Giacomo Saviozzi.
L'interruttore del buio
01/04/08 > 15/04/08 - Pistoia
La fotografia è un documento che ci obbliga a pensare: è
stata fondamentale all'epoca della trasformazione che ha portato alla
chiusura degli ospedali psichiatrici con la riforma del 1978. La fotografia
è stata determinante, e grandi fotografi come Giovanni Berengo
Gardin, Carla Cerati, Luciano D'Alessandro, Uliano Lucas, Ferdinando
Scianna, Raymond Depardon, hanno “fissato” il dolore estremo
che è quello dell'emarginazione e della negazione di qualsiasi
diritto civile. La fotografia era un richiamo alla coscienza dei cittadini,
e non tutte le coscienze erano ovviamente avvertite di ciò
che accadeva dietro quelle mura; qualcuno forse immaginava e taceva:
questa è una vecchia patologia dell'ipocrisia italiana. Quelle
fotografie erano e sono fondamentali per noi che abbiamo lottato per
questo cambiamento.
Ritornare su quei luoghi per ricordare quel dolore, che non è
svanito ma si è trasferito altrove, credo sia un'opera meritoria...
dall'intervista a Paolo Crepet
Giacomo Saviozzi. L'interruttore del buio
a cura di Alessandra Borsetti Venier
Periodo: 1 - 15 aprile 2008
Fabbrica delle Emozioni,
via Antonelli 305
Pistoia
Orario mostra: lunedì 14-18, dal martedì al venerdì
9-13/15-18, mercoledì 21-23
www.infodama.it
testi di Paolo Crepet, Cinzia Busi Thomson, Andrea Tagliasacchi, Gisella
Trincas, Silvano Agosti, Cristina Lasagni
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