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Vorrei sapere
perché.
Una mostra su Ettore Sottsass
05/12/07 > 02/03/08 - Trieste
“Io
penso ad una mostra piccola ma molto emozionante; mi piacerebbe che
uscissero piangendo, cioè con un’emozione”.
Così Ettore Sottsass diede il via all’unica mostra italiana
pensata per festeggiare i suoi novanta anni.
Pochi giorni dopo, il 31 dicembre a Milano, muore per uno scompenso
cardiaco avvenuto durante un'influenza.
E' a Trieste e “emozionante” lo è certamente,
“piccola” non proprio: ben sette le sezioni nello spazio
dell’ex Pescheria accompagnate da un “omaggio”
nella Sala del Trono del Castello di Miramare, dove una piccola
selezione della produzione di Ettore Sottsass intessa un dialogo
con le atmosfere del passato di questa storica residenza.
“Vorrei che [questa mostra] fosse solamente solitudine e intensità”
è stata l’ulteriore richiesta del Maestro. E Alessio
Bozzer, Beatrice Mascellani e Marco Minuz che per conto dell’Associazione
Culturale Terredarte hanno ideato e curato l’esposizione,
hanno cercato di trasformare in realtà la sua istanza: “Ci
proponiamo di affrontare la lettura della produzione artistica ed
intellettuale del maestro in maniera assolutamente nuova, abbandonando
l’approccio descrittivo e antologico per affrontare la produzione
di Sottsass in una maniera più diretta e profonda, coinvolgendo
la sua esperienza emozionale ed intellettuale, ponendo una forte
attenzione agli stati intellettuali che sono alla base della “ricerca
di un oggetto o di una realizzazione”” .
Il titolo della mostra riconduce ad una delle riflessioni che Sottsass
ha scritto a proposito dei templi indiani ed è una frase
che può, in qualche modo, esemplificare l’approccio
alle cose del maestro: “Senza che io sappia cosa sono, le
forme di pietra hanno il senso del sacro, sacro per sempre. Vorrei
sapere perché”. E proprio questa ultima parte di frase
è stata scelta per dare nome e taglio alla grande esposizione
triestina.
Le molte esperienze di Sottsass vengono qui indagate sul filo di
una essenziale raccolta di opere disposte in sette aree tematiche:
disegno industriale (design), architettura, fotografia, gioiello,
disegno, ceramica ed infine vetro, le cosiddette delicatessen, come
Gillo Dorfles le ha definite dopo aver visionato il progetto. Ogni
“isola” racchiuderà al suo interno un “tempio”,
un luogo segreto dove scoprire gli oggetti, i disegni, le foto,
etc.
Nella selezione delle opere sono state attuate delle scelte radicali,
proprio per focalizzare l’attenzione sulla produzione di Sottsass
che è riuscita maggiormente ed incarnare la sua sensibilità
ed evocare i riferimenti progettuali ed umani del suo lavoro.
Il visitatore viene lasciato libero di costruirsi il proprio percorso,
proprio per evitare gerarchie e classificazioni fra le esperienze
esposte, stimolandolo a scoprire come sia la medesima sostanza e
progettualità ad animare ogni creazione del maestro.
A connettere l’un l’altra le sette “isole”
è la voce dello stesso Sottsass che accompagna il visitatore
all’interno di ogni area, per raccontare e spiegare di volta
in volta le ragioni del suo lavoro. Con l’obiettivo di avvicinare
il più possibile il visitatore all’esperienza più
intima del maestro, quella che combacia con il suo lavoro.
Le 130 opere selezionate, provenienti tutte da collezioni private
italiane ed europee (alcuni pezzi sono esposti per la prima volta
al pubblico), non seguono un percorso cronologico per porsi invece
come frammenti atti a ricostruire quella grande “magia dell’opera”
che anima tutta la produzione di questo architetto/artista.
La sede della mostra, la città di Trieste, aggiunge un ulteriore
elemento di fascino al progetto: Trieste è una città
sicuramente lontana da Milano, capitale del design e della progettazione,
ma contemporaneamente è un luogo in grado di descrivere ed
incarnare, come lo stesso Ettore Sottsass ha evidenziato in riferimento
alla sua vita (Ettore Sottsass è nato ad Innsbruck nel 1917),
una duplice identità, ovvero quella italiana e austriaca.
Contemporaneamente è la città in cui ha vissuto il
pittore Spazzapan, colui che negli anni trenta a Torino, ha insegnato
ad Ettore Sottsass a dipingere e a cui è rimasto sempre profondamente
legato.
Infine è una città realmente in grado di dialogare
a livello internazionale con realtà come l’Austria,
la Slovenia e la Croazia. Proprio per questo tutta la mostra sarà
bilingue: italiano-inglese.
“Vorrei sapere perché. Una mostra su Ettore Sottsass”
completa il ciclo di grandi mostre che sono state dedicate negli
ultimi anni al Maestro: al MART di Rovereto, Museo di Capodimonte
di Napoli, MOCA Museo d’Arte Contemporanea di Los Angeles
e il Design Museum di Londra.
Vorrei sapere perché.
Una mostra su Ettore Sottsass
Inaugurazione: mercoledì 5 dicembre ore 18.30
Periodo: 6 dicembre 2007 – 2 marzo 2008
Salone degli Incanti dell’ex Pescheria
Riva Nazario Sauro
Trieste
Orari: 10.00 – 19.00, chiuso il martedì, 25 dicembre
e 1 gennaio.
Ingresso: intero 6 euro - ridotto 4 euro
Per informazioni: Associazione Culturale Terradarte tel. 040 311648
mail: terredarte.it@libero.it
Mostra a cura di: Alessio Bozzer, Beatrice Mascellani e Marco Minuz,
organizzata da: Associazione Culturale Terredarte con la collaborazione
ed il patrocinio di Comune di Trieste, Assessorato alla Cultura, Regione
Autonoma Friuli Venezia Giulia – Assessorato all’istruzione,
cultura, sport e pace e della Fondazione Cassa di Risparmio di Trieste.
Catalogo Electa a cura di Alessio Bozzer, Beatrice Mascellani e Marco
Minuz, con una trentina di interventi e testimonianze.
Ufficio Stampa:
Studio ESSECI – Sergio Campagnolo tel. 049.663499 info@studioesseci.net
Studio Sandrinelli, tel. 040 362636 Mail info@studiosandrinelli.com
Ufficio stampa ELECTA – Enrica Steffenini tel. 02.21.563.433;
elestamp@mondadori.it |
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