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PopLIMERO
Duchamp
ha dato all’artista il primato di elevare ad opera d’arte
qualsiasi oggetto di uso quotidiano a prescindere dal suo valore estetico,
semplicemente decontestualizzandolo od intervenendoci con la sola
firma.
Nell’opera di Viggiano, i loghi e le scritte dei sacchetti commerciali,
con i colori della loro grafica costituiscono i fondamenti per la
costruzione di “qualcosa d’altro”.
Viggiano “dipinge” trovando i colori nella plastica di
recupero: velature su velature, grazie al calore di un phon ad alta
temperatura. Alejandro fonde gli strati plastici tra loro creando
trasparenze e raccordi tra le campiture cromatiche.
Le tele plastiche di Viggiano si arrampicano sulle pareti come quadri
o si librano nello spazio sostenute da tensostrutture in acciaio che,
come futuristiche ragnatele, si installano tra gli alberi od ovunque
se ne decida l’effimera presenza.
Questa nuova pittura “polimera” è figlia residuale
dell’epoca del consumismo, di cui ne è simbolo; affonda
le radici nella Pop Art e nell’arte Povera.
L’arte di Viggiano è istinto e voglia di vivere l’arte
in modo vero e autentico, irriverente e selvaggio lasciando presagire,
senza commenti, l’avvento dell’ “Era plastica”.
N. Evangelisti (BO-2005). Biografia
Jose Alejandro Viggiano
Born in Buenos Aires 1969.
Lives and works in Bologna and Buenos Aires.
Studia presso l’Università di Architettura, Design
e Urbanistica di Buenos Aires (F.A.D.U.) laureandosi in Architettura
nel 1999. Dal 1995 al 1999 insegna presso la Facoltà di Architettura
di Buenos Aires in materie esperimentali di ricerca progettuale
e rappresentazione pittorica.
Ha realizzato mostre in diversi centri d’arte e gallerie,
e partecipato in progetti di architettura e urbanistica ottenendo
premi e menzioni. (Argentina, Italia, Germania, Spagna, U.S.A.).
Nel 1997, insieme ad altri artisti provenienti delle aree: architettura,
belli arti, design, grafica, cinema, fotografia, ecc., forma a Buenos
Aires i gruppi “Roletre e Arquiplásticos”, orientando
il suo lavoro verso lo studio dello spazio residuale urbano. Sono
caratteristiche di questo periodo le grandi installazioni in spazi
pubblici: Piazza del Parlamento, Spiaggia di Villa Gessell, Rambla
La Boca, ecc.
Negli ultimi anni sta portando avanti il lavoro artistico intrapreso
in Argentina, focalizzato alla identificazione dei simboli contemporanei
del consumo, con l'utilizzo e il riciclaggio di materiali polimeri
di scarto “sacchetti di plastica”.
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