L’acqua
è indispensabile alla vita e metafora della nostra esistenza.
Filosofia, arte e religione – dai primordi ad oggi – hanno
sempre affidato all’elemento liquido un ruolo fondante per ogni
manifestazione spirituale. I miti e le simbologie che hanno accompagnato
l’evoluzione dell’uomo fin dalle sue origini rappresentano
l’acqua in una dimensione sacrale e comune a tutte le culture,
la cui conoscenza può stimolare – nei contemporanei –
una maggiore consapevolezza sulla necessità di tutelare l’acqua
come bene primario.
L’esposizione è un percorso nell’arte contemporanea,
arricchita dalle inedite installazioni dell’artista veneziano
Fabrizio Plessi e le meravigliose video-installazioni di Bill Viola
per i quali l’acqua è un elemento fondamentale nel percorso
artistico e personale, come metafora di purificazione, vita, morte,
rinascita, sottolineando quindi aspetti diversi della condizione umana,
per cui l’acqua non è semplicemente una citazione fine
a se stessa ma un elemento ricco di significati.
La mostra inoltre unisce arte e poesia grazie al contributo di alcuni
poeti contemporanei (Rondoni, Mussapi, Pontiggia, Copioli, Conte,
Cera Rosco, Ceni, Brullo) che ripercorrono con le loro opere i temi
della mostra, offrendo un panorama completo della suggestione che
l’acqua imprime all’umanità nel suo aspetto espressivo
collettivo ed individuale.
L’esposizione ospita alcuni artisti contemporanei (Aikman, Andersen,
Arrivabene, Buccella, Coltro, Costa, Damiani, Demetz, Ghibaudo, Gilardi,
Inferrera, Papetti, Raffaelli, Robusti, Stoisa) i quali, nel loro
percorso artistico hanno affrontato il tema dell’acqua sposando
il percorso scientifico della mostra.
Il percorso analizza otto
temi:
Pensiero liquido
Il pensiero cosmologico greco nasce dall’acqua o, come ricorda
Aristotele nella Metafisica, l’idea di un liquido primordiale-creatore
ha origini così remote da essere sempre esistito nella mente
dell’uomo. Omero, Talete ed Eraclito sono stati i più
importanti filosofi dell’antichità che hanno espresso
il valore spirituale dell’acqua, tanto da paragonarlo alla
stessa anima dell’uomo.
Maternità
L’acqua espressa dal pensiero cosmologico - creatrice, notturna
vischiosa inafferrabile - è in stretto contatto con l’unicità
sacra femminile e il suo potere di generare la vita. L’acqua
diventa il principio che evoca la vita nel grembo materno e con
esso il calore del liquido amniotico e la dolcezza del latte.
Acqua e femminilità
Il profondo valore simbolico e ancestrale della maternità
che imprime all’acqua un carattere profondamente femminile
si sviluppa nel tema della fertilità e della natura rigogliosa:
della donna amante. Anche se le due realtà liquide della
donna madre e della donna amante (come le sirene) sono entrambe
proiettate sulla natura, seguono spesso strade diverse che, tuttavia,
affermano entrambe il sostanziale valore femminile dell’acqua.
Viaggio
Nella civiltà mediterranea l’eterno spazio in cui si
intesse il dialogo tra l’uomo e l’anima dell’acqua
è il mare. Una distesa in cui i miti si adattano ad una natura
ostile, dove potenze opposte - le acque, i venti, la terra - trascinano
l’uomo nelle paurose lotte per la sopravvivenza e ne modificano
il destino
L’acqua quindi diventa, attraverso il viaggio, un’esperienza
che si traduce in pensiero, un simbolo che unifica in sé
concetti contrapposti come l’immobilità e il fluire,
la materia e l’ineffabile; una distesa in cui l’uomo
può perdersi, ritrovare e ritrovarsi.
Oblio
Il tragico richiamo dell’acqua scura compagna del viaggio
eterno è, in letteratura, il simbolo della morte femminile.
Ofelia è la ninfa destinata a morire in acqua, simbolo della
morte giovane, della dissoluzione della bellezza nella letteratura
mitologica degli antichi. È l’acqua sognata, che avvolge
gli esseri dormienti e in cui ci si abbandona in un lento oblio
di sé. L’immagine di Ofelia offre un interessante collegamento
con il mito di Narciso, altra giovane vittima onirica dell’acqua
in cui tutto si dissolve, in cui tutto si fonde, trasformandosi
in nulla.
Trasformazioni
A custodire il confine tra acqua del tempo e acqua senza tempo sono
le creature del mare e delle acque; figure che conoscono il destino
perché sono il presente e il futuro; esseri che ammaliano
e distruggono, custodi benevoli dei riti di passaggio (matrimonio,
adolescenza, parto, morte), ma anche orribili mostri e femmine infeconde
(Scilla, Sirene, Idra, Gorgoni) posti a tutelare il trascendente
dalla temerarietà della mente umana. Così il valore
femminile delle acque cupe ritorna a far udire agli dei il suono
del suo fluire uterino e rigeneratore.
Purificazione e Rinascita
Tra i riti collegati all’acqua delle religioni abramitiche,
l’immersione del battesimo resta uno dei più simbolici
ed evocativi. Esso conduce alla rigenerazione dell’uomo nuovo,
rappresenta lo spazio al di là in cui reincontrarsi e riscrivere
il proprio destino.
Sete
Messaggio ancestrale che terrorizza da sempre l’uomo, antico
e moderno allo stesso tempo, è la paura della sete. Solo
la mancanza d’acqua riesce a far conoscere pienamente il valore
sacrale dell’elemento primordiale. Come non riflettere sull’importante
monito di Emily Dickinson: “L’acqua è insegnata
dalla sete”.
L'Anima dell'Acqua
Inaugurazione: 5 giugno alle 15.30
Periodo: 6 giugno – 22 novembre 2009
PROROGATA AL 28 FEBBRAIO 2010
CA’ D’ORO GALLERIA FRANCHETTI
Venezia
Orario lunedì 8.15-14.00, da martedì a domenica 8.15-19.15.
Biglietteria unica con il Museo Galleria Franchetti
Per informazioni:
Fondazione DNArt
Via dell’Orso 16
20121 Milano
T. 02 29010404
F. 02 29003578 www.fondazionednart.it
Una collaborazione tra Fondazione DNArt e il Ministero per i beni
e le attività culturali, Soprintendenza Speciale per patrimonio
storico artistico ed etnoantropologico e per il Polo Museale di Venezia,
la Regione Veneto, la Regione Lombardia, il Comune di Venezia
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L'Anima dell'Acqua
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