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Homespresso.
100 Macchine da caffé italiane
19 gen 06 > 22 gen 06 - Novegro (MI)
Le
prime caffetterie aprirono i battenti a Londra a metà Seicento,
ma erano stati i Veneziani a farne uso sin dall'inizio di quel secolo,
importandolo dai paesi arabi: e fu proprio un grande scrittore lagunare,
Carlo Goldoni, a codificarne il mito nella sua straordinaria commedia
"La bottega del caffè" (1750).
Protagonista di quel fortunato testo è Ridolfo, che gestisce
il suo negozio con intelligenza, tentando di far fronte alle maldicenze
di don Marzio, assiduo avventore.
Da quel lontano "barista" sembra idealmente discendere Alberto
Trabatti, il quale gestisce a Ferrara un negozio sorto nei pressi
del Castello Estense, sulla stessa area dove nel 1926, per l'appunto,
esisteva "La bottega del caffè": il nome del suo
esercizio è diverso, ma immutato è lo spirito amorevole
ed intelligente con cui Ridolfo e il suo epigono ferrarese del 1926
preparavano caffè e cioccolate in tazza.
Ma in più, rispetto a loro, Trabatti propone all'attenzione
di clienti e curiosi una parte della sua singolare collezione, composta
da oltre cento "homespressi".
Ed ora ha deciso, stimolato dallo Studio Archeo900 dell'arch. Alberto
Squarcia, di togliere i preziosi oggetti dalle bacheche e dagli scaffali
della torrefazione, per esibirli all'ammirazione di chiunque, in questa
mostra itinerante destinata a progredire col tempo, in un "work
in progress" che è tipico del collezionista appassionato.
La raccolta parte dalla copia di una "balance" in auge ai
tempi di Goldoni e giunge agli anni Settanta del Novecento: una carrellata
attraverso il gusto e l'edonismo, il design e la mini-tecnologia.
Da quando si è tentato di ricostruire nelle proprie case il
clima che si respirava nelle caffetterie, realizzando direttamente
in cucina gustosi tentativi di crema-caffè, molto acqua (bollita)
è passata sotto i ponti.
I primi furono i tedeschi, con la berlinese "Heicke" dal
bricco in alluminio (1890 circa), ma ben presto la patria indiscussa
del caffè per uso domestico divenne l'Italia, come la nostra
collezione assai ben documenta.
La parte del leone in questa storia della macchina da caffè
espresso la fa la Lombardia: ed ancor oggi i principali produttori
di "homespressi" (da Bialetti a Faema, da Gaggia a Cimbali)
resistono fra Milano e l'hinterland.
Ma nei primi decenni del Novecento fu tra le capitali di questa particolare
produzione proprio Ferrara, terra di torrefattori e città della
bottega postmoderna del caffè di Trabatti: i "Fratelli
Santini" e i "Figli di Silvio Santini", la ditta "Federico
Terminali" e la "Velox" di Malagò, la "Sgarbi
& Chiozzi" e la "Simerac" realizzavano caffettiere
ad infusione o elettriche, con uno stoppino da quattro o sei tazze,
quasi sempre contrassegnate con un nome di donna (Aquilas, Adele,
Stella, Rita, Nora, con l'eccezione di Orso).
Al di là di questo campanilistico compiacimento, è da
rilevare che la mostra "Homespresso" riesce pienamente a
restituire, con la sua preziosissima campionatura, l'evoluzione tecnica
e costruttiva di questo particolare elettrodomestico: dai bollitoi
tipo alambicco ai fornelletti a spirito, dalla "moka" in
alluminio termico per mantenere caldo il caffè alle caffettiere-espresso
in ceramica smaltata.
I materiali talora risentono delle contingenze epocali (un esempio
per tutti resta quello dell'autarchia prebellica), ma nel contempo
documentano in modo icastico l'evoluzione dell'arte e del design del
Novecento: dall'Art Nouveau all'Art Dèco al Razionalismo (basti
osservare con attenzione il set di tre pezzi della "Nea Lux",
con lattiera e zuccheriera), alle sintesi degli anni Sessanta.
Spesso poi restituiscono il clima di un lusso casereccio (specie in
quelle del primissimo Novecento,
riservate a pochi fortunati), ma nel contempo l'atmosfera dei films
e delle commedie "popolaresche": basti solo pensare alle
"napoletane" tubolari e dal semplice sistema di pressione
con i manici che compaiono in varie opere del grande Eduardo De Filippo.
Quasi sempre poi le caffettiere diventano il paradigma della mutazione
dello stile, seguendo la grande lezione del Modernismo Liberty, dove
tutto doveva esser progettato con rigore, dalle porte di casa alle
posate, dai soffitti agli elettrodomestici, per l'appunto.
Ma in questi oggetti casalinghi è anche il riflesso delle mode
e degli stilemi non soltanto artistici, in una sorta di contaminazione
"metalinguistica".
Si pensi solo a Gilda della "Gaggia" o alla "Faemina",
che sembrano ispirati alle imprese spaziali, somigliando a piccoli
robots, se non addirittura a "sputnik", in una sorta di
globalizzazione visiva, che investiva le immagini proposte dalle prime
televisioni, i giocattoli up-to-date usati dai bambini, i quadri di
Crippa appesi alle pareti e, per l'appunto, le caffettiere-espresso.
Sono, questi, i residui del Futurismo - finalmente accettato da tutti
- come neo-futurista appare la bella "Nova Express" del
1950.
A sua volta, il caffè continua a far parte della letteratura
e del cinema (Eduardo docet), ma anche della musica leggera: è
quanto mai opportuno ricordare qui la splendida canzone di Fabrizio
De Andrè ironicamente dedicata ad un mondo caffeario-camorrista.
Insomma, un'esposizione di grande fascino, che accoglie e compendia
le morbidezze del liberty, le astrazioni del Dèco, l'algido
Razionalismo, influssi fantascientifici, estrose invenzioni (la valvola
di passaggio nella "Simerac 1" del 1920, la forma di alcuni
beccucci), sapida ricerca di colori e materiali, il "lusso e
l'autarchia" per dirla con la Aspesi.
Tutto questo seguendo l'inebriante odore di una tazza di caffè
fumante!
E pensare che quattro secoli fa medici e letterati (come il toscano
Francesco Redi e la signora di Sévigné) denunciavano
nei loro scritti il caffè "alla turca", considerandolo
alla stregua di un lento veleno…
Lucio Scardino
Homespresso
100 Macchine da caffé italiane
per uso domestico dal 1900 al 1970
Collezione privata di Alberto Trabatti - Ferrara
a cura dello Studio Archeo900 di Ferrara,
(archeoxx@tin.it)
verrà presentata al Parco Esposizioni di Novegro
(Linate-Milano),
come mostra collaterale,
durante "Novegronovecento" e "AltoAntiquariato"
che si terranno dal 19 al 22 gennaio 2006, con inaugurazione il
giorno 18 alle ore 19.
Studio Archeo900 - Mostre ed Eventi Culturali
Via Garibaldi 27/A Ferrara - Italia
www.archeo900.com
www.italian-light.it
www.homespresso.net
archeoxx@tin.it
+39.335.1363928
+39.0532.208658 |
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