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La giovine Italia
14 ott 06 > 17 feb 07 - Gambettola (FC)
Lo
Spazio d’arte di Gambettola (Cesena), diretto da Angelo Grassi
(monumentale complesso di archeologia industriale), con la collaborazione
del critico Renato Barilli, organizza per il prossimo autunno 2006
la mostra "La giovine Italia - Omaggio degli artisti italiani
a Giuseppe Mazzini nel bicentario della nascita".
Il riferimento a Mazzini non vuole essere preso in senso rigoroso,
ma muove dal riconoscimento che, ai suoi giorni, il grande predicatore
laico aveva saputo scegliere bene tra le forme d’arte allora
presenti, e risulta suggestivo e profetico che accanto alla “giovine
Italia" egli fosse pronto a concepire tante altre formazioni
nazionali, nel nome di un’unitaria e globale “giovine
Europa".
Lo scopo piu' preciso della mostra e' di valorizzare in pieno il
ricchissimo arco di nuovi talenti che l’Officina Italia ha
visto nascere nell’ultimo decennio, cioe' esattamente da quando,
nel ’97, Barilli documento' le presenze in atto entro il 1997
nella mostra omonima, a Bologna e in altre sedi emiliano-romagnole.
Naturalmente dieci anni non passano invano, non stupira' quindi
dover constatare che in un simile arco di tempo la ricerca internazionale,
cui quella del nostro Paese si aggancia strettamente, ha mutato
orientamento.
Sul finire del Novecento si registrava un picco estremo verso la
smaterializzazione dell’arte, tanto che si parlava di un postconcettuale
esteso a macchia d’olio, con ricorso prevalente a fotografia,
video, inserti verbali. I poteri della mente sembravano dominare
su quelli della mano e delle materie sensibili. Ma dopo quell’estremo,
e' scattato inevitabilmente un movimento in senso contrario che
vede il recupero di elementi fisici. Una simile direzione di marcia
e' senza dubbio propiziata dal ruolo sempre piu' incisivo assunto
dalla partecipazione femminile, basti fare i conti, sui 18 selezionati
in questa rassegna, un terzo e' di donne artiste, che confermano
quella dote di sicura vicinanza alle forze della vita quale si conviene
alla loro condizione umana. E cosi', Sergia Avveduti, pur partendo
da severe riflessioni concettuali, le collega a ottimi manufatti
di ebanisteria, Enrica Borghi riscopre il fascino dei motivi decorativi,
Claudia Losi si avvale di materiali tessili, giocando in pieno la
carta del “soffice", il che si puo' ripetere per Sissi,
e anche la coppia Marinangeli-Placucci, unite nel lavoro, confezionano
sorprendenti teatri di ombre, ma a partire da vani domestici. Alice
Cattaneo per parte sua anima gli ambienti investendoli con elementi
aerei tenaci e avvolgenti. Naturalmente, i loro colleghi non intendono
essere da meno, e dunque si cimentano anche loro su materiali teneri
e ben provvisti di sensuosita', come risulta dagli intagli lignei
di Pierluigi Calignano, o dagli ammassi di Gianni Caravaggio che
sembrano disintegrarsi a contatto con l’atmosfera. Parrebbe
invece che Loris Cecchini si ostini a puntare su strutture metalliche,
ma queste risultano sottoposte a una scarica tremenda che le sconvolge
e le attorce. Perino e Vele assemblano, anche loro, materiali che
vengono dai ripostigli di famiglia, di cui hanno la fragilita',
ma anche un confortevole sapore di memoria. Diego Solda' conduce
degli esami stratigrafici sul colore, mentre Andrea Melloni, forse
il piu' “mentale", si adopra tuttavia a sollecitare effetti
acustici, anch’essi ben avvertibili. In un clima del genere
si attenua l’interdetto nei confronti della “vecchia
signora", la pittura, purche' non pretenda di rinascere in
forma del deprecato dipinto quadrangolare, e cosi' Andrea Mastrovito
la fa proliferare liberamente nello spazio, Francesco Spampinato
ne ricava dei rosoni, dei mandala, mentre Alessandro Roma la pratica
secondo un polistilismo aperto a tutte le combinazioni. Francesco
Simeti rilancia il genere classico e tradizionale dei fregi per
interni, ma li compila con elementi desunti da dati pungenti di
cronaca. Gabriele Picco monta un universo di burattini che si levano
arguti e protervi, mentre Federico Maddalozzo gioca sistematicamente
sullo scarto che esiste tra il colore riportato e quello reale,
tra le cose e le ombre.
Non si pretende certo che oggi, nella realta' multiforme della
nostra arte giovane, esistano solo queste 18 presenze, altre incalzano,
e avrebbero uguale diritto ad essere prese in considerazione, ma
certo questo manipolo disegna un profilo di sorprendente e completa
attualita'.
Elenco degli invitati
Sergia Avveduti - Enrica Borghi - Pierluigi Calignano - Gianni
Caravaggio - Alice Cattaneo - Loris Cecchini - Claudia Losi - Federico
Maddalozzo - Sonia Piedad Marinangeli e Elisa Placucci - Andrea
Mastrovito - Andrea Melloni - Perino & Vele - Gabriele Picco
- Alessandro Roma - Francesco Simeti - Sissi - Diego Solda' - Francesco
Spampinato.
All’interno del complesso diretto da Angelo Grassi, sia gli
artisti, al momento dell’allestimento, sia i critici invitati
per l’inaugurazione, potranno trovare ospitalita'.
La mostra, nel periodo meta' gennaio 2007 - febbraio, verra' trasferita
a Bologna, nel magnifico spazio per esposizioni temporanee della
Pinacoteca nazionale in Via Belle Arti, gestito dalla Soprintendenza
per i beni storico-artistici. In tal modo sara' visibile al momento
di Artefiera, prevista per la fine di gennaio.
La giovine Italia
Omaggio degli artisti italiani a Giuseppe Mazzini nel bicentario
della nascita.
dal 14/10/06 al 17/2/07
Inaugurazione sabato 14 ottobre 2006 ore 17.00
Galleria D’Arte “Fabbrica"
Sala dei Sacchi e Sala delle Colonne
via Carducci 119 Gambettola (FC)
Orario: Lun-Ven 15.00-19.00. Sab-Dom 10.00-13.00/15.00-20.00
Ingresso libero
http://www.angelograssi.it
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