La Biennale di
Venezia. John Cale.
Dark Days/Dyddiau Du/Giorni Cupi
04/06/09 > 22/11/09 - Venezia
Per la 53a Esposizione Internazionale d'Arte - La Biennale di Venezia,
John Cale presenterà una inedita installazione audio-visiva
gallese, appositamente commissionata e curata da Bruce Haines. Il
Galles offre agli artisti un ambiente di straordinaria ricchezza lirica
e romantica e un particolare contesto politico e sociale.
Questo progetto risente della tradizione poetica bardìta, cruciale
per la storia culturale del Galles, ed è incentrato sullo stretto
rapporto che unisce John Cale alla lingua gallese e ai temi legati
alla comunicazione. Cale, noto per il suo continuo lavoro di ricerca
sulla fisionomia del suono, in Galles ha affrontato una serie di performance
fisiche e catartiche allo scopo di creare un'opera che attingesse
all'interesse di tutta una vita per il passare del tempo e la natura
durativa e multidisciplinare della rappresentazione. Un'opera che
ha in sé il paesaggio gallese ma anche la storia dell'arte
performativa così come si è sviluppata in Galles a partire
dalla metà del Novecento. L'installazione sarà allestita
nel Capannone 1 della Ex-birreria Dreher - edificio industriale nell'ex
quartiere operaio della Giudecca, già sede delle tre precedenti
presenze gallesi alla Esposizione Internazionale d'Arte - La Biennale
di Venezia. Nato a Garnant, Galles del Sud, Cale frequentò
il Goldsmiths College di Londra, dove studiò musicologia e
scoprì John Cage attraverso il fondamentale Silence, del 1961.
Trasferitosi a New York, conobbe LaMonte Young e collaborò
con il Theatre of Eternal Music, di cui facevano parte artisti quali
Walter de Maria e Tony Conrad, prima di fondare con Lou Reed The Velvet
Underground. Cale non ha mai smesso di interrogarsi sul concetto di
durata, né di mescolare i confini tra musica, cinema, performance
a arte visiva. I suoi scritti e la sua musica portano l'eco del paesaggio
gallese, cupo e solenne, e della ricca tradizione poetica del Galles,
con la sua metrica rigidissima. Forse Cale stesso è un “bardo”
nel più ampio senso del termine: come poeta pubblicato esordì
sulla rivista “Aspen” alla fine degli anni Sessanta, e
i suoi versi sono influenzati da un altro poeta gallese, Dylan Thomas.
I suoi personaggi tormentati, immersi in paesaggi dominati dalla tirannia,
dalla guerra e dal compromesso, sono quanto mai attuali.
I precedenti progeti del Galles alla Biennale di Venezia sono stati:
Further, Artists from Wales nel 2003 (Bethan Huws, Simon Pope, Paul
Seawright, Cerith Wyn Evans); Somewhere Else nel 2005 (Peter Finnemore,
Laura Ford, Paul Granjon e Bedwyr Williams) e, nel 2007, And So It
Goes (Richard Deacon, Merlin James, Heather & Ivan Morison).
La Biennale di Venezia.
John Cale. Dark Days/Dyddiau Du/Giorni Cupi
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