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  Napoleone e Bodoni
16 dic 05 > 12 feb 06 - Parma

Napoleone e Bodoni, ovvero l’Imperatore e il Principe dei tipografi, entrambi protagonisti della preziosa mostra che la Fondazione Cariparma e il Museo Bodoniano propongono dal 16 dicembre 2005 al 12 febbraio 2006, nella sede-museo della Fondazione di Palazzo Bossi Bocchi.
L’occasione è offerta dal secondo centenario (1805 – 2005) della visita di Napoleone a Parma.

La mostra, curata da Leonardo Farinelli, Giovanni Godi, Francesca Magri, Corrado Mingardi e Caterina Silva, più che un omaggio all’Imperatore dei Francesi lo è nei confronti di Giambattista Bodoni, saluzzese di origine, romano di formazione, chiamato a Parma nel 1768 da Ferdinando di Borbone e qui rimasto per 45 anni, sino alla morte.
Bodoni assomma in se svariate competenze e in ognuna eccelle: tipografo, disegnatore-incisore di caratteri ed editore, capace di trattare in proprio con sovrani, letterati e collezionisti bibliofili.
Per la sua grande fama, la sua morte venne segnalata alla Città dal suono della campana maggiore del Duomo, annuncio di norma riservato ai nobili.

Bodoni giunge Parma nel 1768, dopo la sua formazione romana presso la tipografia di Propaganda Fide, dove venivano stampate le edizioni poliglotte per le missioni, con il compito di istituire e dirigere la Stamperia del Governo ducale. Accanto ai materiali “di cancelleria”, alle grida, ai proclami ed agli avvisi ufficiali, i torchi ducali cominciano a produrre opere a stampa che vengono notate e presto contese dai bibliofili di mezzo modo.
Bodoni collabora con intellettuali e incisori raffinati, in una sua personale ricerca del bello assoluto.
E’ il 1771 quando inizia a creare il suo personale carattere, “Il Bodoni” appunto, che da allora contraddistinguerà le sue opere a stampa. Non tralascia comunque l’altra sua grande passione, quella per i caratteri orientali che gli consentissero di stampare in tutte le lingue del mondo. Accanto alla Stamperia, Bodoni ha una fonderia di caratteri che vengono acquistati dalle stamperie di ogni parte d’Europa.
Nel frattempo aveva ottenuto dal Duca aprire, accanto a quella ufficiale, una propria privata tipografia, da cui uscirono le monumentali edizioni, destinate ad un pubblico internazionale, dei classici latini greci e italiani che diffonderanno la sua fama in ogni paese. Arrivarono presto gli onori, come la nomina a Tipografo di Camera di Carlo III di Spagna e poi di Carlo IV. Le sue edizioni sono spesso dedicate ai papi e ai sovrani e la sua tipografia diviene meta di tutti i visitatori del Grand Tour che passano da Parma.

Con l’arrivo dei francesi nel 1796-97 e l’annessione del Ducato nel 1804 direttamente alla Francia, a Bodoni non mancarono prestigiose protezioni e commissioni da parte della nuova aristocrazia napoleonica. Furono l’occasione per intraprendere pubblicazioni di grande impegno tipografico come l’Inno a Cerere di Omero con dedica a Francesco Melzi d’Eril (1805) vicepresidente della Repubblica Italiana; Il Bardo della Selva Nera del Monti dedicato a Napoleone (1806) e, nello stesso anno, la Descrizione del Foro Bonaparte progettato da Antolini. L’Oratio Dominica dedicata al viceré Eugenio Beauharnais, presenta il Padre Nostro in 155 lingue esibendo i caratteri di ogni lingua del mondo; suo capolavoro assoluto è l’Iliade greca (1808) in tre volumi amplissimi con dedica a Napoleone, monumento tipografico inarrivabile. Per la nascita del Re di Roma, Bodoni stampò il Cimelio tipografico pittorico offerto agli Augustissimi Genitori in cui i 40 Scherzi poetici di Giovanni Gherardo de Rossi sono stampati in quaranta differenti caratteri entro uguale spazio, vero tour de force tipografico. A questi insuperati monumenti tipografici si aggiunsero le ultime fatiche, i classici francesi per l’istruzione del figlio del re di Napoli Gioacchino Murat (Fénelon nel 1812, Racine nel 1813, e La Fontaine e Boileau portati a termine dalla vedova nel 1814) e il Manuale Tipografico che è il campionario completo di tutti i suoi caratteri.

Poter contare su Bodoni era, diremmo oggi, uno status symbol. Per assicurarsi i suoi servigi, nel 1793 Carlo IV gli offre una pensione annua di seimila reali. Nel 1803 l’Anzianato di Parma gli conferisce la cittadinanza onoraria e viene coniata una medaglia in suo onore. Nel 1806 si aggiudica la medaglia d’oro del primo premio all’Esposizione di Parigi, dove aveva inviato quattordici sue edizioni. Nel 1807 viene esentato dal pagamento delle imposte come “sommo artista”. Nel 1808 riceve una pensione vitalizia da Murat e nel 1810 un’altra da Napoleone “in considerazione dei progressi che egli ha fatto fare all’arte tipografica”. Nel 1812 viene decorato con l’ordine Imperiale della Réunion.

A distanza di due secoli, Bodoni continua a restare un mito inarrivabile. Le sue edizioni sono rare e quando ne compare una sul mercato antiquario internazionale, viene contesa dai collezionisti a cifre molto alte.

Parma ne raccoglie un migliaio, alcune uniche e rarissime in seta o pergamena, nel Museo dedicato al Tipografo. Oltre alle celebri edizioni, il Museo Bodoniano custodisce 12 mila lettere ovvero quasi l’intera corrispondenza tra il Tipografo e i suoi committenti ed estimatori, migliaia di punzoni matrici oltre a molti attrezzi della sua stamperia.
Da questa immensa “miniera” escono molti dei pezzi scelti per la mostra di Palazzo Bossi Bocchi, integrati da prestiti di altri musei e istituzioni (Museo Glauco Lombardi, Galleria Nazionale, Archivio Comunale e Archivio di Stato di Parma) e di importanti collezionisti privati.

L’esposizione presenta tutte le edizioni napoleoniche realizzate dal Bodoni, ovvero tre diversi tipi di pubblicazioni: quelle dedicate a Napoleone ed alla sua famiglia da Bodoni stesso, quelle ugualmente dedicate ma da lui stampate su commissione di terzi ed infine i fogli volanti (celebrativi di vittorie, nozze e nascite) e i bandi governativi o comunali usciti dalla Tipografia Imperiale.
La preziosa produzione bodoniana viene presentata entro una ricca cornice iconografica costituita da ritratti scultorei, dipinti ed incisi raffiguranti, oltre il Tipografo e l’Imperatore, membri della famiglia Bonaparte e rappresentanti del governo francese.


NAPOLEONE E BODONI.
Parma,
Palazzo Bossi Bocchi
(Strada al Ponte Caprazzucca 4),
dal 16 dicembre 2005 al 12 febbraio 2006.

Orario 10-17.30. Lunedì chiuso. Ingresso gratuito.

Mostra promossa dalla Fondazione Cariparma e dal Museo Bodoniano nel secondo centenario della visita di Napoleone a Parma.

A cura di Leonardo Farinelli, Giovanni Godi, Francesca Magri, Corrado Mingardi e Caterina Silva.

Catalogo edito dalla Fondazione Cariparma.
Per informazioni e prenotazioni: 0521 532111

Uff.Stampa Studio Esseci
http://www.studioesseci.net
 



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