Fabio Adani, Moreno
Pisapia.
Verso, Sospeso
12/04/08 > 21/05/08 - Torino
Il 12 aprile inaugura, presso D.Gallery, la bipersonale di Fabio Adani
e Moreno Pisapia, “Verso, Sospeso”. Il sotteso ossimoro
insito nel titolo della mostra pone l’accento sull’ambivalenza
del viaggio, in bilico tra movimento e sospensione, tra fisicità
e percorso della mente.
Le opere di Fabio Adani, realizzate con l’evanescenza impalpabile
della luce, vogliono suggerire una direzione verso l’evocazione,
l’introspezione, il dialogo silenzioso e irrinunciabile tra
sé e l’opera, ma ancor di più con sé stessi,
in profondità, in sospensione;
“Il suo punto di vista è sensoriale, trascendente e metafisico
e, di per se, sfrutta le contraddizioni stesse o i vuoti che una simile
geometrica struttura lascia all’osservatore. Colore, sedia (o
altro tipo di oggetto, laddove l’uomo è più oggetto
assoluto che non individualità) luce, in questa triade l’artista
sviluppa il suo mondo, quasi come fosse un moderno Demiurgo; la sua
maieutica prende direttamente le mosse dal livello metafisico del
mondo senza, per questo, dimenticare il “luogo” in cui
vive.Gli umani o le sedie in attesa di Adani appartengono, allora,
al mondo delle idee di Platone, a quegli assoluti che esistono al
di là di ogni referenza nel mondo reale. Le sue opere sono
di grandissimo impatto emotivo e di forte intensità visuale.
Il progetto di questa ricerca si basa sulla compresenza di due differenti
visioni della concettualità contemporanea senza, per questo,
tralasciare il lato emozionale dell’opera”.
Massimo Sgroi Le opere di Moreno Pisapia, realizzate per lo più
a tecnica mista su carta, indagano lo spazio minimo interiore a
partire dalla metafora della gabbia, luogo di costrizione all’interno
del quale nasce il desiderio del viaggio che si alimenta di ricordi,
sogni, visioni, attraverso scenari che mutano repentinamente.
“Le tracce che passano sulle opere sono sentieri tracciati
dal lento passare delle ere. In esse, più che leggere la
storia raccontata, si percepiscono le modificazioni, i solchi che
gli eventi hanno prodotto. Le linee stesse che percorrono i quadri
significano proprio perché sostituiscono l’evento reale,
quasi come se assommassero l’inside degli eventi che hanno
prodotto la traccia lasciata sull’opera. Ma, quasi come fossero
una sintesi di una ritualità antica, esse sono dinamiche,
non hanno l’immobilità della cristallizzazione del
tempo sono, al contrario, manifestazioni del processo dinamico.
Non è casuale che Moreno Pisapia intitoli una delle opere
“Ora precipitano, ora si inarcano”. O, ancora “Ombre
si addensano” quasi come se sulla superficie della carta o
della balsa si verificasse il processo di agglomerazione di una
funzione di per se immateriale.”
Massimo Sgroi
Fabio Adani, Moreno Pisapia. Verso, Sospeso
a cura di Delia Gianti
testo critico di Massimo Sgroi
Inaugurazione: 12 aprile ore 18.30
Periodo: 12 aprile - 21 maggio 2008
D.Gallery
in via Balme 20 e 22
Torino
www.dterr.it
Press Office D.Terr – Arte e Comunicazione
Delia Gianti
Via Balme, 20 – 10143 Torino
011.7741346 - 3334356252 |
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Fabio Adani, Moreno Pisapia.
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