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David Fedi - Zeb. Diabolikamente. Ambiguità e Contraddizione
19/09/09 > 25/10/09 - Lari (PI)

Questa esposizione riunisce una trentina di opere che ripercorrono principalmente gli anni tra il 1997 e il 2002, ma non mancheranno richiami di opere più recenti come gli ultimi due dipinti fatti da Zeb.
La mostra è corredata da un catalogo con oltre quaranta opere riprodotte con una introduzione critica di Nicola Micieli.

“Abbiamo voluto tributargli una mostra perché se lo merita, è la sua medaglia, perché è quello che sempre ha desiderato; era il suo cruccio non poter esporre le sue opere e, soprattutto, era per lui un dispiacere grande quando le sue esposizioni erano snobbate dalla gente. Voleva il contatto con il pubblico, anche con i detrattori, voleva semplicemente che i suoi quadri fossero esposti e visti. La notizia del maggio 2008 che l’amministrazione comunale livornese volesse dedicargli un’ampia mostra personale era per lui momento di vanto. Però di lì a poco ha deciso di dare un taglio netto alla sua vita e si è reso irreperibile. Da allora ad oggi la storia del fantomatico Zeb è diventata cronaca.
Il titolo della mostra lo avevo in mente da tempo, dal momento in cui ho capito Zeb ed ho capito David e da quando ho visto i suoi quadri. “Diabolikamente. Ambiguità e contraddizione”. In questi tre termini possiamo riassumere la vita e l’arte di Fedi. Perché lui è così, perché così si definiva: diabolico. La sua mente diabolica come il personaggio che dipinge, ambiguo e contraddittorio. Come Diabolik, anche lui si sentiva un’antieroe. Ambiguo e contraddittorio come la vita.
Ho conosciuto David nel novembre 2007 presentatomi dall’editore Michele Quirici di Pontedera. Tra me e David, magicamente, fu subito simpatia ed anche empatia, come quando uno spettatore si trova di fronte ad un’opera d’arte. Io lo spettatore, lui l’opera d’arte.
Ambiguo ma non equivoco, persona ma anche personaggio. Dietrologo nato, riservato e schivo. Quando parlava – quando dissertava intendo – era poco chiaro, a tratti logorroico, devo ammetterlo, indefinito, ma lo faceva con una lingua schietta, in modo diretto. Non era facile capire il suo pensiero. Saltava da un discorso ad un altro senza apparenti legami tra loro. Sembrava. Ma quando lo ascoltavi attentamente, poco a poco, tutto si faceva più chiaro. Ma era questa la sua forza.
Riusciva a portarti nel suo labirinto di pensieri e ti rendeva protagonista, voleva fortemente la tua opinione che, immancabilmente, però, riusciva a smontare pezzo per pezzo con la sua logica-illogica da binario morto.
Dissacrante e originale sulle celeberrime scritte fatte per anni sui muri della sua Livorno, profondo e originale nei dipinti. Niente al caso, tutto seguito minuziosamente, passo dopo passo, dall’idea alla sua realizzazione. Nell’idea la sua arte, il resto, per lui, semplice realizzazione, artigiana, manuale – chiamatela come volete – di un pensiero, di un messaggio.
Possessore di ottime - sublimi direi - capacità tecniche, ma anche e soprattutto creativo. Lui è toccato dalla mano divina del pensare e del sentire. Il sentire, quel pathos legato a tanathos che esporta e rappresenta in molte sue opere anche in quelle – apparentemente – più semplici nel linguaggio.
Mi mostrava orgogliosamente, una ad una , le sue opere consegnate al tempo. Ne percorreva, scansionandole con gli occhi e con lo sguardo, furbo ed attento, la genesi e lo sviluppo, una ad una, con amore, indicandone pregi e difetti. In una atmosfera intrigante ed accattivante ripercorreva interiormente anche le sofferenze di quel periodo, i sacrifici, i sentimenti ora ritratti, impressionati, irrimediabilmente inglobati nel dipinto. Riflessioni sul mondo, sull’essere e sull’esistere. La sua forte – la più grande - amarezza è quella di essere un genio incompreso. Non è vanità, non è una qualche forma di superiorità, è una sua certezza”. (F.L.)


Rassegna: Prospettive diverse 2009 / 2010
David Fedi - Zeb. Diabolikamente. Ambiguità e contraddizione
Cura mostra e catalogo di: Filippo Lotti

Inaugurazione: sabato 19 settembre ore 18.00
Periodo: 19 settembre – 25 ottobre 2009

CASTELLO DEI VICARI
Lari (PI)

Orari: dal Martedì al Venerdì ore 16.00 - 19.00; Sabato e Domenica ore 10.30 - 12.30 e 16.00 - 19.30 - Chiuso il Lunedì - L'ingresso è consentito fino a 30 minuti prima della chiusura – ingresso libero
tel. Valerio Bartoli 333 31 97 384
www.lariarte.it
lariarte@live.it
Contatti: LARIARTE piazza Matteotti 9 - Lari ? Pi

In collaborazione con: Associazione Turistica “ViviLari” - Associazione Culturale “Il Castello” - FuoriLuogo – Arte Contemporanea - Associazione Culturale “La Ruga”
Con il patrocinio di: Comune di Lari

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David Fedi - Zeb. Diabolikamente. Ambiguità e Contraddizione
 
 

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