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Vittorio Pescatori.
Io, Pinocchio
18/10/07 > 06/01/08 - Milano
Una mostra e un libro, edito da Idea Books, raccontano in chiave contemporanea
Le Avventure di Pinocchio di Carlo Collodi. Circa 80 fotografie, realizzate
da Vittorio Pescatori in 30 anni di viaggi, incontri e momenti trasformati
in immagini, saranno esposte negli spazi di CorsoMagenta10 per l’Arte
Contemporanea, da metà ottobre a gennaio 2008.
Trovano posto nelle opere e nella poetica di Pescatori i tanti
personaggi e i tanti momenti della storia del burattino, così
un primo Geppetto è ritratto nei Giardini Pubblici di Milano
e poi ritrovato in Marocco, il Grillo Parlante abita in un ibisco
a Tozeur, la Volpe ha fatto una pessima fine tra gli accessori di
una signora in viaggio tra Napoli e Capri, il Pappagallo Verde posa
sulla spalla di Francesco Clemente in un ritratto realizzato vent’anni
fa e così La Donna Buona ha le sembianze di Alda Merini e
i Carabinieri arrivano in Piazza Duomo…
Una favola meravigliosa rivista attraverso fotografie stampate
su carta di cotone e “colorate” a pastello attraverso
la particolare tecnica utilizzata da Pescatori. L’artista,
nato e cresciuto a Milano, alterna l’attività letteraria,
romanzi in bilico tra l’ironico e il grottesco, con l’attività
artistica, fotografie colorate a mano, scatole specchianti e pastelli.
Vive e lavora tra Milano e Capri con lunghi soggiorni nel Maghreb.
Il progetto Io, Pinocchio è realizzato in collaborazione
con la Fondazione Nazionale Carlo Collodi.
Anni e anni di immagini.
Nell’archivio mi sono ritrovato l’intera storia di Pinocchio.
Forse perché i personaggi del racconto e le situazioni sono
allegorie di quella realtà esasperata che cerco da sempre.
Il Gatto e la Volpe per esempio, che sembrano sgusciati da una favola
di Esopo, li avevo incontrati da tempo. Il Gatto con un’espressione
famelica e furibonda a Tunisi, alla fermata del pullman diretti nel
deserto. La Volpe, ormai ridotta a pelliccia, con la testolina aguzza
che spunta da sotto una borsa, sul traghetto Napoli-Capri.
Mangiafuoco, spietato e caritatevole, il satrapo di sempre che tende
a strumentalizzare il prossimo con la dolcezza e la durezza, a Venezia,
sul traghetto delle cinque e mezzo del mattino, durante l’ultimo
carnevale. Il Pescatore Verde, una sorta di Nettuno incrostato di
alghe e di conchiglie, ingordo un po’ come il figlio Poliremo,
al porto di Rodi, sovrastato da una carpa gigante.
La Fata Turchina, come le antiche dee, me la sono vista apparire sotto
spoglie diverse: piccola divinità dei boschi, Grande Madre,
lucente Iside o Madonna generosa nell’appartamento sui navigli
di Alda Merini. La Capretta dal vello celeste, sempre pronta ad aiutare
il prediletto, a Venezia nella hall dell’hotel Gritti-Palace,
con un paio di corna da far invidia a un muflone. Il Serpente era
invece nel Benin, dipinto sul muro del tempio del dio Pitone, simbolo
di fecondità e abbondanza. Il Pappagallo a New York sulla spalla
di Francesco Clemente. Il Falco sul sellino di una motocicletta abbandonata
nell’oasi di Douze. Il Pescecane, quasi la balena di Giona,
a Roma nei bagni del Planet-Hollywood e a porta Portese, in un cesto.
La Colomba, annunciatrice di positività come quella di Noè,
l’ho incontrata in una mattina veneziana, tra le brume e con
lo sfondo di un veliero come in un Turner.
L’Omino di Burro, apparentemente mansueto che con il piffero
della menzogna porterà Pinocchio e Lucignolo a trasformarsi
in asinelli (in asinelli come nella storia di Apuleio), seduto serafico
a un tavolino del Cafè de Flore di Parigi.
Metamorfosi che ricordano anche la storia omerica di Circe che trasforma
in porci i suoi innamorati. Poi il paese dei Balocchi, la città
di Acchiappatrulli persino la stessa struttura artigianale di Pinocchio,
burattino snodato, è simile a quella delle bambole dell’antichità,
come la Crepereia, la famosa Barbie augustea del Museo Massimo.
O come le raccapriccianti dame meccaniche del 700, o le Coppelle,
o le Olimpie. Fino alla falsa Maria di Metropolis di Fritz Lang, fino
ai nostri invasivi robots.
Vittorio Pescatori
Vittorio Pescatori. Io, Pinocchio
con la partecipazione straordinaria di Alda Merini
Inaugurazione: giovedì 18 ottobre dalle 19.00
Periodo: 19 ottobre 2007 – 6 gennaio 2008
CorsoMagenta10 per l’Arte Contemporanea
Corso Magenta 10
Milano
Orario: lunedì – venerdì dalle ore 10.00 alle
ore 18.00
ingresso libero
Catalogo edito da Idea Books |
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| Galleria
Immagini |
| Vittorio Pescatori. Io, Pinocchio |
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