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Luigi Spanò - L’uomo visto di spalle che fuma...
10 dic 05 > 29 gen 06 - Lecce
Spanò si ripropone al pubblico dopo la mostra di Bruxelles
del 2001 e dopo quattro anni di intenso lavoro: come allora, e come
da quando ha iniziato a dipingere, anche le opere per l’esposizione
al castello di Carlo V a Lecce sono pensate per occhi attenti che
sappiano superare l’apparente incongruenza di ciò che
è narrato in superficie
Non è casuale a questo proposito il passaggio di Spanò,
in altre epoche, attraverso più scoperti interessi per la
metafisica, oggi riconoscibili solo nell’uso del tempo sospeso
e del silenzio che accompagnano tutti i suoi dipinti; sebbene anche
i titoli dei quadri, come sempre, contribuiscano ad investire le
opere di significati enigmatici e di arrovelli mentali che altro
non sono che le riflessioni dell’artista sulla condizione
umana e sui perché dell’esistere. La carica dissacratoria
e ironicamente caustica che così stabilisce tra il titolo
narrante e l’opera stessa mette in circolo il paradosso e
l’ncongruenza dei soggetti, in realtà dotati di una
loro coerenza interiore percepibile solo attraverso l’osservazione
attenta.
Anche il titolo stesso della mostra, la cui lunghezza equivale
ad una precisa volontà narrativa è originato dal titolo
del dipinto L’uomo visto di spalle che fuma il sigaro con
la sciarpa rossa, rossa? Rosso. In esso l’esaltazione dei
contrari è ottenuta attraverso la riproduzione in scale diverse
del soggetto narrativo (l’uomo dalla sciarpa rossa) e del
complemento alla narrazione (il paesaggio). Miniaturizzando l’uomo
visto di spalle, che in realtà è l’artista stesso
e il protagonista della scena, vengono azionati tutta una serie
di meccanismi destabilizzanti basati sull’equivoco, per i
quali ciò che dovrebbe essere colto come soggetto principale
risulta praticamente invisibile, perché l’occhio, catturato
dalla natura lussureggiante di un paesaggio originariamente pensato
come completamento visivo, vede in esso il protagonista assoluto
dello spazio.
Spanò nelle sue tele come un abile regista distilla scientemente
gli opposti per instillare dubbi, per sollecitare spaesamenti con
una perizia memore di lunghi anni di esercizio.
Così come l’artista esercita la miniaturizzazione
dei soggetti applica anche il gigantismo a tutto campo dei personaggi
come in Cappuccetto rosso aveva una sorella, L’uomo di Sara,
L’ultima, dipinti che non per questo ci risultano all’apparenza
più comprensibili.
La linea sempre sinuosa e ritornante in Spanò sottende costante
la volontà di procedere senza spezzature ed anche il colore,
superando gli spessori materici che già furono dell’ultimo
Segantini od anche di certe decorazioni in rilievo nei quadri di
Rembrandt, in certi suoi dipinti porta lo spessore materico all’altezza
di due e tre centimetri, spostando così la soglia della pittura
oltre ogni azzardo nella simulazione del bassorilievo plastico.
L’aspetto materico così fortemente accentuato da consentire
alla pittura quasi di competere con la scultura, è evidente
anche in La crosta del mio gallo, L’uomo di Sara, La luce
dei soli, Losca esca di mosca . In questi quadri la luce si irradia
con la potenza vitale del rosso, tra i colori prediletti dall’artista
,solcando superfici pastose; ma la luce in Spanò, come lui
la usa dosandola sapientemente per i suoi effetti di scena, dimostra
da sempre di conoscere la migliore tradizione della grande pittura
del naturalismo europeo del XVII secolo, soprattutto di Rembrandt.
Effetti di luce come quelli raggiunti in L’ultima e col taglio
nettissimo a metà della lampada dell’Uomo di Sara hanno
molto da insegnare anche ad un lightdesigner come Vittorio Storaro.
Le opere dell’artista tra i messaggi criptati di cui sono
disseminate sottendono anche un immaginifico erotico a volte appena
suggerito, altre volte dichiaratamente esibito come nelle natiche
sinuosamente disegnate di la Losca esca di mosca.
in questi dipinti tuttavia il piacere è completamente assente
e l’erotismo, come già fu per la pittura manierista
e la scultura neoclassica è immemore del tempo e si appaga
narcisisticamente di sé stesso
La mostra e il catalogo pubblicato dall’Editrice Salentina
godono dei seguenti patrocini: Città di Lecce, Assessorato
alla Cultura della Città di Lecce, Provincia di Lecce,Regione
Puglia, Regione Calabria, Accademia di belle arti di Lecce, Associazione
F.I.D.A.P.A., Banca BNL.
Luigi Spanò
"L’uomo visto di spalle che fuma il sigaro con la sciarpa
rossa, rossa? Rosso"
Dal 10 dicembre 2005 al 29 gennaio 2006
Lecce - Castello Carlo V -
vernissage:
10 dicembre 2005. ore 18
catalogo:
con testi di Claudio Strinati, Ivana D’Agostino
curatori:
Ivana D'Agostino |
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