Mabi Sanna. Tra
il rito e il Quotidiano
01/05/08 > 14/05/08 - Cagliari
La ricorrenza del 1° maggio a Cagliari ha una valenza prettamente
religiosa ed è senz’altro l’evento che vede la
partecipazione diretta e indiretta di più persone in tutta
l’isola. Rilevante da diversi anni, anche da un punto di vista
mediatico, non è un caso che sia oggetto d’interesse
da parte di molti operatori culturali.
Giungiamo così a descrivere un altro evento che riguarda Sant’Efisio,
una mostra di pittura, la seconda in ordine cronologico dopo quella
del 2007, di una pittrice, Mabi Sanna, che ora dedica la sua ricerca
al culto del Santo e alla relativa processione.
I dipinti in questione non vogliono però essere una ricerca
antropologica e non hanno valore agiografico; questa teoria di opere
fissa una piccola parte di una rappresentazione che si ripete da secoli.
Sono fragmenta di un percorso che è sempre lo stesso e sempre
diverso. Focalizzano attimi, situazioni particolari e momenti ufficiali
di quel rito religioso e popolare che è uno dei principali
caratteri distintivi della città di Cagliari.
Tecniche miste che, occhieggiano al Novecento sardo, ma non perché
trattino di una manifestazione in costume, bensì per la fissità
delle forme e per le subitanee esplosioni di azzurri e di rossi. I
quadri offrono altresì contrasti evidenti: nel tema, quando
vengono raffigurati episodi anticlassici che sono quasi dei fuori
scena, come le donne che parlano, e nella forma quando i soggetti
in primo piano (e i loro costumi) sono materici in un ambiente che
spesso è indistinto, indefinito perché solo abbozzato.
14 opere di medie dimensioni caratterizzate da una sintesi di disegno
e colore, quasi narrative di un quotidiano speciale dove accadono
delle piccole eccezioni nelle azioni del rito di sempre.
La sintesi cromatica porta Mabi Sanna ad usare praticamente o prevalentemente
solo i colori primari, e spesso il giallo è sostituito, come
nel gotico, dall’oro.
Oro che maschera i lineamenti dei partecipanti nascondendone la fisionomia.
Ma questo è un gioco ambivalente delle parti: vuol dire che
non è importante chi siano tali personaggi, essi rappresentano
tutti coloro che nei secoli hanno seguito il simulacro. E, contemporaneamente,
questo espediente stilistico in primo luogo nobilita letteralmente
i figuranti, in secondo luogo ci ricorda ciò che Maschera voleva
dire per gli antichi romani e per i giapponesi. Sembrerà un’ironia,
ma Maschera significa persona.
Massimo Antonio Sanna
Spazio per creativi di ogni disciplina. Dalle Arti Visive alla Musica,
alla Letteratura, al Multimediale. Situata nel centro di Cagliari,
nello storico quartiere di "Sa Marina", Arcivernice si propone
come punto di incontro costante tra persone, espressività e
culture. Intende promuovere nuove sinergie che favoriscano lo scambio
e il prodotto delle idee. Nel 1930, l'artista cagliaritano Giovanni
Manca creò, per "Il Corriere dei Piccoli", Pier
Cloruro de' Lambicchi, un geniale e un po' mattoide scienziato,
inventore di una magica vernice - l'arcivernice - capace di far
divenire reale qualunque oggetto disegnato.
Mabi Sanna. Tra il rito e il Quotidiano
Periodo: 1 - 14 maggio 2008
GALLERIA ARCIVERNICE
Via Lodovico Baylle 115
Cagliari
info@arcivernice.com
www.arcivernice.com
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