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Presentazione
Lo specchio è chiaro
e terso
tra i fiori di neve.
Basho (1644-1694)
Fotografie coma haiku e pensieri come fotografie.
Scrivo abitualmente ed ho un rapporto costante con le parole, anche
nei miei lavori fotografici, che spesso ritraggono azioni ed eventi
minimi.
Il dittico “Le spine”, presentato in altri casi anche
come trittico, è in realtà un evento minimo, progettato
anche come video, ed è accompagnato dalla frase: “Le
spine racchiuse non pungono, se apri la mano si staccano”.
La frase contiene in se il senso delle immagini, in modo semplice
e sintetico, non toglie nulla all’azione.
Affianca le immagini completandole.
Anni fa, all’inizio degli anni ottanta, pensavo a dei lavori
che non fossero soltanto autobiografici.
Erano gli anni di Piazza Tiananmen, poi della caduta del comunismo
all'Est, tangentopoli, il governo di destra... tutto strideva, ed
il mio lavoro anche, era uno stridio continuo, ed io ero perennemente
in contrasto con tutto e tutti.
Avevo in mente le persone, come esseri sofferenti.
A quei tempi, studiavo l'arte concettuale e l'arte povera, e così
i lavori progettati risentivano delle mie letture, (Celant, Migliorini),
e dei miei interessi artistici (la land Art, l'arte povera).
Volevo dire delle cose fondamentali usando poche immagini e poche
parole, e così usavo degli oggetti primari, dei simboli vitali,
come l'acqua, i sassi, e oggetti archetipici, come le chiavi e gli
anelli, tutto racchiuso in spazi elementari, scatole, teche.
La luce era importante, a volte era colore, bianco e azzurro, a volte
vetro, oppure polvere, come tempera azzurra.
E' passato diverso tempo da allora.
Ora cerco di rendere evidenti dei pensieri più miei, nel senso,
che non sono più metafore di emozioni universali, ma piuttosto
metonimie, parti per il tutto.
Ho raggiunto la certezza che alla fine il soggetto, come essere singolo,
è l'essenza, e le sue emozioni,
i suoi sentimenti, dicono e possono "presentare" i sentimenti
degli esseri umani, perciò credo che il frammento come figura,
sia l'ideale, (“Vorrei aprire”, 2002).
Siamo tutti dei frammenti unici...e mi sto accorgendo che i pensieri
autobiografici non sono sempre intimistici.
Ho il terrore di fare un'arte solo intimista, e non mi interessa,
allora il frammento deve essere particolare, essenziale, e deve dire,
parlare come una poesia breve, un Haiku.
I pensieri devono potersi esprimere tramite azioni sintetiche, minime.
E' questo che cerco, un'arte che esprima e comunichi il mio pensiero
asettico e luminoso, in modo incisivo.
Allo stesso modo le immagini devono essere come delle frasi brevi
che contengano un significato.
Continuo a pensare che il mondo sia sovraccarico di immagini, e credo
che Baudrillard avesse ragione quando ha scritto che prima o poi,
ci sarebbe stata un'inversione di tendenza...attraverso la sparizione.
Sparizione non degli esseri, o delle immagini, impossibile, sparizione
dell'eccesso, del di più... io l'ho interpretato così
il suo concetto.
Fotografia, parole e video sono i media che preferisco per dare forma
ai miei pensieri.
Spesso preferisco la sequenza di immagini al video, composta come
story-board degli eventi (la serie “Disastri”, “Zucchero”
, “Corrente”, “Strage”).
Non credo di essere originale, ma non mi interessa, piuttosto vorrei
essere incisiva e colpire (anche al cuore) chi osserva i miei lavori.
Curriculum vitae
Loretta Zaganelli è nata a Ravenna l’8 gennaio1968. Ha
conseguito la Maturità d’arte Applicata all’Istituto
Statale d’Arte Gino Severini. In seguito ha studiato arte al
DAMS e si è diplomata all’Accademia di Belle Arti di
Bologna in Decorazione nel 1993.
Nel 1999, dopo la laurea con una tesi in Fotografia, si avvicina alla
scrittura ed alterna le due modalità del vedere e del descrivere
attraverso le immagini e le parole, sia fotografando che scrivendo.
Nel 2000 frequenta il Corso di regia e produzione video, tenuto dal
regista Piero Lombardi di Stream, presso l'Accademia di Arti cinematografiche
di Bologna.
Nel 2001 frequenta il corso ”Tecnico della comunicazione multimediale”.
Attualmente scrive di arte contemporanea per alcune riviste, tra cui
“CRAC Arte in Romagna”, per cui è redattrice, “Titolo”
ed il settimanale “Ravenna & Dintorni”.
Nel 2002 ha seguito la Rassegna d’Arte Contemporanea “3x3”,
presso la Galleria Sumithra, per cui ha scritto il testo critico,
e nello stesso anno, collabora al progetto “Looking on”
& “Nice to see you”, mostra di fotografia, degli allievi
di Guido Guidi, tenutasi in novembre e dicembre presso il Museo d’Arte
della città di Ravenna.
Attualmente collabora al corso di fotografia di Guido Guidi, presso
la stessa Accademia, tenendo un ciclo di lezioni teoriche sulla fotografia.
Ha esposto nelle seguenti mostre:
giugno/luglio 1994: "Arte del riciclaggio" presso Vicolo
Bolognetti 6, a Bologna;
dicembre 2002/gennaio 2003, "Stare a casa è qualcosa di
spettacolare", c/o eXtipografia, Via Pascoli, Ravenna. |
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"Cucchiaino" 
"Frammenti" 


"Le spine - Racchiuse - In fuga"
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