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Presentazione
«Perché
la verità che può uscire è come una scheggia
saltata via da un
grande macigno per un urto violento e proiettato lontano» [Italo
Calvino, Se una notte d'inverno un viaggiatore, 1979]
La recente produttività delle opere della Pittrice monzese
Teodolinda Varisco, in arte L50, consente molte considerazioni a proposito
dell'unità fra segnali psicologici, non ancora eletti a pensiero,
e istanze sensorie, non realmente configurabili come suggestioni.
Il richiamo è ad una situazione anteriore tanto le forze fondate
sulla ragione quanto quelle istintuali e conduce a far coincidere
il punto d'inizio dell'arte con il suo metodo creativo e addirittura
con il suo ultimarsi. La totalità fra idea dell'azione pittorica,
il suo crearsi e l'opera stessa fa penetrare il concetto di consonanza
che annulla ogni riferimento spazio-temporale nel processo conoscitivo
caratteristico all'arte. Essa pare levarsi come il movimento essenziale
di quella volontà che Schopenhauer individua come dato 'senza
interposizioni' della vita intima e chiave interpretativa della creazione.
Una sorta di realtà in sé, vista come svincolata da
tutte gli steccati della cognizione, ad essa precedente ed esterna.
Lontano dalle coordinate spazio-tempo e slegata dal principio di causa,
la 'volontà' va ben più avanti le corrispondenze esistenti
nella pluralità delle cose, per farsi combaciare alla loro
entità. Il pensiero di Schopenhauer ha valore come punto di
riferimento filosofico di singolare attualità nella rappresentazione
di una volontà intesa come «puro incondizionato»
e come l'essere assolutamente certo di fronte al quale perdono di
senso i prospetti conoscitivi ed acquista interesse la comprensione
della volontà come ottenebrato input, simile alla vigoria imperscrutabile
che governa le energie della natura ed i suoi fenomeni inorganici.
E' da una siffatta potenza che prende inizio dal sistema delle cause
formali intrinseche di L50. A questa quota si colloca il darsi figura
della facoltà di avvertire di Teodolinda, quale «organo
della volontà» espresso in gangli cromatici. Di conseguenza
si schiude la via della consapevolezza nei suoi dissimili gesti, conducili
di nuovo, in ogni modo, alle spinte della determinazione. Nella stessa
maniera prende inizio la successione genetica dell'arte di Teodolinda
Varisco, il cui ruolo si addossa, in tal genere senso, valore paradigmatico
di un'imminente impressione dell'arte sia in considerazione al mondo
dei proponimenti concettuali che a quello intricato della coincidenza
fra lo spazio dell'opera e quello proprio, fino alla nozione di auto-rappresentazione.
La corrente opera della Varisco si pone in distanza tanto dai processi
più freddi della pittura corrente, quanto da aree di più
alta pressione, attraversate da eventi di neoinformale o di furore
espressionistica -vivida e visibile la lezione della Die Brücke-.
Posare a principio dell'operare artistico una manifestazione di volontà
incondizionata evidenzia infatti disporsi precedentemente alla conoscenza,
là dove il mondo è inteso nella sua totalità
e non diviso in quella pluralità di cause formali che fan sorgere
la conoscenza pratica.
...
Davanti ai suoi quadri mi è venuto spontaneo non affermare:
Che bello!, ma dire: E' vero! Lei ha il gusto della verità;
è alla ricerca della verità, una verità a volte
tormentata e a volte ridotta a poche essenziali pennellate che colgono
l'animo nella sua nudità. La sua è un'arte ascetica;
le cose e le persone si stagliano sul silenzio del deserto.
...
Un'ultima osservazione mi è sembrato di cogliere. E' come se
lei camminasse sulla luce. La luce si scompone e si trasfigura in
masse di colori, simili ai colori complessi dell'arcobaleno. lei non
suona mai una melodia semplice; ha bisogno di accordi cromatici e
usare l'intera tastiera del pianoforte. Intreccia i raggi della luce,
ne ascolta il canto, e in quel momento si accorge di percorrere gli
spazi dell'animo umano la luce disegna però delle zone d'ombra.
Tenta allora di alleggerire il peso della luce, smuove i granellini
di polvere che l'offuscano; la verità le si increspa nelle
mani. Finora lei ha avuto bisogno di raggiungere la luce passando
attraverso le figure; ha trascolorato le cose in luce». [Mons.
Balconi] E giunge all'esperienza più possente e più
entusiasmante. Teodolinda Varisco giunge a trascolorare la luce nella
luce. Consente anche a noi di contemplare la luce in quanto tale.
Ed è l'esperienza della risurrezione non come esito o scavalcamento
del negativo, ma come sperimentazione diretta.
...
E quest'ultima fase 'sperimentale- di Teodolinda si inserisce a questo
punto ed avvia al mistero, una sorta di «botola» che cattura
la mente e rimanda a quell'oltre che alberga la sua irrefrenabile
ricerca ideativa.
Prof. Alessio Varisco |
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Cafarnao,
tecnica mista,
40 x 60 cm. - 1996 
Autoritratto blu,
olio su tela
100 x 100 cm. - 2000 
Promontorio verso l'Assoluto
olio su tela
60 x 80 cm. - 1998
Contatti
Per contattare l'Artista o per richiedere informazioni sulle
opere presentate in questa pagina:
www.teodolindavarisco.eu |
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