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Felice Casorati.
Dipinti, sculture, disegni. 1907 - 1963
11/10/07 > 15/01/08 - Torino
Una
mostra di Felice Casorati è sempre un evento di grande interesse
specialmente a Torino, la sua città d’elezione.
Soprattutto quando si tratta di un’ampia retrospettiva come
questa proposta dalla Mazzoleni Arte Moderna, la terza dopo quelle
del 1993 e del 1999-2000.
Per questa occasione sono state selezionate più di quaranta
opere (una trentina di dipinti, sei sculture in terracotta e bronzo,
e una serie di disegni) che documentano ad alto livello, e in modo
soddisfacente, le principali fasi della ricerca del maestro.
L’elegante e raffinato “Ritratto di signora (ritratto
della sorella Elvira)”, la prima opera di Casorati esposta alla
Biennale di Venezia nel 1907, inaugura il percorso espositivo.
Della produzione degli anni ‘20 c’è un raro “Profilo
di donna” (1922) di plastica evidenza dipinto a olio secco su
carta. Con la stessa tecnica è realizzato un bellissimo “Nudo
seduto nello studio” del 1929.
Insieme a dei paesaggi (per esempio “Il giardino di via Mazzini”)
e delle nature morte, sono soprattutto alcune figure femminili come
“Giannina” (1932), di morbida sensibilità tonale,
“Donna seduta con chitarra” (1938), uno dei capolavori
del pittore, e “Donna con scodella e libro giallo” (1942)
a testimoniare la vitalità creativa di Casorati dagli anni
’30 alla guerra.
Numerosi sono poi le figure, le nature morte e i paesaggi, a tempera
e ad olio, della produzione degli ultimi decenni. Tra questi dipinti
va segnalato almeno “L’alunno” (1954-55), che fa
parte di un trittico che è un rifacimento del famoso “Lo
studio”, bruciato negli anni ‘20 al Glaspalast di Monaco
di Baviera.
Un'altra opera di notevole interesse è il grandissimo pannello
(375 x 190 cm), realizzato dall’artista per il foyer del Teatro
Nuovo di Torino nel 1948.
Ci sono infine varie sculture, tra cui il “Suonatore di chitarra”
in terracotta e due rilievi in bronzo “Danzatrici” e “Capre”,
che derivano dalle opere plastiche del teatro privato di Gualino,
progettato e decorato da Casorati nel 1923.
La scelta delle opere caratterizza in maniera esemplare le peculiarità
della Galleria, diretta da Gianni Mazzoleni e dai suoi figli Davide
e Luigi, che con grande coerenza, da oltre vent’anni propongono
lavori di eccelsa qualità dei Maestri del Novecento, come dimostrano
le ultime grandi mostre tenutesi alla Galleria Mazzoleni.
Accompagna la mostra un catalogo edito da Mazzoleni Arte Moderna,
il cui testo introduttivo è di Francesco Poli.
Cenni biografici
Felice Casorati nasce a Novara il 4 dicembre 1883, da Francesco, ufficiale
in servizio permanente effettivo e da Caterina Borgarelli. Nei primi
anni di vita del pittore, la professione paterna induce la famiglia
Casorati a frequenti spostamenti, fino al 1895, anno durante il quale
il nucleo familiare si stabilisce a Padova. Nella città veneta
Felice compirà i suoi studi, fino a laurearsi in giurisprudenza
nel luglio del 1906, con una interessante tesi dal titolo “Studio
sulla Corte d’Assise”. Agli studi accademici accompagna,
in maniera sistematica, quelli di natura artistica e musicale.
Nel 1907, tra le tre opere inviate alla VII Biennale di Venezia, “Ritratto
della sorella”, è accolta favorevolmente dalla Commissione
Internazionale. Nel 1908 la famiglia Casorati si trasferisce a Napoli,
città il cui clima lo deprime, inasprendo la sua malinconia;
sono gli anni di “Le vecchie” e di “ La cugina”.
Nel 1910 partecipa alla IX Biennale di Venezia, con “Le ereditiere”,
dove è sicuramente molto colpito dalla grande sala individuale
dedicata a Klimt. Dal 1911 al 1915 la famiglia Casorati si trasferisce
a Verona, dove il pittore lavora intensamente. È il periodo
de “ Le signorine”, opera con la quale partecipa nel 1912
alla XI Biennale di Venezia. Nel 1913 partecipa per la prima volta
alla Mostra degli artisti di Ca’ Pesaro, dove partecipa con
41 opere. Il 1915 è l’anno della mostra individuale alla
Secessione Romana, dopo la quale verrà richiamato alle Armi.
Nel 1917 muore il padre, in seguito al cui decesso Felice porta la
madre e le sorelle a Vercelli. Spintosi a Torino, conosce Piero Gobetti,
che ritrova nel 1918, quando si trasferisce a Torino in Via Mazzini
52. Nel 1923, Casorati ottiene dalla Presidenza della Promotrice delle
Belle Arti una sala della Quadriennale, nella quale invitare artisti
da lui liberamente scelti, tra i quali Giorgio de Chirico, Carlo Carrà
e Francesco Mencio. Nasce la “scuola” di Casorati, nello
studio dell’artista di Via Mazzini.
Nel 1925, con Alberto Sartoris, Annibale Rigotti e Mario Sombrero
fonda la Società di Belle Arti “Antonio Fontanesi”
della quale egli è anche Presidente. Sempre con Sartoris, nel
1927 organizza una mostra d’arte contemporanea che è
ospitata dal Museo Rath di Ginevra. Nel luglio del 1930 sposa Daphne
Maugham, e il 2 luglio del 1934 nasce il figlio Francesco. Sono gli
anni in cui lavora sollecitamente per il teatro: disegna le scene
e i costumi per Orfeo, di Claudio Monteverdi (1934), per “Norma”
di Vincenzo Bellini (1935), per “La Valchiria” di Wagner.
Accompagnerà per molti anni l’attività di scenografo
a quella di pittore.
Nel 1939 gli viene conferito il Premio Pittura all’Esposizione
Internazionale d’Arte di San Francisco ed il 1 ottobre 1941
è nominato titolare della Cattedra di Pittura all’Accademia
Albertina di Torino, della quale diventerà Direttore nel 1952.
Nello stesso anno gli viene assegnata una sala personale alla XXVI
Biennale di Venezia. Il 13 settembre 1960 muore la sorella Elvira.
Nel 1961 un embolo gli arresta il flusso della gamba sinistra: i medici
sono costretti ad amputare l’arto. Nel 1962 alla XXXI Biennale
di Venezia, nella sezione dedicata alla “Grafica Simbolista
Italiana”, Felice è presente con 17 opere. Il 1 marzo
del 1963, dopo un’agonia di oltre 20 giorni, Felice Casorati
muore nel suo studio assistito dalla moglie Daphne, dal figlio Francesco,
dalla sorella Pina, dal Dott. Tullio Grassi, dal Dott. Giuseppe Bartasso
e altri fedeli amici.
(La biografia è tratta da “Casorati”, Torino, 1980)
Storia Mazzoleni Galleria d’Arte Moderna
Fondata 40 anni fa da Renato Gissi, la galleria Mazzoleni Arte Moderna
(ex Nuova Gissi) di piazza Solferino 2 a Torino, si annovera tra le
gallerie più prestigiose d’Europa fin dagli anni Cinquanta.
Le sue sale hanno infatti, ospitato opere di Picasso, Chagall, Dalì,
Magritte, Van Gogh e di molti altri importanti maestri della storia
dell’arte.
Passata nell’86 a Gianni Mazzoleni, che la gestisce con i figli
Davide e Luigi, la galleria, ora Mazzoleni Arte Moderna, continua
a essere un punto di riferimento colto per chi ama conoscere, oltre
a collezionare, i protagonisti del Novecento.
Ubicata su tre piani nell’ottocentesco Palazzo Panizza, la galleria
si sviluppa tra le storiche sale affrescate (in passato aulico foyer
dell’attiguo teatro Alfieri) per un totale di 500 metri quadri
espositivi.
De Chirico, Savinio, Balla, Manzoni, Vedova, Campigli, Guttuso, Salvo,
Burri, Fontana, Menzio, Morandi, Vasarely, Casorati, Afro, Baj, oltre
agli artisti della transavanguardia e quelli dell’arte povera,
sono alcune tra le più prestigiose firme di artisti che la
Mazzoleni Arte Moderna ospita nel corso delle sue mostre che vengono
organizzate dopo una lunga e selettiva raccolta di opere.
Si ricordano in ordine cronologico;
Ottobre 1999 “Casorati”
Ottobre 2000 “De Chirico-Savinio”
Ottobre 2001 “Afro”
Ottobre 2002 “Baj”
Ottobre 2003 “Burri”
Marzo 2004 “Salvo"
Ottobre 2004 ”Hartung”
Marzo 2005 “Guttuso”
Ottobre 2005 “Turcato”
Febbraio 2006 “Fontana Burri Afro”
Ottobre 2006 “Capogrossi”
Felice Casorati
Dipinti, sculture, disegni. 1907 - 1963
Curatore Francesco Poli
Inaugurazione: Giovedì 11 ottobre 2007 ore 18,30
Periodo: 11 ottobre 2007– 15 gennaio 2008
Galleria Mazzoleni
Palazzo Panizza
Piazza Solferino 2
Torino
Orario: da martedì a domenica 10.00-13.00/ 16.00-19.30. Chiuso
lunedì
Ingresso Libero
Catalogo Mazzoleni Arte Moderna
Informazioni al pubblico:
Galleria Mazzoleni e Ufficio Stampa
Tel. +39.011.534473 Fax +39.011.538625
www.mazzoleniarte.it
info@mazzoleniarte.it
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