Il Lavoro dell'Arte:
dieci Artisti per il 1° maggio
01/05/08 > 01/06/08 - Pieve di Cento (BO)
Dalla memorabile scena del quadro “Il Quarto Stato” realizzato
dal pittore Giuseppe Pellizza da Volpedo nel 1901 fino ad oggi il
lavoro ha conosciuto dei grandi mutamenti. “Quando si pensa
alla storia del lavoro, scrive Vittoria Coen, direttrice artistica
del Museo d’Arte delle Generazioni Italiane dell’900,
il pensiero identifica questo concetto con la storia del processo
di industrializzazione (…).
Siamo ormai lontani da quando Dickens raccontava il lavoro minorile
nella lugubre e sporca Londra del XIX secolo, o da quando Chaplin
rappresentava, nell’indimenticabile film Tempi moderni, la giornata
tipo di un operaio maldestro costretto nelle maglie di un ciclo produttivo
alienante e forsennato.” "Il Lavoro dell'Arte: dieci
Artisti per il 1° maggio" è il titolo della grande
mostra progettata e ideata da Giulio Bargellini e da Vittoria Coen,
in collaborazione con Confindustria di Ferrara.
Dieci artisti, già presenti con le loro opere al Magi’900,
hanno aderito all’iniziativa partecipando con creazioni artistiche
realizzate espressamente per l’evento: Rino Volpe, Giorgio
Villa, Marilla Battilana, Paolo Gallerani, Fausta Dossi, Franco
Tarantino, Marinella Galletti, Renzo Margonari, Renato Fascetti,
Mirta Carroli. La raccolta va formandosi attorno ad un tema più
attuale che mai, un tema affascinante che consente di leggere i
mutamenti culturali intervenuti durante un secolo, un approccio
originale capace di rivelare il ruolo culturale e sociale del lavoro
nella società e nell’arte. Un insieme di stili e linguaggi
diversi, in cui espressioni e tendenze anche contrastanti si avvicendano
e articolano un percorso espositivo originale configurando la giusta
occasione per riflettere su come è cambiato il concetto di
lavoro nel tempo: “Marilla Battilana sceglie di trasferire
la celebre frase di Karl Marx incitante all’unione mondiale
dei lavoratori, in un universo contemporaneo capovolto, adeguato
alle nuove ideologie del produttivismo e della competizione, scrive
Vittoria Coen. L’ironia si dissipa in una visione cosmica
alla quale l’uso dei colori acrilici presta una straordinaria
leggerezza, su cui il rosso stacca il messaggio e lo riporta all’impassibile
concretezza.
Vigore ed energia sono da sempre le note dominanti dell’opera
scultorica di Mirta Carroli. La verticalità e lo slancio,
l’asciuttezza delle forme, delle misure, dei raffinati toni
cromatici, sfidano costantemente le pesanti regole dell’equilibrio
e della stabilità, ma non incorrono mai nell’utopia
dell’irreale.
Fausta Dossi sviluppa il tema assumendone apertamente le implicazioni,
allusive e letterali insieme: i valori simbolici, la storia vissuta.
Le sagome avanzanti posseggono l’inevitabilità del
progresso civile di un’umanità in cammino che si esprime
in silenziosa fermezza (…)
Impadronirsi dello spazio pittorico è la meta alla quale
tende Renato Fascetti, anche quando gli si affida il tema del lavoro.
Spazio pittorico, evidentemente, affollato di segni, di strumenti
e di allusioni concernenti le opere umane concrete (…) Un’evidente
unità interiore è il segno della scultura di Paolo
Gallerani. Armonia ed equilibrio delle parti, stabilità e
durata, non escludono il movimento di vuoto e pieno, lo spazio aperto
che consente respiro ad una sorta di “modello architettonico”
che si anima delle sue stesse forme (…)
Nel dipinto di Marinella Galletti il protagonismo dei volti in primo
piano viene di fatto ridimensionato da un’evidente condizione
di estraneità reciproca. “Classiche” di figure
giovani, ognuna delle quali potrebbe sentirsi faber del presente,
sembrano subire una sorta di riduzione di ruolo: frammentazione,
solitudine, individualismo e delusione che possono essere vinti
soltanto con un forte comportamento critico.
Il lavoro di Renzo Margonari è un’esplosione cromatica
nella quale le linee-forme si muovono in totale libertà,
scaturita dalla pressione di un’energia insofferente di condizionamenti.
. Il tema è dentro quest’esplosione proprio perché
viene letto come si può leggere uno stato di creatività
che riesce ad essere fisiologica e psicologica insieme (…)
Le scelte cromatiche di Franco Tarantino sono significative. I colori
cupi e freddi indicano la percezione drammatica della forza del
lavoro, ma il dinamismo delle linee d’invenzione che ne caratterizza
l’andamento non rinuncia alla speranza che, nonostante la
ripetizione ossessiva consente ancora una rinascita continua.
Rino Volpe interpreta il tema lavoro leggendone le implicazioni
in senso chiaramente vitalistico, ottimista, gioioso per la vivacità
e la proliferazione dei segni, la ricchezza dei motivi, la fertilità
degli spunti (…)
Giorgio Villa, la cui esperienza si è arricchita soprattutto
dopo la conoscenza e frequentazione con Bruno Munari, realizza per
questa mostra un paesaggio quasi lunare, con una certa impronta
surrealista.”
La mostra è corredata da un catalogo che documenta le dieci
opere esposte con il testo introduttivo di Vittoria Coen.
Il Lavoro dell'Arte: dieci Artisti per il 1° maggio
Inaugurazione: Giovedì 1 Maggio 2008 ore 10.15 Periodo:
1 Maggio – 1 Giugno 2008
MAGI’900
Museo d’Arte delle Generazioni Italiane del ‘900
Via Rusticana A/1,
Pieve di Cento, Bologna
Orari: Da martedì a domenica, dalle 10.00 alle 18.00
Tel. +39 051 6861545 - Fax +39 051 6860364
info@magi900.com
www.magi900.com
Ideazione: Giulio Bargellini, direttore del Museo Magi’900,
Vittoria Coen, direttrice artistica del Museo Magi’900
Ufficio stampa: Studio Pesci
Via San Vitale 27, 40125 Bologna
Tel. +39 051 269267 - Fax +39 051 2960748
info@studiopesci.it - www.studiopesci.it
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