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Capolavori della
Maiolica
del Rinascimento
03/10/07 > 06/01/08 - Perugia
Per qualità e rarità dei pezzi esposti è una
delle più importanti collezioni di maioliche al mondo. Dal
3 ottobre al 6 gennaio tutti potranno ammirarla, per la prima volta
nella sua veste completa, a Palazzo Baldeschi, sede espositiva della
Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia.
Ed è proprio alla Fondazione che questa rarissima Collezione
appartiene, frutto di acquisizioni importanti nel corso degli anni,
tra cui quella dei 76 strepitosi pezzi raccolti Paolo Sprovieri, forse
il più attento collezionista del settore, e le meraviglie della
Collezione Frizzi Baccioni.
Conclusa l’esposizione a Perugia, la Collezione, in versione
più contenuta, è destinata ad essere presentata in
diversi centri italiani e europei.
Complessivamente, a Palazzo Baldeschi saranno esposti 144 pezzi
e l’utilizzo del termine “capolavori” per descriverli
non è improprio: la qualità delle maioliche entrate
a far parte della Collezione è assolutamente altissima.
Il cuore della Raccolta è cinquecentesco; il Cinquecento
certo fu il secolo in cui l’arte della maiolica viene considerata,
nelle sue espressioni più alte, essenzialmente come una forma
pittorica.
Non mancano però esemplari quattrocenteschi, in particolare
albarelli di produzione centroitaliana, opere di botteghe di livello.
Ma con il nuovo secolo, a Faenza ma anche in Toscana, in Umbria,
a Napoli, nelle Marche e in altri centri della penisola si sviluppano
botteghe che sanno creare veri capolavori. Anche quei centri di
produzione che, come Faenza, Mentelupo, Deruta, Castelli, riescono
a creare manufatti “di massa”, destinati ad invadere
mercati anche lontani, confermano talune produzioni di qualità
e livello altissimo.
Basti ammirare i piatti da pompa di Deruta presenti nella Collezione:
grandi piatti dipinti con profili femminili, scene di caccia o soggetti
religiosi che riecheggiano molto da vicino i modi di Perugino o
di Pintoricchio.
Faenza ha certo titolo per essere definita come la “regina
delle ceramiche”, tanto da imporre i propri stili (il bianco
di Faenza, o l’istoriato, appunto). E da Faenza partono, nel
‘500, maestranze che esportano i loro modelli in tutta Italia
contribuendo così a dare non poco filo da torcere agli esperti
impegnati a datare e indicare i loghi di produzione delle maioliche
di questi decenni.
Così circa alla stessa paternità dello stile “istoriato”,
tradizionalmente iscritta alla città di Faenza, c’è
chi avanza una diversa primogenitura: sembra infatti che la consuetudine
di ricoprire l’intera superficie di una maiolica con figure
o storie sia nata ad Urbino e lo dimostrerebbe la datazione di opere
magnifiche di questa Collezione.
Ovunque la diffusione di modelli e di storie consentita dall’arte
della stampa stimolò gli artisti della ceramica a riportare
sulle loro creazioni i capolavori di Raffaello o il racconto delle
Metamorfosi di Ovidio oppure ancora, in ossequio ai dettami del
Concilio di Trento, scene e soggetti biblici.
Ma fu a Gubbio che l’arte de “lustro” ebbe il
suo massimo protagonista: nessuno, infatti come Mastro Giorgio aveva
rivali nell’applicare il lustro alle ceramiche e la Collezione
documenta questo miracolo della tecnica con numerosi, bellissimi
esemplari.
La trasmigrazione dei maestri contaminò utilmente molte
città e tra esse la grande Venezia, contribuendo a creare
stili nuovi e di grande eleganza.
Qua e là per l’Italia, intanto, interi piccoli centri
si andavano specializzando nell’arte della maiolica. In mostra
si possono ammirar, ad esempio, esemplari tra i più belli
fra quelli prodotti a Castelli, piccolo centro dell’Abruzzo
noto, in particolare, per la preziosità dei suoi vasi da
farmacia.
Capolavori della Maiolica del Rinascimento
La Collezione della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia
Periodo: 3 ottobre 2007 – 6 gennaio 2008
Palazzo Baldeschi
Perugia
Esposizione promossa dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia.
A cura di Timothy Wilson e Paola Elisa Sani. Schede di Carola Fiocco,
Gabriella Gherardi, Marino Marini e Claudio Paolinelli.
Ingresso libero
Per informazioni e prenotazioni:
Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia
Tel. 075-5725981 fondazione.pg@infinito.it
Ufficio stampa:
Studio ESSECI – Sergio Campagnolo
tel. 049.663499 info@studioesseci.net |
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