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Lo Spazio della
Sapienza.
Santa Sofia ad Istanbul
18/08/07 > 11/11/07 - Rimini
Al
Meeting del 2003 fu la volta della fortunata esposizione dedicata
alla Cappella Sistina, mostra che venne successivamente riproposta
al Palazzo del Commissario di Savona, in occasione del Cinquecentenario
di papa Giulio II Della Rovere, che nella città ligure era
nato. Quest'anno, dal 19 agosto all'11 novembre, ad essere indagato
sarà un monumento unico nel suo genere, sunto di epoche storiche,
di vicende di popoli, di culture e di religioni diverse: Santa Sofia,
la basilica imperiale dell'antica Costantinopoli, l'odierna Istanbul.
L'esposizione, così com'è nella cifra di queste affascinanti
proposte culturali del Meeting, ricrea, all'interno della suggestiva
ambientazione di Castel Sismondo a Rimini, l'atmosfera dell'antico
tempio, trasformato in moschea dopo la caduta di Costantinopoli
in mano ottomana (1453) e ora in museo nazionale. Ripercorre le
complesse vicende storiche della basilica bizantina, "madre
di tutte le chiese dell'Oriente cristiano", ne descrive gli
straordinari apparati decorativi, specie i grandi frammenti musivi
superstiti; ma soprattutto cerca di evocare la straordinaria suggestione
che il monumento provoca di colpo anche al visitatore più
distratto, tanto grande è la bellezza misteriosa di questo
multiforme "spazio della Sapienza", eloquente agli occhi
e al cuore seppure muto dei canti e dei suoni dell'antica liturgia
bizantina.
A dar voce allo splendore della solenne liturgia, celebrata per
secoli dentro la chiesa che vide l'incoronazione degli imperatori
romani fino alla caduta dell'Impero d'Oriente, sta una raffinata
selezione di magnifici oggetti di culto di fattura costantinopolitana,
prodotti nelle celebri officine del palazzo imperiale di Bisanzio,
riuniti a Rimini grazie alla collaborazione di molte istituzioni,
dai Musei Vaticani al Tesoro della Basilica di San Marco a Venezia;
per dare modo al visitatore di ammirare la qualità assoluta
di oreficerie, smalti, avori, mosaici e cristalli che le famiglie
imperiale succedutesi sul trono d'Oriente commissionarono nei secoli
ai più celebri artigiani del tempo.
I volti superstiti dei meravigliosi mosaici che un tempo rivestivano
il tempio bizantino, le antiche croci cui si sovrappongono le decorazioni
islamiche, l’incredibile profondità degli spazi, rivivono
a Rimini grazie ad una campagna fotografica due volte unica: per
essere la più recente realizzata e perché frutto del
lavoro non di un consueto fotografo d'arte, ma di Franco Pagetti.
Abbandonato il glamour della moda nel 1994, Pagetti si è
dedicato ai reportages di guerra in Europa, Africa, Asia, Medio
Oriente, pubblicati sui più grandi quotidiani e riviste internazionali.
Oggi documenta, in esclusiva per la rivista Time, la vita quotidiana
e l’ordinaria violenza dell’Iraq cui si è dedicato
fin dall’inizio del conflitto.
Come Pagetti ha catturato i volti e gli spazi di Santa Sofia, restituendoci
l’anima viva dell’antico tempio, così le immagini
girate da Massimo Coconi Santoni, operatore dalla lunga esperienza
televisiva, colgono il volto odierno di Istanbul, i colori del Bosforo,
lo stupore di chi visita oggi Santa Sofia e intuisce da ciò
che è rimasto lo splendore abbagliante descritto nelle testimonianze
di chi ebbe la fortuna di vedere la basilica nella sua integrità.
Opera degli architetti Antemio di Tralle e Isidoro di Mileto, Santa
Sofia venne da subito considerata dai bizantini stessi come frutto
di un intervento divino: la sua novità deriva dalla combinazione
di due tipologie architettoniche, una a pianta centrale, l'altra
a pianta basilicale, magistralmente fuse tra di loro dando origine
ad un edificio vastissimo, di 70 metri per 75 per lato. Sovrasta
l'edificio una cupola grandiosa, di 31 metri di diametro, supportata
da quattro archi massicci.
All'esterno della costruzione, piuttosto articolato e pesante, corrisponde
un interno grandioso, di straordinaria, unica armonia. È
quindi facile comprendere l'orgoglio di Giustiniano stesso che pare
esclamasse, entrando nella chiesa: "Gloria a Dio che mi ha
fatto degno di questo! O Salomone, ti ho superato!".
Marmi policromi vennero utilizzati a profusione, a ricoprire l'intera
struttura, fin sopra le gallerie. Dalle parti superiori della chiesa
e dalla cupola dalle tante finestre scendeva la luce, ad accendere
d'oro i mosaici che ornavano la basilica e di cui sono giunti a
noi solo alcuni esemplari che si possono ammirare nelle navate laterali
e nel nartece.
Oggi, la basilica bizantina - madre delle grandi chiese dell'Oriente
cristiano, cui si ispirarono architetti d'ogni dove, fino alla grande
Rus - è diventata museo, dopo essere stata trasformata in
moschea, a partire dalla caduta di Bisanzio in mano ottomana e sino
al 1934.
Le vicissitudini di cui è stata muta testimone ne fanno un
documento culturale unico nella storia del mondo antico e paradigma
di grande significato nel crocevia culturale di oggi. Diventato
moschea nel 1453, l'edificio venne ricoperto da pesanti strati di
intonaco, per nasconderne la decorazione musiva ovviamente ispirata
all'Antico e al Nuovo Testamento, oltre che ricca di mosaici raffiguranti
membri delle varie famiglie imperiali succedutesi sul trono di Costantinopoli,
per lo più ritratti ai fianchi delle immagini di Cristo e
della Vergine. Nonostante ciò la sua bellezza architettonica
- integralmente apprezzabile ancora oggi - conquistò letteralmente
gli occhi e in certo qual modo il cuore dell'architetto del sultano
Solimano il Magnifico, Mimar Sinan. Questi, per tutta la sua vita,
cercò di riprodurre nelle moschee di Istanbul l'architettura
di Santa Sofia, tanto da consegnare la nostra basilica alla storia
anche con la definizione di "Madre di tutte le moschee".
Con la riduzione della moschea a museo nazionale, nel 1935 ebbero
inizio indagini stratigrafiche per verificare quanto si celasse
al di sotto degli strati di intonaco. Ci si accorse allora dell'ampiezza
della distruzione avvenuta: degli antichi mosaici è rimasto
molto poco. Ma quanto pervenutoci - come il volto del Cristo Benedicente
riemerso dal buio dei secoli - mantiene intatta tutta la sua bellezza
e il suo splendore. Così è avvenuto, ad esempio, anche
per l'immagine della Vergine con il Bambino che, nella penombra
della chiesa, appare improvvisamente nell'abside, quasi fluttuante
nel cielo d'oro del mosaico. Tanto è maestoso e splendido
quel poco dell'insieme che è si è ritrovato, da lasciare
intuire la grandezza e la maestosità della primitiva bellezza
dell'edificio sacro; e stupisce e commuove il fatto che nulla abbia
potuto ultimamente distruggere siffatto miracolo.
Lo Spazio della Sapienza. Santa Sofia ad Istanbul.
Inaugurazione: sabato 18 agosto 2007, ore 11 - 16
Periodo: 19 agosto - 11 novembre 2007.
Castel Sismondo
Rimini
Orario: dalle 9.00 alle 19.00
Ingresso: 5€ biglietto intero, 3€ biglietto ridotto
Giorno di chiusura: lunedì non festivi
Nella settimana dal 19 al 25 Agosto la mostra sarà aperta tutti
i giorni dalle ore 9.00 alle 23.00.
Mostra promossa ed organizzata dal Meeting per l'amicizia fra i popoli
di Rimini, a cura di Alessandra Buzzetti, Marina Ricci, Riccardo Piol.
Con la consulenza scientifica di Fabrizio Bisconti, Marina Falla Castelfranchi.
Coordinamento di Giovanni Gentili.
Catalogo: Silvana Editoriale.
Per informazioni e prenotazioni:
tel. 0541.783100
meeting@meetingrimini.org
Ufficio Stampa
Studio ESSECI - Sergio Campagnolo
tel. 049.663499 info@studioesseci.net
www.studioesseci.net |
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Immagini |
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| Foto di Franco Pagetti |
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