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  7° Premio Cairo
10 ott 06 > 22 ott 06 - Milano

Martedì 10 ottobre, alle ore 19, a Palazzo della Permanente di Milano sarà proclamato il vincitore del 7° Premio Cairo.
Istituito per volontà dell’editore Urbano Cairo, presidente della Giorgio Mondadori, il premio dal 2000 valorizza l’arte italiana e mette in luce le nuove tendenze in pittura, scultura e fotografia.

Quest’anno gli artisti in gara sono 20, selezionati dalla redazione di Arte: Alessandra Ariatti, Davide Bramante, Manuele Cerutti, Gehard Demetz, Tessa Manon Den Uyl, Till Freiwald, Marina Giannobi, Chris Gilmour, Francesco Lauretta, Anna Madia, Andrea Mastrovito, Daniela Perego, Giacomo Piussi, Luigi Presicce, Giuseppe Rado, Luisa Raffaelli, Roberta Savelli, Alessandra Spranzi, Fabio Viale e Massimiliano Zaffino.

Nessuno di loro ha mai partecipato alle edizioni passate, sono tutti giovani ma già affermati nel circuito dell’arte contemporaea. Espongono due lavori ciascuno: un’opera rappresentativa dell’attuale ricerca e un lavoro realizzato appositamente per l’evento.

Le 40 opere, che interpretano la figurazione in tutte le sue declinazioni, resteranno in mostra alla Permanente dal 10 al 22 ottobre.

Il vincitore, proclamato da Urbano Cairo la sera dell’inaugurazione, sarà eletto da una giuria di esperti, composta da Fabio Cavallucci (direttore della Galleria civica di Trento), Daniela Clerici (direttore di Arte), Massimiliano Gioni (direttore della Fondazione Trussardi di Milano), Gianfranco Maraniello (direttore della Galleria d’arte moderna di Bologna), Marco Pierini (direttore del Centro d’arte contemporanea Palazzo delle Papesse di Siena), Patrizia Sandretto Re Rebaudengo (presidente della Fondazione Sandretto di Torino) e Stefano Zecchi (presidente dell’Accademia di Brera). Al vincitore sarà dedicato un ampio servizio e la copertina del numero di gennaio della rivista Arte.

I premiati delle precedenti edizioni del Premio Cairo sono: Luca Pignatelli (2000), Bernardo Siciliano (2001), Federico Guida (2002), Matteo Bergamasco (2003), Andrea Chiesi (2004), Valentina D’Amaro (2005).

Un catalogo, edito da Giorgio Mondadori e allegato al numero di ottobre della rivista Arte, raccoglie le 40 opere in mostra e i profili degli artisti.

Il progetto dell’allestimento è a cura dell’architetto Filippo De Filippi.

In contemporanea alla mostra del Premio Cairo, la Permanente ospita la mostra dei 40 selezionati del Premio Arte, manifestazione riservata agli artisti che non hanno ancora avuto l’opportunità di esporre le loro opere in mostre personali di rilievo.



7° Premio Cairo
dal 10 al 22 ottobre 2006

Museo della Permanente
via Turati 34
Milano

tel. 02-6551445
Orari: tutti i giorni 10-20
Ingresso libero

Catalogo: Editoriale Giorgio Mondadori

Redazione: Arte, corso Magenta 55, 20123 Milano
tel. 02-43313382, e-mail: arte@cairoeditore.it

Ufficio Stampa: Studio Esseci - Sergio Campagnolo, 049 663499; info@studioesseci.net; www.studioesseci.net


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Chris Gilmour vince il 7° Premio Cairo
10 ott 2006 - Milano

Grande serata al Palazzo della Permanente di Milano per l’assegnazione del 7° Premio Cairo: Chris Gilmour, nato a Bristol nel 1973, ma friulano d’adozione, si è aggiudicato il prestigioso riconoscimento segnando una svolta nella storia del premio e portando per la prima volta alla vittoria una scultura.

Chris Gilmour è stato premiato da Urbano Cairo e a lui sarà dedicato un ampio servizio e la copertina del numero di gennaio della rivista Arte.

La giuria composta da Fabio Cavallucci (direttore della Galleria civica di Trento), Daniela Clerici (direttore di Arte), Massimiliano Gioni (direttore della Fondazione Trussardi di Milano), Gianfranco Maraniello (direttore della Galleria d’arte moderna di Bologna), Marco Pierini (direttore del Centro d’arte contemporanea Palazzo delle Papesse di Siena), Patrizia Sandretto Re Rebaudengo (presidente della Fondazione Sandretto di Torino) e Stefano Zecchi (presidente dell’Accademia di Brera) ha indicato la seguente motivazione: “L’opera di Gilmour sfrutta l’espressività primaria di un materiale non artistico, povero, industriale come il cartone da imballaggio, arricchisce l’operazione tipica dell’arte povera con straordinaria manualità e cura per la realizzazione, producendo un lavoro articolato e complesso”.

Chris Gilmour

Nato a Stockport, Bristol, nel 1973 è oramai friulano d’adozione.
Da sempre è impegnato nell’indagine della cultura popolare attraverso l’oggetto. Il materiale esclusivo è il cartone da imballaggio, pratico, economico, leggero. Ed evocativo, perché porta con sé l’idea di contenitore, trasformando in scatole piene di memorie e sentimenti le motociclette, i pianoforti o le auto che escono dalle sue mani. I modelli sono il prodotto del design anni Cinquanta, con una predilezione per quello italiano: la Lambretta, l’Ape, la Cinquecento, la gloriosa Lettera 22 dell’Olivetti. Per la progettazione, che è molto laboriosa e può durare anni, quando non ha i disegni originali deve smontare l’oggetto per conoscerne tutti i segreti. Solo così la copia in cartone sarà identica all’originale nelle dimensioni e fin nel più piccolo bullone. Le fragilità e deperibilità del materiale contrasta con la solidità del modello (dal testo in catalogo).
 


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