"
strutturato in volumi, superfici, distanze e segmenti estetici.
L'opera di questo artista si presenta in fondo come il racconto
di una favola antica quanto il mondo, i cui personaggi principali,
la materia e l'antimateria, ovvero il bene e il male, si combattono
senza posa , ma la coerenza dell’artista le fronteggia senza
difficoltà.
Dal 1986 al 2004 Tosin studia, attraverso la sua pittura, le "densità
spaziali" e i "Totem", fino alle "Contaminazioni"
del 2005.
Eraldo Di Vita |
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"Interferenze"
2008

"Contaminazioni"
2005

"Totem"
2004

"Contaminazioni"
2005
"Totem"
2004
"Interazioni"
1987
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