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Tom Porta - Vento
Divino
23 feb 06 > 25 mar 06 - Milano
Si
inaugura presso Fabbrica Eos la personale dell’artista milanese
Tom Porta (1970), che ha concluso nell’87 a Monza gli studi
d’Arte e d’Arti Applicate Sperimentali.
Alessandro Trabucco, curatore della mostra, definisce la pittura di
Porta una fedele ricostruzione delle ritualità svolte dai kamikaze
prima della missione di non-ritorno. Sono chiari i riferimenti alla
figura dei Samurai, antichi guerrieri ispiratori della fede, nella
sacralità della missione per il proprio signore e per la patria.
Una pittura che nel gesto veloce vuole riportare su tela l'urgenza
emotiva di quel momento drammaticamente eroico della storia del Giappone
e che ritrova nei ritratti su tavola dei singoli piloti la giusta
dimensione umana degli eventi, con una vena di rispetto nei confronti
di tanta dedizione e fedeltà a ideali oggi inconcepibili ed
anzi ribaltati dai nuovi “aspiranti suicidi” in veri e
propri omicidi di persone inermi ed estranee alle ideologie più
distruttive della nostra epoca.
I giapponesi interpretarono quell'atroce evento come una protezione
mandata dagli dei e la chiamarono Kami Kaze: Vento Divino.
Dipingere il Vento Divino
Con l’avvento del nuovo “tecnologico” millennio
si è avuto il ritorno alla ribalta di un’antica parola
oggi tristemente associata alla maggior parte dei fatti di sangue
che nel Medio Oriente e nel mondo intero caratterizzano le attività
terroristiche del fanatismo ideologico e religioso. Con lo “spettacolare”
(solo dal punto di vista mediatico) attentato aereo alle Torri Gemelle
di New York abbiamo assistito ad un attacco terroristico suicida
che oltre a sconvolgere le coscienze dei popoli ha minato pericolosamente
le economie mondiali. I piloti dei tre aerei erano tre “kamikaze”,
spinti al sacrificio della propria vita per un vero e proprio crimine
contro l’Umanità. Fu l’inizio di una serie di
attentati suicidi (Madrid, Londra, Sharm el Sheik) per i quali sono
sempre stati usati degli “uomini bomba” o “kamikaze”.
Termine utilizzato in modo improprio da un giornalismo superficiale,
qualunquista ed ignorante che per dovere di cronaca si è
arrogato il diritto di ribattezzare i terroristi contemporanei con
questa parola dall'origine storica e dal significato ben precisi.
La parola kamikaze deriva, infatti, dalla cultura prettamente “animista”
giapponese, rappresentata dalle sue religioni principali, shintoismo
e buddismo, con la convinzione di una natura governata da forze
divine capaci di condizionare i fenomeni atmosferici. Nel 1274 e
1281 il Giappone subì il doppio tentativo di conquista da
parte dei mongoli di Kublai Khan, allora capo della Cina e nipote
di Gengis Khan. Pur vantando una forza militare nettamente superiore
rispetto all’esercito nipponico questi due tentativi fallirono
clamorosamente grazie ad una violenta tempesta che costrinse, in
tutte e due i casi, le armate mongole alla ritirata. I giapponesi
interpretarono quell'evento come una protezione mandata dagli dei
e la chiamarono Kami Kaze, ovvero Vento Divino.
Tom Porta, affascinato da questo fatto storico ed appassionato della
cultura orientale, rende omaggio agli storici kamikaze giapponesi
della Seconda Guerra Mondiale, senza cadere in una retorica deteriore
o, peggio, in un revisionismo storico dal pericoloso significato
“politicamente scorretto”. L’intento non è
quello di riabilitare ai nostri occhi un esercito ed un popolo militarmente
sconfitti, ma quello di una ricerca iconografica degli uomini che
allora sacrificarono la propria vita per un ideale che a noi, e
forse addirittura anche ai giovani giapponesi, pare oggi quasi completamente
incomprensibile. Una ricerca pittorica che va oltre il mero risultato
rappresentativo dell'argomento storico, ma che assume un preziosissimo
valore umano di grande rilievo. I piloti giapponesi agirono con
la profonda convinzione di immolarsi per una giusta causa: la fedeltà
all'imperatore e la salvezza della propria amata patria per rinascere
come fiori di ciliegio selvatico.
Il ciliegio fiorisce in coincidenza con l’equinozio di primavera
e nella cultura giapponese rappresenta il ritorno alla vita, ed
è anche simbolo dell'impermanenza e della caducità,
senza drammi né rimpianti. Ed i piloti kamikaze agirono come
fiori di ciliegio, con la profonda convinzione di una vita oltre
la morte, una rinascita nel giardino del Tempio scintoista Yasukuni
dove oggi vi sono conservati tutti i loro nomi. Ma lo stesso Tom
Porta tiene a precisare come «il sacrificio di molti piloti,
sopratutto gli ultimi "studenti soldati", era rivolto
all'idea di mostrare quanto fosse terribile quel gesto, assolutamente
da non ripetere, un esempio che avrebbe dovuto mostrare alle generazioni
future che la casta militare stava comunque rovinando il Giappone,
il quale avrebbe dovuto risorgere, prospero e pacifico, su basi
nuove. Pensa che il primo pilota Tokkotai (Reparto d'Intervento
Speciale, nda.), "ufficiale” Yukio Seki, scrisse che
il suo sacrificio era per la moglie, per proteggerla dall'invasore
e per l'amore che aveva per lei, non per i generali o l'imperatore...
Fu infatti, in un primo tempo, un’affermazione censurata».
La pittura di Tom Porta è una fedele ricostruzione dei simboli
e delle ritualità svolte dai kamikaze prima della missione
di non-ritorno. Sono forti i riferimenti alla figura dei Samurai,
gli antichi guerrieri ispiratori della fede nella sacralità
della propria missione per il proprio signore e la patria. Una pittura
che nel gesto veloce e sicuro intende riportare sulla tela l'urgenza
emotiva di quel momento drammaticamente eroico della storia del
Giappone e che ritrova nei ritratti su tavola dei singoli piloti
la giusta dimensione umana degli eventi, con una vena di rispetto
nei confronti di tanta dedizione e fedeltà ad ideali oggi
inconcepibili ed anzi tragicamente ribaltati dai nuovi “aspiranti
suicidi” in veri e propri omicidi di persone inermi ed assolutamente
estranee alle ideologie più distruttive dell'epoca contemporanea.
Alessandro Trabucco
TOM PORTA - “VENTO DIVINO”
a cura di Alessandro Trabucco
23 Febbraio – 25 Marzo 2006
Inaugurazione: Giovedì 23 Febbraio alle ore 18,30
L’artista sarà presente alla vernice
tomportapaintings.com
FABBRICA EOS
Piazzale Baiamonti, 2 Milano
Tel. 02 6596532
www.inforel.it/fabbricaeos
e-mail: fabricaeos@libero.it
orari:
da martedì a sabato 10.00-13.00; 16.00-19.00
Ingresso libero |
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