Walter
Leblanc. Opere dal 1958 al 1978
02/03/09 > 30/04/09 - Milano
Il bianco e il nero. Dicotomia, da sempre. Dalle tenebre fiat lux.
Adesso come allora siamo avvolti dal buio. Esistenziale, umano. In
letteratura come nella vita ciò che spurga è nero, noir,
notte. La condizione umana è coperta da una tenebra di paura
e di timore. Di ingiustizia e di impossibilità. Ciò
che resta è un esorcismo, che passa per gli occhi e arriva
dritto all'anima. Non c'è rimedio al nostro nuovo medioevo.
L'arte è l'unica via d'uscita. Da sempre l'artista, il creatore
di bellezza, si muove all'interno dell'annosa questione ombra/luce.
La forma della luce, l'intensità e la gradazione. Il movimento
della luminosità. E trova risposte, afferra intuizioni, racconta
il suo sapere, ciò che è riuscito a sperimentare grazie
al suo terzo occhio, capace di vedere dove la nostra umanità
è inevitabilmente cieca.
Mentre alla fine degli anni Cinquanta, la pittura sfogava energie
e passioni colorate sulle tele, Walter Leblanc sperimentava il bianco.
La superficie che tutto riflette e che permette di immaginare mondi
migliori. Arrotolava singoli fili quasi fossero metafora di esistenze
contorte e dolorose. Li fissava regolari e ordinati su tele-cuscini,
affinché i bulbi oculari potessero accarezzarli e osservarli
da ogni parte. Sognando di appoggiarvi sopra le guance o le mani.
Così il bianco con alta luminosità ma senza tinta, capace
di nascondere tutti i colori dello spettro elettromagnetico, diventa
pura luce e si trasforma persino in colore, ombreggia e vibra a seconda
delle posizioni di partenza e di arrivo. Muoversi di fronte a un lavoro
di Leblanc, spostandosi sulla destra o sulla sinistra, permette di
acquisire visioni multiple. Lo stesso quadro, più quadri. La
stessa emozione, più emozioni. Non è il movimento elegante
di Castellani, né il contrappunto tridimensionale di Bonalumi.
Neanche l'attesa lacerata di Fontana. E' un passo estetico, un valzer
formale, una melodia di sfere emotive. La convivenza con i quadri
di Leblanc rimanda a una prospettiva di luce nordica, fredda ma costante,
presente senza inquinamenti strutturali o segnici. Ritrova un ordine
quasi mitologico, di cieli alti e orizzonti lontani. Di fiumi gelati
e mari a specchio.
Cicatrici della terra che sono ben visibili nei suoi primi lavori,
del 1958/59, dove polvere di ferro, piccoli bulloni e stringhe ritorte
si prestano a un primo ruvido inciampo della vista, per poi stemperarsi
nelle giravolte dei lavori successivi. Poetici Twisted di croci e
quadrati, triangoli e rombi.
In movimento verso una luce più alta.
Walter Leblanc. Opere dal 1958 al 1978
Periodo: 2 marzo - 30 aprile 2009
Studio Gariboldi
Corso Monforte 23
Milano
Orari: Lunedì/venerdì ore 14.00/19.00
Tel 02 76016499
www.studiogariboldi.com
|

|
| Galleria
Immagini |
| Walter Leblanc. Opere dal 1958 al 1978 |
| |
 |
| |
Expo
3d:
la Galleria Virtuale
Un nuovo servizio per presentare le Opere in un ambiente tridimensionale.
>>
continua |
Video
& DVD Service
Servizi Video per mostre, esposizioni, documentari. Realizzazione
DVD e pubblicazione on-line. >>
approfondisci |
Segnalazione
Eventi
Per segnalare mostre, eventi artistici o altre iniziative artistico
- culturali, è necessario seguire la procedura indicata
nell'apposito modulo: modulo di
segnalazione eventi |
|