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Le maioliche di
Doccia 1740-1780
17/06/07 > 02/09/07 - Montelupo (FI)
Si
aprono a Montelupo Fiorentino, in occasione della quindicesima edizione
della Festa Internazionale della Ceramica, le mostre: "Le maioliche
di Doccia 1740-1780" e "Buongiorno Maestro! Aldo Londi:
ceramista, scultore, pittore, maestro 1929-2003" (17 giugno -
2 settembre 2007).
Le due esposizioni, organizzate dal Museo della Ceramica e dal Comune
di Montelupo in collaborazione con Fondazione Museo Montelupo, fanno
parte di un ampio progetto che prevede la realizzazione ogni anno
di una o più mostre sul tema della ceramica. Montelupo Fiorentino
si candida così a diventare uno dei maggiori centri di riferimento
nazionale ed internazionale in questo settore, grazie anche all’apertura
del nuovo Museo della Ceramica, prevista nel 2008.
Il nuovo museo oltre ad ospitare mostre temporanee come queste, sarà
l’unico al mondo ad avere una collezione permanente interamente
proveniente da scavo archeologico, 1200 esemplari ceramici esposti
e altrettanti in deposito, che copre un arco di tempo che va dal Medioevo
al 1700.
A 270 anni della fondazione della Manifattura di Doccia e a 250
dalla morte del suo fondatore Carlo Ginori - avvenuta a Livorno
nel 1757 - Montelupo dedica una mostra, la prima mai realizzata,
alla maiolica di Doccia.
"Le maioliche di Doccia 1740-1780", curata da Fausto Berti
e Gino Turchi, allestita negli spazi espositivi al piano terra del
Museo della Ceramica, presenta 60 esemplari di maiolica docciana
del primo periodo (1740-80): pezzi inediti e mai pubblicati prima
d’ora, provenienti per la maggior parte da prestigiose collezioni
private e da istituzioni pubbliche come il Museo Richard Ginori
della Manifattura di Doccia, la Fondazione San Niccolò di
Prato e la Chiesa di San Romolo a Colonnata.
La produzione della maiolica affiancò - fin dalla fondazione
della Manifattura - quella più preziosa e ricercata della
porcellana. Come è noto nel 1737 il Marchese Ginori diede
vita alla Manifattura delle Maioliche e Porcellane di Doccia (in
Europa la quarta in ordine di tempo dopo Meissen, Du Paquier a Vienna
e Vezzi a Venezia): una scelta rischiosa in quanto si trovava senza
una corte che potesse commissionare e sostenere la produzione, come
avveniva nelle altre manifatture europee. Nello stesso anno moriva
infatti Giangastone Medici e con lui finiva la dinastia che per
più di 250 anni aveva governato la Toscana: il nuovo Granduca
Francesco Stefano di Lorena, impegnato nella guerra dei sette anni,
non risedette mai a Firenze e governò attraverso il Reggente
Principe di Craon. Perciò il marchese Carlo Ginori decise
di affiancare alla produzione della porcellana, un bene prezioso
ed ambito ma difficile da produrre, quella della maiolica. Quest’ultima
di più facile produzione, non richiedeva caolino, si cuoceva
a temperatura più bassa ed era richiesta sia dal ceto popolare
che da quello nobile, al posto della porcellana per uso quotidiano.
A questo fine, nel 1740, il Ginori fece venire da Faenza un ceramista
francese, Nicole Leturneau di Nevers, con il quale stipulò
un contratto che lo impegnava a consegnare una certa quantità
di maiolica decorata in blu in quattro decori: alla rosa, al parrocchetto
(tipologia cino-olandese), alla Berain (tipologia all’uso
di Moustier Sainte Marie con lambriques sulla tesa e grottesche
al centro) e all’olandese ( tipologia Delft o anche cino-olandese).
Inoltre il Letourneau doveva istruire quattro apprendisti su quanto
fosse utile alla lavorazione della maiolica. Nel giugno del 1741
Letourneau moriva improvvisamente, ma i decori da lui introdotti
continueranno ad essere impiegati per almeno altri 20 anni nella
Manifattura.
Di tale produzione, che all’epoca doveva essere consistente,
ben poco è rimasto oggi e rari sono gli oggetti di grandi
dimensioni e di bella fattura. L’esposizione odierna è
riuscita a rintracciare e mettere insieme 60 esemplari prodotti
tra il 1740 e il 1780, che illustrano magistralmente quale dovesse
essere la produzione di maiolica docciana di quel periodo.
Maioliche caratterizzate dai tipici decori in blu, secondo il contratto
Ginori-Letourneau: da mensa (vassoi, terrine, zuppiere, versatoi),
per uso personale (versatoi, bidè, vassoi da barba), decorative
(vasi, biscottiere, caminiere, mattonelle) e di carattere religioso
(acquasantiere, candelabri).
Per la mostra è disponibile un catalogo edito dalle edizioni
ETS di Pisa, con testi critici di Gino Turchi, Franco Bertoni e
Marina Vignozzi Paszkowski.
Le maioliche di Doccia 1740-1780
Periodo: dal 17 giugno al 2 settembre 2007
Museo della Ceramica
via Bartolomeo Sinibaldi 45
Montelupo (FI)
Orari: dal 17 al 24 giugno 2007, tutti i giorni, dalle ore 10.00 alle
ore 23.00; dal 25 giugno al 2 settembre 2007, tutti i giorni dalle
ore 10.00 alle ore 18.00; chiuso il lunedì
Informazioni:
Ufficio del Turismo del Comune di Montelupo (FI)
tel. 0571- 51.89.93
Ufficio Stampa:
Ambra Nepi Comunicazione, Firenze
Tel. 055/244217 – 242705
ambranepicomunicazione@gmail.com
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